Auguri di Buona Pasqua con la pastiera di Sal De Riso :-) Happy Easter with Sal De Riso’s pastiera


 

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Pastiere appena cotte

Sono anni che prepariamo le pastiere… il dolce napoletano tipico della Pasqua, che ha ricevuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale Campano.  La leggenda vuole che a crearla fu una suora che voleva un dolce per festeggiare la Resurrezione. Unì al grano la ricotta, le uova, la frutta candita, alcune spezie aromatiche e l’acqua di fiori di arancio, dell’aranceto del convento.  Le suore del convento di San Gregorio Armeno a Napoli erano famose per le loro pastiere che preparavano in grandi quantità ogni anno a Pasqua per le famiglie benestanti della città.

Di ricette ne abbiamo veramente provate tantissime… ma quest’ anno abbiamo voluto fare la versione di Sal De Riso, un nome, una garanzia, nonché grande Maestro da noi venerato! Nato a Minori, le sue pasticcerie sono conosciute in tutta la costiera Amalfitana, nonché in tutta Italia da quando ha partecipato a La Prova del Cuoco. Che dire, le sue pastiere sono semplicemente divine… una equilibrata esplosione di sapori!  Sono leggermente diverse dalle precedenti che abbiamo fatto, ma molto molto più buone.  Noi le consigliamo vivamente e su internet si può trovare il video dove il Maestro spiega tutto in modo esauriente.  Si è presentato però un piccolo problema in quanto nel video, in sovraimpressione tra gli ingredienti della frolla, figurano soltanto i tuorli d’uovo mentre nel video lui aggiunge anche le uova intere.  Beh, in fondo i Maestri non rivelano i loro segreti fino in fondo.  

Noi ci siamo regolate così:  abbiamo realizzato 4 pastiere e abbiamo raddoppiato il ripieno. Infatti, la ricetta della frolla è molto abbondante, e ne avanza un po’.  Per le uova abbiamo messo solo i tuorli, sono bastati, anche se nel video il Maestro aggiunge anche quelle intere. Per quanto riguarda la scorza di arancia, abbiamo aggiunto come nel video, anche se non figura tra gli ingredienti, e per il grano ci siamo attenute a non ricuocerlo, proprio come fa lui, è la prima volta!  Dopo la cottura, come nostra abitudine abbiamo lasciato il dolce ad asciugare in forno spento.

Ingredienti:

Per il Ripieno:

125 gr di zucchero vanigliato

330 gr di ricotta di mucca

275 gr di zucchero semolato

330 gr di grano cotto

170 gr di crema pasticcera

170 gr di bucce d’arancia candite

1 bacca di vaniglia

400 gr di uova intere

cannella liquida

acqua di fiori d’arancio q.b.

200 gr di latte

la scorza d’arancia non tratta grattugiata

Per la Pasta frolla:

600 gr di burro bavarese

400 gr di zucchero semolato

120 gr di tuorlo d’uovo

15 gr di sale

1 bacca di vaniglia

scorza di un limone grattugiata

750 gr di farina debole

250 gr di fecola di patate

Per la ricetta della nostra crema pasticcera cliccare qui:

https://emozioniculinarie.wordpress.com/2015/09/17/la-crostata-di-fragole-de-lavaligiablu/

Iniziamo preparando la frolla… a mano senza impastatrice, con un burro morbido, a temperatura ambiente da 12 ore.  Mettiamo la farina debole e la fecola a fontana, versiamo lo zucchero, il sale, le uova, il burro, i semini del baccello di vaniglia, e la scorza di un limone. Impastiamo e mettiamo a riposare in frigo per qualche ora. Stendiamo la frolla in due tortiere e le rimettiamo in frigo. Intanto prepariamo il ripieno mettendo il grano cotto a bagno con un po’ di latte e lasciamo da parte. In una ciotola mettiamo la ricotta, lo zucchero semolato e lo zucchero a velo, lavoriamo un po’ e aggiungiamo la crema pasticcera il grano, i semini del secondo baccello di vaniglia, qualche goccia di cannella liquida e non in polvere altrimenti diamo un brutto colore al ripieno, l’acqua di fiori di arancio, le uova, la scorza di un’arancia e i canditi. Versiamo il ripieno nel guscio di frolla, creiamo otto strisce che posizioneremo a rombo sopra le pastiere, e inforniamo a 160°-165° (calore moderato) per circa 45-50 minuti. Dopo la cottura noi le lasciamo asciugare per un’oretta nel forno spento, ma ognuno conosce il proprio forno.

Siamo molto soddisfatte di questa ricetta… può essere ovvio ma possiamo chiamarla sua Maestà la Pastiera! Anche  i colori sono perfetti e le strisce di frolla perfettamente amalgamate con il ripieno.  Un’ultima precisazione:  spesso abbiamo sentito persone dire “metto meno zucchero perché la pastiera è troppo dolce”… “metto meno uova perché è più leggera”… “non metto i canditi perché non mi piacciono e neanche l’acqua di fiori d’arancio”!  Siamo liberi di fare ciò che vogliamo ma in questi casi faremo una crostata di ricotta senza gli aromi che la distinguono e dal colore giallo paglierino… perché il colore tipico della pastiera lo danno le uova e lo zucchero.  Quindi, se vedrete una pastiera gialla saprete già in anticipo cosa vi aspetta! 🙂

Che dire… per noi non c’è Pasqua senza pastiera!  Tanti auguri a tutti di Buona Pasqua e buon appetito! 🙂

Pastiera dopo il sacrosanto riposo di quatto giorni prima di essere mangiata

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We’ve been preparing the pastiera for years.  Do you know what a pastiera is?  Well, for those of you who are not of italian origin, it is an Easter cake made with boiled wheat, eggs and ricotta cheese.  It originated in the area of Naples and was originally used during the celebrations of Spring.  It is said that it was first created in a convent by an unknown nun who wanted a special cake to symbolize the Resurrection. She mixed wheat, ricotta cheese, eggs, candied citron, some aromatic spices and water which was made fragrant with the flowers of the orange trees that grew in the convent gardens. The nuns of the ancient convent of San Gregorio Armeno in Naples were considered the best pastiera makers and they baked many every year for the rich families during Easter time.  The pastiera is usually baked a few days in advance but no later than Good Friday, in order to allow for all the ingredients to mix properly together and give it its unique flavour.

We’ve tried so many different recipes over the years, but this year we’ve decided to share with you Sal De Riso’s version.  His name is a guarantee of quality and delight, he is a Master in the art of pastiera baking!  He was born in Minori and his pastry shops are known all over the Amalfi coast, and now all over Italy since he appeared in the TV show called La Prova del Cuoco.  His pastiere are divine… a harmonious explosion of flavours! They are a bit different from the other types we baked in the past, but much more delicious.  If you wish, you can watch his video on the internet.  There is only a slight difference between the eggs listed in the list of ingredients that appear in the notes and the eggs he actually uses in the video.  Well, guess these Master bakers don’t really give away their secrets so easily.   This is what we did:

Ingredients:

For the filling:

125 gr of powdered sugar

330 gr of ricotta made from cow milk

275 gr of sugar

330 gr of cooked grain

170 gr of custard

170 gr of candied orange peel

1 string of fresh vanilla or the equivalent in extract

400 gr of whole eggs

orange flower water 

200 gr of milk

liquid cinnamon

grated fresh organic orange peel

For the shortcrust pastry:

600 gr of butter

400 gr of powdered sugar

120 gr of egg yolks 

15 gr of salt

1 string of fresh vanilla or the equivalent in extract

grated lemon peel

750 gr of flour

250 gr of potato starch

 

You can find our recipe for the custard on this page of our blog:

https://emozioniculinarie.wordpress.com/2015/09/17/la-crostata-di-fragole-de-lavaligiablu/

First we prepare our shortcrust pastry… by hand, with soft butter kept at room temperature for 12 hours.  We mix the flour and the potato starch and create a small crater, then we add the sugar, the salt, the eggs, the butter, the vanilla, and the lemon peel.  We mix well and leave it to sit for a few hours in the fridge. We roll out the pastry in two cake tins and put them back in the fridge.  Then we prepare the filling, first we put the grain to soak in a bit of milk and set it aside.  We put the ricotta and the sugars in a bowl and mix, then we add the custard, the grain, the vanilla, a few drops of liquid cinnamon (not powdered cinnamon or else the pastiera becomes dark), the orange flower water, the eggs, the orange peel and the candied peel.  We pour the filling in the pastry, then we cut strips of shortcrust pastry which we place on top creating diamond shapes.  We bake our pastieras in a moderately-heated oven, at about 160°-165° for about 45-50 minutes.  When done, we leave them for about an hour in the oven with its door open so they can dry. 

