Il Carnevale di Emozioni Culinarie :-) Food & Friends Italian Styles’ Carnevale


Un’idea golosa da parte di Emozioni Culinarie per un allegro Carnevale!

Le nostre castagnole in versione fritte e al forno e le nostre frappe.

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Come potete leggere nel nostro libro Emozioni Culinarie . . . “La tradizione delle frappe ha origini antichissime, infatti risale addirittura a quella della “frictilia” , ovvero il dolce fritto nel grasso che gli antichi romani preparavano durante i festeggiamenti in onore delle divinità protettrici della fecondità rurale.  Oggi sono conosciute con nomi differenti nelle varie regioni d’Italia.  A volte cambia non solo il loro nome ma anche la forma con cui la sfoglia viene tagliata.  Che siano chiamate ‘bugie’ in Piemonte, ‘cenci’ in Toscana, ‘chiacchiere’ nel meridione,  ‘frappe’ nel Lazio, o ‘saltasù’, ‘stracci’, ‘pampuglie’, ‘frittole’ o ‘manzole’ in altre regioni, rimane il fatto che ricoperte di miele, cioccolato o zucchero a velo il loro gusto e sapore rimane invariato e irresistibile!  E’ bello notare  che durante il periodo di Carnevale l’odore di questi dolci tipici si avverte nell’aria molto prima che si passi davanti ad un forno o una pasticceria.  Infatti, in quei periodi capita spesso che rientrando a casa dalla spesa mi metto subito all’opera.  Dispongo sul tavolo tutto il necessario ricordandomi la rotellina dentellata per le frappe e un sac à poche usa e getta per le castagnole, indispensabili in questo caso.  Il procedimento per le frappe è identico a quello per la pasta frolla, quindi una volta sfarinata la farina aggiungo gli altri ingredienti.   Quando l’impasto è pronto, lo lascio riposare nel frigo per una mezzoretta.  Il procedimento per le castagnole è abbastanza semplice ed è simile a quello del ciambellone.  Inizio con il montare le uova con lo zucchero, aggiungo il pizzico di sale, il burro fuso, il latte, la scorza grattugiata di un limone o una arancia non trattati, il liquore e la farina.  In una pentola dai bordi alti metto l’olio a scaldare, circa due litri.  Nel frattempo preparo un sac à poche versando al suo interno l’impasto delle castagnole.  L’olio deve raggiungere la giusta temperatura, che in questo caso deve essere media e non troppo forte, per permettere alla castagnola di cuocere bene al suo interno. Taglio la punta del sac à poche in obliquo e con la mano sinistra spingo l’impasto nell’olio mentre con la destra lo taglio con un coltello man mano che fuoriesce.  In questo modo si ottengono delle castagnole perfettamente sferiche.  Chi non ha un sac à poche può usare il metodo dei due cucchiaini e il risultato sarà quello di avere delle castagnole non perfettamente sferiche.  E’ bene ricordare questa regola: la frittura va messa insieme e tolta insieme, nel senso che se un alimento si cuoce prima e quindi deve essere tolto, non dobbiamo aggiungere quello crudo mentre il resto sta finendo di cuocere perché altrimenti si abbassa la temperatura dell’olio pregiudicando il buon risultato.  Man mano che friggo, le adagio su un piatto con carta assorbente e in seguito le passo su un vassoio.  Secondo i gusti, si possono spolverare con zucchero semolato o a velo vanigliato.  Nel frattempo l’impasto delle frappe ha riposato, quindi ne prendo un piccolo pezzo e lo stendo sul piano di lavoro leggermente infarinato.  Preferisco stenderlo a mano ma si può benissimo usare la sfogliatrice, basta che la sfoglia risulti sottilissima, quasi trasparente.  Con la rotella dentellata le taglio in rettangoli piuttosto grandi, circa 10 cm per 15 cm, incidendo nel centro due tagli orizzontali.  Ne friggo due alla volta, visto la loro grandezza, a una temperatura piuttosto allegra.  Man mano che sono cotte, operazione molto veloce poiché sono sottilissime, le adagio su un foglio di carta assorbente e, quando sono fredde, le cospargo di zucchero vanigliato creando quella piramide da me amata. Inutile dire quale persistente profumo si sprigiona.  E’ così meraviglioso che per me fa tanto Carnevale! Non siamo in Egitto, mi manca solo il costume di Cleopatra per la presentazione ideale di questa piramide dolce!”