We’re very happy with this recipe and we might as well call it your Excellency!  What’s there to add… for us it’s not Easter without a pastiera! Best wishes to all for a Happy Easter and enjoy! 🙂

 

 

 

I cornetti de Il Corniolo :-) Il Corniolo’s cornetti (or croissant?)


Cerchiamo il silenzio puro, la pace, la tranquillità, i profumi del bosco e dei prati? Vogliamo ammirare un campo di girasoli e filiere di frutti di bosco, un piccolo orto e grandi vasi di alberi di agrumi?  Vogliamo una piscina dove rilassarci lontani dal caos della città? E magari la sera vogliamo il buio totale per poter vedere le lucciole svolazzare?  Sembra impossibile ma non lo è!  Vogliamo svegliarci la mattina con il canto degli uccellini alle prime luci del giorno e trovare una tavola apparecchiata per la colazione con prodotti speciali… pane con lievito madre integrale, marmellate fatte in casa e cornetti divini?  Sembra impossibile ma non lo è perché questo luogo esiste e si chiama Il Corniolo!  Si trova in Umbria vicino Perugia,  città fondata dagli Etruschi, ricca di storia, arte, monumenti, nonché sede culturale e universitaria.

Il Corniolo è un posto speciale, perché è speciale chi lo cura e lo ama, la Signora Franca. Mi è rimasto nel cuore durante un mio soggiorno nel mese di Giugno, come mi sono rimasti nel cuore i suoi cornetti, sfogliati con solo 150 grammi di burro. Grazie agli insegnamenti della Signora Franca ho imparato a farli, e abbiamo voluto replicarli per voi!

Ingredienti
500 grammi di farina forte
50 grammi di zucchero
150 grammi di lievito madre oppure 20 grammi di lievito di birra
275 grammi di liquido di latte e 2 piccole uova mischiati insieme
Scorza di limone e arancia
1 cucchiaino di sale
25 grammi di burro
150 grammi di burro per la sfogliatura

La sera prepariamo l’impasto brioche.  Sciogliamo il lievito, aggiungiamo la farina piano piano, poi le uova con il latte, gli aromi e infine il sale. Impastiamo bene e alla fine incorporiamo il burro tagliato a dadini mettendolo un poco alla volta. Quando l’ impasto sarà ben lavorato e liscio, lo poniamo in una ciotola con coperchio, e lo lasciamo lievitare in frigo per tutta la notte. Al mattino stendiamo il burro tra due fogli di pellicola, in una sfoglia sottile.  

Stendiamo l’impasto e mettiamo sopra la sfoglia di burro.  Facciamo una piega a quattro e lo lasciamo in un vassoio coperto con pellicola, per una mezz’ora in frigo. Dopo lo riprendiamo, lo stendiamo sempre con dei colpetti di mattarello, e prima di piegarlo in tre, per non fare uscire il burro, ci passiamo sopra il mattarello per 2 o 3 volte.

Dopo averlo piegato a tre, lo rimettiamo in frigo.  Ripetiamo questa operazione per altre due volte.  Dopo l’ultima piega e il riposo di mezz’ora, lo stendiamo in un lungo rettangolo e ricaviamo dei triangoli a forma isoscele. Li arrotoliamo partendo dalla base e li mettiamo a lievitare fino al raddoppio.

Noi abbiamo utilizzato il lievito madre quindi la seconda lievitazione è durata tante ore, dalla mattina alla sera.  Chi usa il lievito di birra, il tempo sarà minore.  Una volta lievitati li abbiamo spennellati con il latte e infornati a 180° fino a che non hanno assunto il loro caratteristico colore.  Il profumo è inebriante… una bella esperienza oserei dire… come è stato il mio soggiorno a Il Corniolo e l’avere conosciuto la Signora Franca! 🙂

 

http://www.agriturismocorniolo.it/en

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Do we want silence, peace, tranquillity and the clean smell of woods and fields?  Do we want to admire a field of sunflowers or mixed berries or vegetables and planted citrus fruit trees?  Do we want a pool where we can relax away from the city chaos? … and maybe total darkness where we can enjoy watching fireflies at night?… it’s not impossible!  Do you want to wake up in the morning hearing birds chirping at dawn and find a breakfast table set just for you with special products like homemade bread, jams and divine cornetti… because all this is absolutely possible at Il Corniolo!  It’s in Umbria, near Perugia, a city founded by the Etruscans, rich in history, art and monuments, a cultural and touristic destination, as well as home to a renowned university.  

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Il Corniolo is a very special place because the owner who loves it and cares for it is special… Signora Franca. I had the pleasure of meeting her during my holiday at her farmhouse in June, and I’m very fond of her, as I am fond of her delicious cornetti, prepared with only 150 grammes of butter.  You might be wondering what the difference is between a cornetto and a croissant.  Well, basically it’s all in the lamination process and the amount of butter used. French croissants have more butter and the folding and rolling process allows for the rolled dough to have many layers of butter in it, making the final result crispy and flaky. Italian cornetti are not laminated as much, jhave less butter, can contain more sugar, and the final result is more similar to enriched bread or cake.  Thanks to Signora Franca, who taught me her recipe and her technique, we’ve decided to prepare them together… and here they are!

Ingredienti
500 grammes of strong flour
50 grammes of sugar
150 grammes of starter or 20 grammes of regular bread yeast
275 millilitres of milk and 2 small eggs beat together
Grated lemon and orange peels
1 tsp of salt
25 grammes of butter
150 grammes of butter for the pastry

We prepare the dough the night before.  First we melt the yeast in a bit of water at a room-temperature, then we slowly add the flour, the eggs and milk, the grated fruit and lastly the salt.  We knead well and finally mix in the diced butter, a bit at a time.  When this is all mixed and the dough is smooth, we place it in a bowl with a lid and leave it in the fridge all night.  The next morning, we flatten out the butter with a rolling pin, hitting it a few times gently, not rolling it, while it is in plastic wrap.  

We roll out the dough and place the rolled out butter on it, we fold it in four and leave it on a tray, covered with plastic wrap, and place it in the fridge for half an hour.  After that, we take it out, flatten it gently with the rolling pin then roll the rolling pin over it 2 or 3 times with just enough pressure to prepare it for folding without letting the butter seep out. 

After we’ve folded it 3 times, we put it back in the fridge.  We do this two more times. After the last half-hour rest and folding process, we roll it out into a rectangle and cut isosceles triangles which we then roll starting from the base, and we leave them to rise until double the size.

We use our starter so the second phase of rising lasts many hours, from morning to evening, but if you use regular yeast it will take less time.  Once the cornetti have risen, we brush some milk on them and place them in the oven at 180° to bake until golden.  The smell from the oven is inebriating… a great experience I would say… just like my holiday at Il Corniolo and having made friends with Signora Franca! 🙂

 

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Il Carnevale di Emozioni Culinarie :-) Food & Friends Italian Styles’ Carnevale


Un’idea golosa da parte di Emozioni Culinarie per un allegro Carnevale!

Le nostre castagnole in versione fritte e al forno e le nostre frappe.

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Come potete leggere nel nostro libro Emozioni Culinarie . . . “La tradizione delle frappe ha origini antichissime, infatti risale addirittura a quella della “frictilia” , ovvero il dolce fritto nel grasso che gli antichi romani preparavano durante i festeggiamenti in onore delle divinità protettrici della fecondità rurale.  Oggi sono conosciute con nomi differenti nelle varie regioni d’Italia.  A volte cambia non solo il loro nome ma anche la forma con cui la sfoglia viene tagliata.  Che siano chiamate ‘bugie’ in Piemonte, ‘cenci’ in Toscana, ‘chiacchiere’ nel meridione,  ‘frappe’ nel Lazio, o ‘saltasù’, ‘stracci’, ‘pampuglie’, ‘frittole’ o ‘manzole’ in altre regioni, rimane il fatto che ricoperte di miele, cioccolato o zucchero a velo il loro gusto e sapore rimane invariato e irresistibile!  E’ bello notare  che durante il periodo di Carnevale l’odore di questi dolci tipici si avverte nell’aria molto prima che si passi davanti ad un forno o una pasticceria.  Infatti, in quei periodi capita spesso che rientrando a casa dalla spesa mi metto subito all’opera.  Dispongo sul tavolo tutto il necessario ricordandomi la rotellina dentellata per le frappe e un sac à poche usa e getta per le castagnole, indispensabili in questo caso.  Il procedimento per le frappe è identico a quello per la pasta frolla, quindi una volta sfarinata la farina aggiungo gli altri ingredienti.   Quando l’impasto è pronto, lo lascio riposare nel frigo per una mezzoretta.  Il procedimento per le castagnole è abbastanza semplice ed è simile a quello del ciambellone.  Inizio con il montare le uova con lo zucchero, aggiungo il pizzico di sale, il burro fuso, il latte, la scorza grattugiata di un limone o una arancia non trattati, il liquore e la farina.  In una pentola dai bordi alti metto l’olio a scaldare, circa due litri.  Nel frattempo preparo un sac à poche versando al suo interno l’impasto delle castagnole.  L’olio deve raggiungere la giusta temperatura, che in questo caso deve essere media e non troppo forte, per permettere alla castagnola di cuocere bene al suo interno. Taglio la punta del sac à poche in obliquo e con la mano sinistra spingo l’impasto nell’olio mentre con la destra lo taglio con un coltello man mano che fuoriesce.  In questo modo si ottengono delle castagnole perfettamente sferiche.  Chi non ha un sac à poche può usare il metodo dei due cucchiaini e il risultato sarà quello di avere delle castagnole non perfettamente sferiche.  E’ bene ricordare questa regola: la frittura va messa insieme e tolta insieme, nel senso che se un alimento si cuoce prima e quindi deve essere tolto, non dobbiamo aggiungere quello crudo mentre il resto sta finendo di cuocere perché altrimenti si abbassa la temperatura dell’olio pregiudicando il buon risultato.  Man mano che friggo, le adagio su un piatto con carta assorbente e in seguito le passo su un vassoio.  Secondo i gusti, si possono spolverare con zucchero semolato o a velo vanigliato.  Nel frattempo l’impasto delle frappe ha riposato, quindi ne prendo un piccolo pezzo e lo stendo sul piano di lavoro leggermente infarinato.  Preferisco stenderlo a mano ma si può benissimo usare la sfogliatrice, basta che la sfoglia risulti sottilissima, quasi trasparente.  Con la rotella dentellata le taglio in rettangoli piuttosto grandi, circa 10 cm per 15 cm, incidendo nel centro due tagli orizzontali.  Ne friggo due alla volta, visto la loro grandezza, a una temperatura piuttosto allegra.  Man mano che sono cotte, operazione molto veloce poiché sono sottilissime, le adagio su un foglio di carta assorbente e, quando sono fredde, le cospargo di zucchero vanigliato creando quella piramide da me amata. Inutile dire quale persistente profumo si sprigiona.  E’ così meraviglioso che per me fa tanto Carnevale! Non siamo in Egitto, mi manca solo il costume di Cleopatra per la presentazione ideale di questa piramide dolce!”

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Ingredienti:

Per le frappe:

400 gr di farina 00

60 gr di zucchero semolato

2 uova intere

100 gr di burro freddo

1 bicchiere di marsala o vermouth

2 litri di olio di arachide

Zucchero a velo per decorare

Per le castagnole:

4 cucchiai di latte

Scorza grattugiata di un intero limone

4 uova intere

4 cucchiai di burro fuso

8 cucchiai di zucchero

1 bustina di lievito per dolci

1 bicchierino di sambuca o limoncello

500 gr di farina 00

1 pizzico di sale

Zucchero semolato per decorare

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Per chi vuole provare una alternativa light, si possono cuocere le castagnole in forno a 200° per 10 minuti, si può sostituire la farina 00 con la farina di farro, il latte con un latte vegetale e al posto del burro si può usare un olio di mais, riso, girasole . . . ma il bicchierino del nostro limoncello fatto in casa non deve mancare! 🙂

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For a fun carnevale . . . here are our fried and baked frappe and castagnole

We want to wish everyone a happy Carnevale with our fried and baked castagnole and our frappe.  As you can read in our book, “The tradition of making frappe in Italy goes way back to the ancient Roman times and was originally called frictilia, a dessert fried in lard prepared during the celebrations in honour of the gods of fertility. Today they are known all over the Italian peninsula with different names and different shapes, but whether they are called “bugie” in Piemonte, “cenci” in Tuscany, “chiacchere” in the south, “frappe” in Lazio, or even “salta-sù”, “stracci”, “pampuglie”, “frittole” o “manzole” in other regions, covered in honey, chocolate or powdered sugar,  the fact is that they are irresistible!  At Carnival time it’s so pleasant to smell the aroma of these typical treats  everywhere you go since it lingers in the air outside homes, bakeries and pastry shops. In fact, their smell is so appetizing that it often get straight to work on my making them when I return home from my grocery shopping.  I prepare all the utensils I will need, remembering my pastry cutter wheel for the frappe and the disposable pastry bag which is essential for the castagnole. To make the frappe I follow the same procedure for the shortcrust pastry so once the flour is sifted, I add the other ingredients.  Once the dough is ready, I let it sit in the refrigerator for half an hour.  The castagnole are quite simple to make and the mix is similar to the ciambellone or bundt cake recipe.  I beat the eggs with the sugar then add the softened butter, the grated lemon peel, the milk, the limoncello, the baking powder and the flour, then I pour about two litres of vegetable oil in a high-rimmed pot and put it on a low flame to heat, in the meanwhile I fill the pastry bag with the castagnole mix. The oil needs to be just right, medium temperature and not too hot so as to allow for the castagnola to cook also on the inside. I slowly push the dough from the pastry bag into the oil with my left hand cutting the dough as it comes out with my right hand using a sharp knife in order to create perfectly round castagnole once they fall into the oil.  If you don’t have a pastry bag, you can use two teaspoons but the result won’t be as perfect. Don’t forget this very important rule when frying: the portions must be put in the oil and taken out together, never add more raw mix with the one that is already frying otherwise it modifies the temperature of the oil and the results won’t be as good.  As I take the fried castagnole out of the oil, place them first on a plate with blotting paper so it can absorb the excess oil and I allow them to cool for a few minutes then put them on a tray. They can be sprinkled with sugar or vanilla-flavoured powdered sugar according to taste.  At this point the dough for the frappe is ready too so I take a small piece and spread it out with my hands on my work table which I’ve sprinkled with flour so the dough won’t stick.  You can also use a dough sheeter if you like, as long as the final result is a really thin, almost see-through pastry.  Then, using my pastry cutter wheel, I cut 10×15 cm large rectangles, make two horizontal cuts down the middle and fry them two at a time on a lively flame.  They fry very quickly because they are so thin, then I put them on blotting paper and once they have cooled off I sprinkle them with vanilla-flavoured powdered sugar. Needless to say, as I place them on a tray, creating a beautiful pyramid of sweetness, their aroma is inebriating and mouth-watering.”  –  “Our guests are about to arrive for our yearly masquerade party, my pyramid of yummy treats is ready, the living room is decorated, our costumes are all laid out…  all I have to do is slip into my Cleopatra outfit and meet our friends at the door with my tray of sweet goodies!”

Ingredients:

  • For the frappe

400 grams of wheat flour

60 grams of sugar

2 whole eggs

100 grams of cold butter

1 glass of marsala or vermouth (if you like)

2 litres of vegetable oil

Powdered sugar to decorate

  • For the castagnole

4 tbsps of milk

1 grated lemon peel

4 whole eggs

4 tbsps of butter

8 tbsps of sugar

16 grams of baking powder for desserts

1 small glass of limoncello (if you like)

500 grams of wheat flour

1 pinch of salt

Sugar for decorating

For those who prefer a lighter version, just bake the castagnole in the oven at 200° for 10 minutes and substitute the regular flour with spelt flour, substitute the dairy milk with soy milk, and instead of using butter use a corn, rice or sunflower oil … but don’t leave out a good dash of limoncello,better if home made! 🙂

 

Le ciambelle di Emozioni Culinarie :-) Food & Friends’ doughnuts


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Ogni momento è buono per una ghiotta ciambella!

Per saperne di più basta andare a pagina 139 del nostro libro Emozioni Culinarie!  

Per chi non l’ha ancora comprato in libreria, è disponibile online e anche in versione e-book!

http://www.ibs.it/code/9788868311056/ferraiuolo-tina/emozioni-culinarie.html

Buona lettura e buon appetito !!! 🙂

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Doughnuts are yummy any time of the day!

To see how to make these delights just go to page 121 of our book Food & Friends ❤ Italian Style ❤ !

If you haven’t bought it yet, it’s available online at amazon.co.uk and ibs.it !

http://www.amazon.co.uk/s/ref=nb_sb_ss_c_0_19?url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=food+and+friends+italian+style&sprefix=Food+and+Friends+It%2Caps%2C978

http://www.ibs.it/code/9788868311438/ferraiuolo-tina-ordioni-cristiana/food-friends-italian.html

Enjoy both the reading the book and eating the doughnuts!!! 😉

Ciambelle di Barbara

 

Caffebook.it – Storie Culinarie: come nasce il biscotto :-) Culinary stories: the origin of biscuits


Storie Culinarie: come nasce il biscotto.

 Benvenuti al terzo appuntamento con le nostre storie culinarie.

Nei nostri primi articoli abbiamo parlato della colazione, della merenda e di come questi sono cambiati negli anni per gli italiani.  Sappiamo che un’adeguata colazione consumata con calma è un ottimo contributo al mantenimento di un buono stato di salute. Consumare una colazione regolarmente migliora la qualità della dieta e soprattutto ci dà energia per iniziare la giornata.  Una buona colazione ci gratifica, ci nutre nella maniera giusta, ed è un rituale fatto di gesti quotidiani che creano un momento di condivisione con la famiglia, diventando un’occasione giornaliera di scambio, sia verbale che affettivo.  Ai tempi dei nostri nonni, bisnonni e bis-bisnonni… insomma tanti, tanti anni fa… la prima colazione era di pane e latte.  Il pane veniva fatto in casa preparando un impasto con farina, lievito, acqua e sale, oppure si andava dal fornaio a comprarlo. Il latte veniva venduto sciolto in latteria dove si andava con la bottiglia vuota e il lattaio la riempiva attingendo da un grande contenitore.  Negli anni le abitudini cambiarono lentamente, e il grande salto fu fatto i primi del 1800 quando furono inventati i primi fornelli a petrolio, quelle a gas, le ghiacciaie, le macchine per il caffè e tanto altro.  Le prime macchine industriali arrivarono in Italia via mare dall’Inghilterra, e proprio nel nord Italia presero vita alcune importanti esperienze imprenditoriali.  Uno dei primi prodotti che furono resi disponibili per tutti fu, per esempio, il biscotto che prima era considerato un simbolo di esclusività, era un prodotto costoso che veniva venduto in preziose scatole di legno o latta decorati con disegni liberty di eleganti signore o colorati velieri.  Ancora oggi si possono trovare se si fa visita a qualche negozio vintage e mercatino.

Continua su questo link:

http://caffebook.it/tecnologia/item/419-storie-culinarie-come-nasce-il-biscotto.html

 

Frollini

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Culinary Stories: the origin of biscuits

Welcome to the third appointment with our culinary stories.

In our first article we spoke about breakfast, snacks and how these have changed over the years in Italy. We all know that a healthy breakfast is a great way to stay in good health.  Eating breakfast regularly improves the quality of our daily diet and gives us the energy we need to start our day.  It is gratifying, nourishing and is also a ritual of daily gestures that we share with our loved ones that gives us time for verbal and emotional sharing.  When our grandparents, great-grandparents and great-great-grandparents were young… well, sooooo many moons ago… breakfast was basically milk and bread.  The bread was usually baked at home and prepared with white flour, yeast, salt and water, or it was purchased at the local baker’s.  Milk was sold in milk shops kept in large containers and one would go get refills for their empty bottles.  Things changed gradually with time and in Italy the biggest change arrived in the early 1800s when gas stoves, ice boxes, coffee machines, and so many other appliances appeared on the market.  The first ones arrived in Italy by sea from England, and the first factories started right there in the northern regions of the country.  One of the first products to be made available to everyone was, for example, the biscuit which before that time was considered a product for the elite.  It was expensive and sold in lovely metal or wooden boxes with elegant designs of ladies or ships painted on them in liberty style.  These can still be seen today in vintage or antique shops.  Factories brought biscuits in everyone’s home and these became the bestselling breakfast product.  Someone might remember the first ones that appeared on the market and which are still sold today… a square biscuit with crenellated borders, or the round doughnut-shaped one with frosted sugar on it.  These little delights have accompanied so many of us from our childhood with their infinite shapes, forms and flavours.  The origin of the biscuits go hand in hand with the history of sugar.  Over the centuries the techniques have improved, but the very first biscuits, it is said, were first made in ancient Rome.  Then at the beginning of the middle ages, monks became popular for their expertise in combining honey to their dough, thus making it sweet.  The baker’s corporations then formed and these people enriched the recipes with new aromas and flavours by using the spices arriving from the Orient:  cinnamon, pepper, anis, and clove.  All this contributed to the territorial identification of certain biscuits made in Italy, such as the amaretti from Lombardy, the cantucci from Tuscany, and the tarallucci from the central regions. The word biscuit derives from the Latin “panis biscotus” which means bread baked twice.  This double baking process allowed for the biscuits to be saved longer.  In Italian the word is biscotto, in English we say biscuit, but the word cookie comes from the Dutch word for small round cake. The very popular chocolate chip cookie that is known all over the world, and is the most popular biscuit in America, was invented in 1937 by Ruth Graves Wakefield who managed a popular restaurant in Massachusetts.  It was actually made world famous, though, by Betty Crocker in 1939 during a radio programme.  Statistics say that 6 Italians out of 10 eat biscuits for breakfast and there are hundreds of different types on the market today.  We want to suggest our frollino!

Ingredients:

300 gr of flour

125 gr of butter

150 gr of sugar

1 whole egg and one egg yolk

A dash of salt

1 tsp of baking powder

Grated lemon or orange peel

Put the sifted flour and baking powder in a bowl, add the cold and diced butter and beat with an electric beater until it gets thick.  Add the salt, the sugar, the fruit peel and lastly the eggs which have been lightly whipped.   If you prefer to make the biscuits by hand then just mix the butter with the sugar then add the eggs, the salt and the fruit peel, and lastly add the flour and baking powder quickly.  Place the dough in the fridge for about one hour.  Roll out the dough with a rolling pin, shape the biscuits with your favourite cutters, put them on a baking tin and bake them until golden at 180°.  Enjoy!

Halloween in arrivo!… Il Pumpkin Bread di Chiara


Pumpkin Bread con farina di farro

Il Pumpkin Bread di Chiara

Ormai avrete capito che a noi piace dedicare le nostre ricette a persone a noi care.  Cosa si può dedicare alla dolce e timida Chiara?  Dinamica e sportiva, ama gli animali, la natura, e la vita sana.  Ama comunicare con gli altri tramite la musica, la scrittura e la fotografia. E’ golosa e cerca di alimentarsi in modo sano, specialmente da quando ha scoperto di essere celiaca.  Adora il mare, il suo profumo, il freddo e la neve . . . cose che ci fanno venire in mente appunto il nostro Pumpkin Bread.  Il suo profumo fortemente aromatico, da il meglio di se soprattutto in cottura, infatti, mentre cuoce la casa si riempie di un inconfondibile e persistente aroma speziato. . . che fa tanto autunno. . . ed è una ricetta invernale semplicemente fantastica, proprio come Chiara!

Non lasciamoci ingannare dal nome Pumpkin Bread perché ha un gusto e una consistenza più simile ad un dolce che ad un pane.  E’ popolarissimo negli Stati Uniti dove viene cotto appunto nelle teglie a forma di pane in cassetta, ha meno zucchero dei dolci normali, e viene usato il bicarbonato oltre che al lievito.  Si sta comunque diffondendo anche in Italia, dove oltre al mangiare sano, tutto ciò che concerne la festività autunnale di Halloween sta spopolando.

Ma di cosa si tratta?  E’ un pane-dolce profumato molto semplice da fare, a base di zucca, farina, zucchero, uova, olio e lievito.  E’ ottimo e leggero per la colazione e utilizzando una buona farina gluten-free, abbiamo avuto un ottimo risultato. La zucca che abbiamo usato è un prodotto in scatola americano reperibile nei negozi specializzati e online. In alternativa si può utilizzare la polpa di zucca fresca precedentemente cotta in forno.  Noi abbiamo utilizzato lo zucchero di canna e non quello previsto dalla ricetta.  Nella versione normale (non gluten-free) abbiamo usato la farina di farro.  Come spezia, invece, abbiamo usato la cannella al posto del Pumpkin Pie Spice, introvabile in Italia.

Abbiamo provato varie versioni. . . alla fine abbiamo scelto questa di Laura Vitale, simpatica vlogger italo-americana.

http://www.laurainthekitchen.com/recipes/pumpkin-bread/

Come unità di misura abbiamo lasciato le CUPS perché ormai sono conosciutissime anche in Europa.

Ingredienti per 8 persone:

1 ½ cups di farina di farro o farina gluten-free

½ cup di purea di zucca o mezza scatola

1 cucchiaio di Pumpkin Pie Spice o cannella

½ cucchiaino di lievito in polvere

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

½ cucchiaino di sale

1 ½ cups di zucchero di canna

½ cup di olio vegetale

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

2 uova

Riscaldiamo il forno a 170° e rivestiamo di carta forno una teglia rettangolare (quelle da plumcake).  In una piccola ciotola mischiamo la farina, la cannella, il lievito e il bicarbonato.  In una ciotola più grande sbattiamo le uova, la vaniglia, l’olio, lo zucchero e il sale e alla fine la purea di zucca.  Incorporiamo a questo composto man mano il contenuto della ciotola piccola e quando è tutto ben amalgamato lo versiamo nello stampo.  Lo inforniamo per circa una ora e mezza soprattutto la versione gluten-free perché deve asciugare bene.  La caratteristica della zucca è dare morbidezza agli impasti ecco perché questi preparati necessitano di cotture un pochine più lunghe.

E’ buono caldo, freddo e anche tostato. . . è gustosa sia la versione con farina di farro che quella gluten-fre . . . una cosa è certa, questo pane-dolce ci ha veramente conquistate!

Grazie Chiara 🙂

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Chiara’s Pumpkin Bread

By now you all know that we like to dedicate our recipes to people we care about.  What can we dedicate to our sweet and shy Chiara?  She’s dynamic and athletic, she loves animals, natura and healthy living.  She loves communicating through music, writing and photography.  She’s a foodie and likes to eat healthy food, especially since she has found out that she suffers from celiac disease.  She loves the sea and its scent, the cold weather and snow . . . all this can be associated with our Pumpkin Bread.  Its strongly aromatic fragrance can best be smelled while it’s baking and that is exactly when the home gets filled with this unique and persistent spicy aroma. . . that’s so typical of autumn . . . and this is a simply fantastic winter recipe, fantastic like Chiara!

Don’t be misled by the word bread in the name because its taste and consistency is more like those of a cake than a bread.  It is really popular in the United States where it is baked in loaf tins, it has less sugar than normal cakes, and baking powder is used besides yeast.  It is becoming very popular in Italy where more and more people want to eat healthy foods and where all things that are related to the autumn festivity of Halloween is making a splash.

What is it all about?  It’s a fragrant sweet bread that is very simple to make, and its main ingredients are pumpkin squash, flour, sugar, eggs, oil and yeast.  It’s really good for a light yet nourishing breakfast and it’s great when you use a good gluten-free flour.  We used the canned pumpkin made in the USA which can be found in Italy in grocery shops that specialize in foreign foods, or online.  An alternative can be to use fresh squash that is first baked then squashed.  We used brown sugar and not the one listed in the original recipe.  In the regular version (not the gluten-free one) we used spelt flour.  Instead of using Pumpkin Pie Spice, which is not easy to find in Italy, we used cinnamon.

We’ve tried different versions . . . and our choice fell on Laura Vitale’s recipe.  She is a pleasant Italian-american vlogger.  We used cups as they are now well known even in Europe.

Ingredients for 8 servings:
1 ½ cups of spelt flour or gluten-free flour
1/2 cup of pumpkin puree
1 tbsp of Pumpkin Pie Spice or cinnamon
½ tsp of baking powder
½ tsp of baking soda
½ tsp of salt
1 ½ cups of brown sugar
½ cup of vegetable oil
1 tsp of vanilla extract
2 eggs

We preheat the oven at 170° and lay the bottom of a loaf pan with baking paper.  In a small bowl we mix the flour, the cinnamon, the baking powder and the baking soda. In a larger bowl we beat the eggs with the vanilla, the oil, the sugar and the salt then the pumpkin puree.  We add the dry ingredients from the small bowl and once it becomes creamy we pour it in the loaf pan.  We leave it to bake for about an hour and a half, especially if we use gluten-free flour because this needs to dry well.  The pumpkin adds softness to the dough and therefore these types of bread/cakes need to cook a bit longer.

It’s delicious eaten warm, cold and even toasted. . .it’s yummy with the spelt flour and the gluten-free flour alike. . . one thing is for sure, we love this pumpkin bread!

Thanks Chiara 🙂

La crostata di fragole de Lavaligiablu


Crostata di frutta con frolla all'olio di Valigiablu (2)

Salve amici e amiche, noi ci teniamo molto a sostenere l’artigianato e la creatività. Oggi vi presentiamo Antonio, un bel giovanotto che ama la natura, gli animali, le culture orientali e gli anni 60/70.  Ama la vita, il cibo e cucinare. E’ un ragazzo pieno di talento che dipinge, decora e ricicla tutto ciò che può.  E’ nato ad Agropoli nel 1993 e vive in provincia di Salerno con la sua famiglia e il suo adorato cucciolo, Nerone. Il suo blog si chiama Lavaligiablu dove potete vedere le sue creazioni e leggere le cose interessanti che scrive. Visto che ama la natura ed è un buongustaio, abbiamo voluto dedicargli la nostra deliziosa crostata di fragole fatta con prodotti semplici e naturali.
Ingredienti
Pastafrolla:
300 gr farina di farro
150 gr di zucchero di canna
1 presina di sale rosa dell’Himalaya
8 gr di lievito per dolci
50 ml di olio di semi di girasole bio
2 uova intere piccole
scorza grattugiata di limone
Per la crema pasticcera:
1 litro di latte intero biologico
6 tuorli d’uova
180 gr di zucchero di canna
140 gr di farina di farro
un baccello di vaniglia
fragole fresche
Iniziamo preparando la pastafrolla lavorando gli ingredienti secchi, e aggiungendo prima l’olio poi le uova, fino a formare un impasto omogeneo che poi metteremo in frigo per una mezzoretta.  In un pentolino, mettiamo a bollire il latte con i semini di vaniglia che abbiamo tolto dal suo baccello che però metteremo nel latte ugualmente, e quando il latte avrà raggiunto il bollore lo filtriamo in un contenitore.  Nel frattempo, in una bowl piuttosto capiente, sbattiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungiamo la farina, e lentamente uniamo il latte.  Versiamo il composto in una pentola  che mettiamo sul fuoco a fiamma bassa, fino a quando la crema si sarà addensata, lasciandola cuocere dal bollore per circa 5 minuti. Una volta pronta, cerchiamo di raffreddarla nel minor tempo possibile, aiutandoci mettendo la pentola in una ciotola con del ghiaccio.  Mentre la crema si raffredda, accendiamo il forno a 180° e stendiamo il disco di pastafrolla che bucherelliamo con una forchetta.  Noi lo stendiamo su un foglio di carta forno, lo mettiamo nello stampo, poniamo sopra un secondo foglio e ci versiamo o del riso oppure dei fagioli crudi.  Questa operazione è necessaria per evitare che la pasta si gonfi.  Dopo circa 20 minuti togliamo la tortiera dal forno, lasciamo raffreddare un pò e ci versiamo la crema pasticcera. Livelliamo molto bene la superficie e decoriamo la nostra torta con tante fragole oppure con la frutta di stagione che preferiamo. . . ottimi i frutti di bosco, le pesche, il melone . . . la cosa importante è utilizzare frutta che non si ossida come la mela o la banana.
In tempi passati eravamo solite preparare questo dolce con la frolla con il burro, la farina di grano e lo zucchero bianco.  Questa versione, invece, ci ha veramente conquistate, il suo sapore è più delicato ma allo stesso tempo gustosissimo.  Il nostro amico buongustaio, Antonio, sicuramente apprezzerà un dolce così fatto con tutto ciò che di più buono la natura offre!
Grazie Antonio 🙂
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Lavaligiablu’s strawberry tart 
 

Crostata di frutta con frolla all'olio di Valigiablu (2)

Hello friends, we love to support arts & crafts and creativity.  Today we would like to introduce Antonio to you, a goodlooking young man who loves nature, animals, oriental cultures, and the 60s/70s.  He loves life, food and cooking.  He is very talented, in fact, he paints, decorates and recycles everything he can.  He was born in Agropoli in 1993 and lives near Salerno with his family and his beloved dog, Nerone.  He has a blog called Lavaligiablu where you can see his creations and read the interesting things he writes.  As he loves nature and is a gourmand, we’ve decided to dedicate our delicious strawberry tart made with simple and natural ingredients, to him.
Ingredients
Shortcrust pastry:
300 grams of spelt flour
150 grams of brown sugar
1 dash of pink Himalayan salt
8 grams of baking powder for desserts
50 millilitres of organic sunflower seed oil
2 small eggs
grated lemon skin
For the cream:
1 litre of organic whole milk
6 egg yolks
180 grams of brown sugar
140 grams of spelt flour
a fresh vanilla bean (or vanilla extract)
fresh strawberries
Let’s begin by preparing the shortcrust pastry mixing the dry ingredients together then adding the oil and the eggs until we have a nice dough that we put in the fridge for half an hour.  In a small pot we boil the milk and the vanilla bean seeds and the empty bean.  When it begins to boil we sift it into a container.  In the meanwhile, in a bowl we beat the egg yolks with the sugar then we add the flour and slowly pour in the milk.   We put all this on a low flame and let it cook for about 5 minutes from when it begins to boil until it becomes nice and creamy.  Once the cream is ready we let it cool as quickly as possible with the help of a larger pot filled with ice and while it cools we light the oven at 180° and we roll our dough and make holes in it with a fork. We place it on baking paper then in our baking tin and put another sheet of baking paper on it with a bit of dry rice or raw beans.  This is important so the shortcrust won’t inflate.  After about 20 minutes we take it out of the oven, let it cool and then pour the cream on it.  We level it well with a spatula then decorate it with our fresh strawberries, or any fresh fruit in season that we prefer . . . it’s excellent with berries, peaches, melon . . . the important thing to remember is that we shouldn’t use apples or bananas, for example, because they tend to lose their freshness and become dark when exposed to air.
In the past we used to prepare this tart with butter, white flour and white sugar. This is a healthier version instead which we really love.  The flavour is delicate and rich at the same time.  Our foodie friend, Antonio, will surely appreciate a cake made this way with all the good things that nature has to offer!
Thanks Antonio 🙂

La käsekuchen di Fette Perfette!


käsekuchen

Conoscete Fette Perfette? No, non quelle che tutte cerchiamo di creare quando tagliamo una torta . . . ma Fette Perfette, il blog della fantastica Mara, piemontese di nascita, emiliana d’origine e calabrese di adozione… un background che le da una ottima conoscenza della cucina italiana.  Mamma di tre ragazzi, ha viaggiato tantissimo in tutto il mondo e tra le sue numerose passioni c’è la pasticceria.  Ha frequentato molti corsi e tuttora continua a studiare per soddisfare la sua grande curiosità, il suo bisogno di approfondire tutto ciò che riguarda la pasticceria… e la sua golosità! 🙂

Con grande piacere abbiamo voluto realizzare la käsekuchen di Mara, versione tedesca della cheesecake, e abbiamo usato la ricetta del suo blog.  Abbiamo preparato la pasta frolla e foderato uno stampo  da 26 cm.  Mentre riposava in frigo abbiamo iniziato a preparare il goloso ripieno montando i 4 albumi con 50 grammi di zucchero.  Dopo abbiamo montato i tuorli con il restante zucchero, abbiamo aggiunto il formaggio Quark, il latte, il budino alla vaniglia, la scorza di limone e lo zucchero vanigliato.  Alla fine abbiamo incorporato gli albumi, versato il ripieno nello stampo, livellato il composto e infornato a 180° per 70 minuti.  Una volta raffreddata, l’abbiamo fatta riposare in frigo prima di gustarla semplicemente al naturale con l’aggiunta di more e lamponi… ma la prossima volta proveremo la versione ripiena di mirtilli.

Ingredienti

Pasta frolla:

300 grammi di farina debole

80 grammi di zucchero

130 grammi di burro

1 uovo

1 tuorlo

1 pizzico di lievito in polvere

Ingredienti

Ripieno al quark:

4 uova

150 grammi di zucchero

750 grammi di Quark

250 grammi di latte

1 busta di budino alla vaniglia in polvere

1 bustina di zucchero vanigliato

scorza di limone

Grazie Mara 🙂

http://fetteperfette.com/

https://www.facebook.com/ArgillaZucchero?fref=ts

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Fette Perfette’s käsekuchen

Do you know Fette Perfette (perfect slices)? No, not the ones we all want to make when we cut a cake… we’re talking about Fette Perfette, the blog  by our fantastic Mara.  She was born in Piemonte, her ancestors are from Emilia and thanks to her husband’s side of the family, she has a strong bond with Calabria… all this gives her an excellent knowledge of Italian cuisine.  She has three children, has travelled all around the world and among her many passions there is baking.  She has taken many courses and still today continues to study to satisfy her great curiosity, her need to learn more and more about baking… and her sweet tooth! 🙂

With great pleasure we decided to try Mara’s käsekuchen, the German version of the cheesecake, and we used the recipe from her blog.  We prepared the shortcrust pastry and put it in a 26 cm. baking mold.  While it cooled in the refrigerator, we prepared the yummy filling beating 4 egg whites with 50 grams of sugar.  After that we beat the egg yolks with the remaining sugar and added the Quark cream cheese, the milk, the vanilla-flavoured pudding powder, the lemon peel shavings and the powdered sugar.  Finally, we added the egg whites, poured everything into the mold, levelled it out with a spatula e put it in the over at 180° for 70 minutes.  Once it cooled we let it sit in the fridge before serving it.  We ate it just like that, simple, with a few blackberries and raspberries on the side… but next time we are going to try it with blueberries inside.

La Käsekuchen di Fette Perfette

Ingredients

Shortcrust pastry:

300 grams of soft flour

80 grams of sugar

130 grams of butter

1 egg

1 egg yolk

1 dash of baking powder for desserts

Ingredients

Quark cream cheese filling:

4 eggs

150 grams of sugar

750 grams of Quark cream cheese

250 grams of milk

1 bag of vanilla-flavoured powder for pudding

2 tbsps of powdered sugar

lemon skin shavings

Thanks Mara 🙂

http://fetteperfette.com/

https://www.facebook.com/ArgillaZucchero?fref=ts

I pancake di Emiliano… (con farina di farro)


Pancake

Ecco un’altra delizia vacanziera! 🙂

Nel libro Emozioni Culinarie si legge . . . “Quant’è vero che l’apparenza inganna… e quanto è importante non fermarsi alle apparenze. Per fortuna sono una persona che va’ sempre oltre la prima impressione. Alcune volte ho sbagliato, mentre altre ho avuto modo di fare conoscenze meravigliose.  Alcune persone, infatti, a prima vista sembrano completamente diverse da come sono invece in realtà.” . . . “A prima vista non si direbbe che quel bel ragazzo con il capello lungo e la barba incolta, dai modi semplici e gentili, quasi riservati, fosse anche altro. Estroverso, eclettico, talentuoso, con quel pizzico di narcisismo ed egocentrismo che, uniti alla sua grande sensibilità, lo rendono unico ed è lui… Emiliano!  La musica è il suo mondo e lui è Musica!”

Ma vi chiederete . . . cosa c’entra con i pancake???

“Ci siamo ritrovati in una delle nostre serate dopo–coro a parlare di cibi stranieri e, fra le nostre colazioni preferite, oltre ai muffin, c’erano i pancake! Emiliano è un buongustaio, ma non è proprio un adepto della cucina. Siccome c’è sempre da imparare, sia dalle persone esperte dei fornelli sia da quelle che non lo sono, fu lui che mi diede lo spunto per un ottimo pancake. Ovviamente, anche in questo caso non era la prima volta che provavo a farli, ma la versione creata con Emiliano fu la più soddisfacente e quella che più si avvicinava all’originale.”

“I pancake, frittelle o, come dalla traduzione letterale del nome “torte da padella”, sono imparentate con la crêpe francese, con la tortilla spagnola, e con la frittella russa, ma non sono sottili bensì spessi circa 12–20 mm. Furono queste popolazioni, immigrate negli Stati Uniti, a farne il cibo dei pionieri del West. Questi ultimi li adottarono come principale alimento di una prima colazione soprattutto campagnola, boscaiola e montanara, ma pur sempre tipicamente americana.” . . . “I britannici e gli irlandesi li consumano tradizionalmente durante il martedì grasso, detto Pancake Tuesday o anche Shrove Tuesday.” 

Eccovi la ricetta in versione alternativa . . . che troverete nel libro insieme alla versione tradizionale a pagina 72:

Ingredienti:

250gr di farina di farro

200ml circa di latte vegetale

1 cucchiaio di olio vegetale

1 uovo

3 cucchiai di zucchero di canna integrale

mezza bustina di lievito per dolci

2 cucchiaini da caffè di cannella e/o vaniglia

Grazie Emiliano 🙂

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Emiliano’s pancakes (with spelt flour)

Here’s another holiday treat! 🙂

In our book you can read . . . “Looks can be deceiving, that’s a truth, and it’s so important that we don’t judge a book by its cover, as the saying goes. Fortunately, I am a person who doesn’t stop at the first impression and always goes beyond, whether it’s a person or a book cover.  At times I’ve been wrong, but overall this has allowed me to make wonderful friends.  At a first glance some people seem completely different from who they really are and we can be fooled by a person’s appearance.”  –  “Our choirmaster, a handsome, sweet and gentle-mannered young man is not only an extremely talented musician, pianist, composer and singer, but he is also a good cook.  He is eclectic, a bit narcissistic and egocentric, but these characteristic, combined with his great sensitivity, make him a truly incredible person.  Music is his world and he IS music because when he performs, you don’t simply listen to him, he is also a pleasure to watch.”

You might be asking yourself why we connect him to pancakes???

“After our chorus lessons we all often talked about our travels to foreign countries and the music and cuisine of those places.  Emiliano, Tina and I discovered that one of the things we have in common is our love for breakfast… and our favourite breakfast is a plate full of pancakes covered in yummy syrup!  We shared pancake recipes, since the three of us were looking for the perfect pancake and had been experimenting, as usual.   He came up with a very good version so I elaborated on it and dedicate this to him.”

“Pancakes are related to the French crêpe, the Spanish tortilla and the Russian fritters which are about 12-20 mm high. The immigrants from these cultures brought these foods with them to the United States and they became a staple for the pioneers, evolving with time into what is today part of the typical American breakfast.  The British traditionally eat them on Shrove Tuesday, also called Pancake Tuesday, the holiday that represents the last day for celebration and feasting before the period of fasting required during the Lenten season. It is customary, in the Anglo-Saxon countries, to organize competitions on this day where the participants run with a pancake on a pan and try to flip it at least three times during the race. This tradition seems to have its roots in the 15th century where a legend says that a woman who was intent on preparing pancakes for the town feast, realized that the church bells were ringing to gather the followers for confession. As she realized that she was going to be late for mass, she decided to finish cooking her pancakes while running on her way to church with her apron still on. Pancakes are now also part of the Italian culture and are eaten for breakfast, brunch or snack.” 

Pancakes

Here is an alternative recipe to the one we included in our book:

Ingredients (for four people):

350 grams of self-rising flour

300 millilitres of milk

80 grams of melted butter

2 eggs

80 grams of sugar

2 tsps cinnamon and/or vanilla

  • Whole wheat version (for four people)

250 grams of whole wheat flour

200 millilitres of plant milk

1 tbsp of vegetable oil

1 egg

3 tbsps of cane sugar

8 grams of baking powder for desserts

2 tsps of cinnamon and/or vanilla

 

Thank you Emiliano 🙂

 

La Chiffon Cake, il dolce abbraccio della Mamma!


Chiffon Cake

Oggi vogliamo fare gli auguri a tutte le Mamme . . . a quelle che lo sono, a quelle che lo vorrebbero essere, a quelle che presto lo saranno, a quelle che fanno da mamma a bimbi anche non loro, a quelle che fanno da mamma ai piccoli pelosetti a quattro zampe . . . insomma a tutte le donne che sono mamme nel cuore e nell’anima.

Nel nostro libro Emozioni Culinarie si legge – ” . . . Fare la mamma non è facile, e non viene spontaneo a tutte le donne. Le idealizzazioni di cui si ha piena la testa, prima di avere un bambino, non sono sempre vere. Infatti, non si ama a comando o per istinto, alcune volte accade, altre no.  . . . Fare la mamma è come iniziare un lungo cammino dove si conosce la partenza ma non l’arrivo. Camminando, camminando…ci si può sentire sperdute, sole e, nonostante ci si metta tutta la buona volontà, di errori se ne fanno. Non si riceve un manuale al momento di una nascita, e può accadere che non sempre si abbia un modello positivo di madre da seguire. In passato, la condivisione di questa esperienza era vissuta in una situazione familiare più grande e alquanto diversa da quella attuale. Nei momenti di difficoltà si poteva contare sull’aiuto sia materiale sia psicologico delle zie, nonne, e sorelle, e imparare dalle loro esperienze.”

E si legge anche dei molteplici ruoli di una mamma – “La vita moderna porta la donna a dover imparare a essere “multitasking”…la mamma in particolare è “maestra” quando insegna a vivere e amare, è “chef ” quando prepara i cibi per la sua famiglia, è “intrattenitrice” quando legge le favole ai suoi figli, è “cantante” quando canta la ninna nanna, è “organizzatrice di eventi” quando c’è da festeggiare, è “infermiera” quando ci si ammala, è “autista” quando accompagna i bambini alle molteplici attività e, infine, è “psicologa” quando ascolta. L’amore materno è una presenza rassicurante, dolce e protettiva a qualsiasi età. È confortante, un po’ come la cioccolata! E quale altro dolce si può associare a lei se non la chiffon cake?” 

Il resto del racconto si può leggere a pagina 21 del libro ma oggi facciamo un regalo e includiamo qui la nostra ricetta:

Come si prepara

Ingredienti:
6 uova intere e 3 albumi
8gr di cremor tartaro
290gr farina 00
1 bustina di lievito
300gr di zucchero semolato
190ml di acqua
120gr di olio di semi
1 presa di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia liquido

Per iniziare, dispongo davanti a me due ciotole, una per montare gli albumi e l’altra per il resto degli ingredienti. Peso la farina e aggiungo il lievito, li setaccio facendoli cadere lentamente, come la neve, nel recipiente. Faccio un piccolo cratere nel centro e aggiungo, in quest’ ordine: lo zucchero, i tuorli d’uovo, l’acqua, l’olio, la vaniglia e il sale. La particolarità di questo dolce sta proprio nel fatto che questi ingredienti non vanno subito mescolati, ma lasciati stare per un po’, giusto il tempo per montare gli albumi a neve. Accendo il forno che intanto si riscalda, poi verso le chiare nell’altra ciotola e inizio a montarle con uno sbattitore elettrico, prima lentamente poi aumentando la velocità. Appena iniziano a montare, aggiungo il cremor tartaro, fondamentale per stabilizzare gli albumi, poi continuo fin quando la viscosità dell’uovo diventa spumosa, ferma e… bianca come la neve. 

Lascio da parte questa ciotola e mi accingo a mescolare, sempre con lo sbattitore, il composto preparato prima partendo dal centro, con molta delicatezza, incorporando gli ingredienti prima a media velocità poi aumentando man mano che il composto s’infittisce. Quando sarà tutto amalgamato e montato, aggiungo la neve che ho creato dalle chiare. Lo verso nello stampo, che non va né imburrato né infarinato, e lo inforno per 50 minuti a 160° e per altri dieci minuti a 175°. Una volta terminata la cottura, estraggo il dolce dal forno e lo capovolgo.  Lo lascio riposare per almeno due ore, fino al completo raffreddamento poi, con l’aiuto di un coltello a lama piatta, lo stacco con delicatezza dalle pareti dello stampo, partendo prima dalla circonferenza e arrivando alla base asportabile.  

Spolvero questo capolavoro con abbondante zucchero a velo, ma se lo voglio rendere ancora più goloso, lo completo con una colata di cioccolato fondente fuso. Ne taglio una fetta e la gusto. La sua morbidezza, unita al sapore cioccolatoso, mi ricorda tanto le coccole della mamma!

Auguri Mamme! 🙂

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The Chiffon Cake is like a sweet motherly hug!

Today we want to extend our best wishes to all Mothers . . . to those women who are mothers, to those who wish to become mothers, to those who soon will be mothers, to those who are mothers of children who aren’t theirs, to those who are mothers of little four-legged pets . . . in other words to all those women who have motherhood in their heart and soul.

In our book you can read – “. . . It certainly isn’t easy to be a mother and new mothers do not always feel an instant love toward their newborn child.  Maternal bonding is a gradual experience that strengthens with spending time, loving and caring for the newborn baby.  So many ideas fill our heads before having a child, some of these are not always realistic, and not every woman has a strong maternal instinct.” – ” The experience of motherhood is like going on a long journey where you know how it begins but not how it ends.  Along the way we might feel lost, alone, confused and no matter how hard we try, mistakes are made. When a child is born we are given a manual and sometimes we don’t even have a positive mother figure to look up to for advice.  In the past society was much different and families shared tasks involved in the upbringing of a child.  In moments of difficulty there was always someone we could count on for any type of help and moral support.  There were aunts, grandmothers, sisters, friends and neighbours who could share their own experiences with the new mother. “

We can also read about the different roles that a woman takes on when she becomes a mother, “Modern lifestyles brings a woman to quickly learn how to multitask… a mother, for example, becomes a “teacher” when she teaches her child about life and love;  a “chef” when she prepares meals for her family; an “entertainer” when she reads bedtime stories and fairytales to her children; a “singer” when she sings lullabies to her baby;  an “event planner” when she organizes the many bithday parties; a “nurse” when her child gets bruised or ill; a “driver” when she taxis her children around to the different after-school activities; and finally she becomes a “psychologist” when she lovingly listens to the problems and heartbreaks of her children and teens. Motherly love is reassuring, sweet and protective at any age. It’s comforting, a bit like chocolate!  What other dessert could we compare her to if not a chiffon cake?”

The rest of the story is in our book but we wish to include here our recipe as you would read it in the book:

How to make it:

Ingredients:

6  eggs and 3 egg yolks

8 grams of  cream of tartar

290 grams of flour

16 grams of baking powder

300 grams of sugar

190 millilitres of water

120 grams of vegetable oil

1 pinch of salt

1 tsp of vanilla extract

“I begin by preparing my two bowls, one in which I will beat the yolks and the other for the rest of the ingredients. I weigh the flour and add the baking powder, I sift them and make them slowly fall into the bowl as if it were snow. I then make a little crater in the middle in which I put, in this order, the sugar, the egg whites, water, oil, vanilla and salt.

A very important aspect of this dessert is that the ingredients mustn’t be mixed all together at once but they need to sit for a while, the time it takes to whip up the egg whites. I heat the oven while I pour the egg whites in the other bowl and start beating them with an electric beater, slowly increasing the speed as I mix.  When the eggs are beaten stiff, I add the cream of tartar, which is essential to stabilize the whites, then I continue beating until the texture of the eggs becomes foamy, stiff and as white as snow.

I put this bowl aside and I start to mix, with the beater, the ingredients I prepared earlier starting from the middle very delicately then combining all the ingredients at a medium speed, slowly increasing it when the mix thickens.  Once it is all blended and beaten, I add the “egg snow” and pour it in the mould which doesn’t need to be greased with butter nor covered in flour.  I bake it for 50 minutes at 160° and for another ten minutes at 175°.

Once it’s ready,  I take the cake out of the oven and flip it upside down, letting it cool off for at least two hours.  When it has completely cooled, I use a flat-bladed knife and delicately move the cake away from the sides of the mould and then I remove the base.  I sprinkle this masterpiece with plenty of powdered sugar, but in order to satisfy even the pickiest gluttons, I pour melted dark chocolate all over it. It’s ready to be served . . . I cut a slice, I taste it . . . uhmmm its softness, mixed with the chocolate, envelopes me and it feels so much like my mother’s soft cuddly hugs.”

Chiffon Cake

Happy Mother’s day! 🙂