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Ingredienti:

Per le frappe:

400 gr di farina 00

60 gr di zucchero semolato

2 uova intere

100 gr di burro freddo

1 bicchiere di marsala o vermouth

2 litri di olio di arachide

Zucchero a velo per decorare

Per le castagnole:

4 cucchiai di latte

Scorza grattugiata di un intero limone

4 uova intere

4 cucchiai di burro fuso

8 cucchiai di zucchero

1 bustina di lievito per dolci

1 bicchierino di sambuca o limoncello

500 gr di farina 00

1 pizzico di sale

Zucchero semolato per decorare

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Per chi vuole provare una alternativa light, si possono cuocere le castagnole in forno a 200° per 10 minuti, si può sostituire la farina 00 con la farina di farro, il latte con un latte vegetale e al posto del burro si può usare un olio di mais, riso, girasole . . . ma il bicchierino del nostro limoncello fatto in casa non deve mancare! 🙂

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For a fun carnevale . . . here are our fried and baked frappe and castagnole

We want to wish everyone a happy Carnevale with our fried and baked castagnole and our frappe.  As you can read in our book, “The tradition of making frappe in Italy goes way back to the ancient Roman times and was originally called frictilia, a dessert fried in lard prepared during the celebrations in honour of the gods of fertility. Today they are known all over the Italian peninsula with different names and different shapes, but whether they are called “bugie” in Piemonte, “cenci” in Tuscany, “chiacchere” in the south, “frappe” in Lazio, or even “salta-sù”, “stracci”, “pampuglie”, “frittole” o “manzole” in other regions, covered in honey, chocolate or powdered sugar,  the fact is that they are irresistible!  At Carnival time it’s so pleasant to smell the aroma of these typical treats  everywhere you go since it lingers in the air outside homes, bakeries and pastry shops. In fact, their smell is so appetizing that it often get straight to work on my making them when I return home from my grocery shopping.  I prepare all the utensils I will need, remembering my pastry cutter wheel for the frappe and the disposable pastry bag which is essential for the castagnole. To make the frappe I follow the same procedure for the shortcrust pastry so once the flour is sifted, I add the other ingredients.  Once the dough is ready, I let it sit in the refrigerator for half an hour.  The castagnole are quite simple to make and the mix is similar to the ciambellone or bundt cake recipe.  I beat the eggs with the sugar then add the softened butter, the grated lemon peel, the milk, the limoncello, the baking powder and the flour, then I pour about two litres of vegetable oil in a high-rimmed pot and put it on a low flame to heat, in the meanwhile I fill the pastry bag with the castagnole mix. The oil needs to be just right, medium temperature and not too hot so as to allow for the castagnola to cook also on the inside. I slowly push the dough from the pastry bag into the oil with my left hand cutting the dough as it comes out with my right hand using a sharp knife in order to create perfectly round castagnole once they fall into the oil.  If you don’t have a pastry bag, you can use two teaspoons but the result won’t be as perfect. Don’t forget this very important rule when frying: the portions must be put in the oil and taken out together, never add more raw mix with the one that is already frying otherwise it modifies the temperature of the oil and the results won’t be as good.  As I take the fried castagnole out of the oil, place them first on a plate with blotting paper so it can absorb the excess oil and I allow them to cool for a few minutes then put them on a tray. They can be sprinkled with sugar or vanilla-flavoured powdered sugar according to taste.  At this point the dough for the frappe is ready too so I take a small piece and spread it out with my hands on my work table which I’ve sprinkled with flour so the dough won’t stick.  You can also use a dough sheeter if you like, as long as the final result is a really thin, almost see-through pastry.  Then, using my pastry cutter wheel, I cut 10×15 cm large rectangles, make two horizontal cuts down the middle and fry them two at a time on a lively flame.  They fry very quickly because they are so thin, then I put them on blotting paper and once they have cooled off I sprinkle them with vanilla-flavoured powdered sugar. Needless to say, as I place them on a tray, creating a beautiful pyramid of sweetness, their aroma is inebriating and mouth-watering.”  –  “Our guests are about to arrive for our yearly masquerade party, my pyramid of yummy treats is ready, the living room is decorated, our costumes are all laid out…  all I have to do is slip into my Cleopatra outfit and meet our friends at the door with my tray of sweet goodies!”

Ingredients:

  • For the frappe

400 grams of wheat flour

60 grams of sugar

2 whole eggs

100 grams of cold butter

1 glass of marsala or vermouth (if you like)

2 litres of vegetable oil

Powdered sugar to decorate

  • For the castagnole

4 tbsps of milk

1 grated lemon peel

4 whole eggs

4 tbsps of butter

8 tbsps of sugar

16 grams of baking powder for desserts

1 small glass of limoncello (if you like)

500 grams of wheat flour

1 pinch of salt

Sugar for decorating

For those who prefer a lighter version, just bake the castagnole in the oven at 200° for 10 minutes and substitute the regular flour with spelt flour, substitute the dairy milk with soy milk, and instead of using butter use a corn, rice or sunflower oil … but don’t leave out a good dash of limoncello,better if home made! 🙂

 

Le ciambelle di Emozioni Culinarie :-) Food & Friends’ doughnuts


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Ogni momento è buono per una ghiotta ciambella!

Per saperne di più basta andare a pagina 139 del nostro libro Emozioni Culinarie!  

Per chi non l’ha ancora comprato in libreria, è disponibile online e anche in versione e-book!

http://www.ibs.it/code/9788868311056/ferraiuolo-tina/emozioni-culinarie.html

Buona lettura e buon appetito !!! 🙂

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Doughnuts are yummy any time of the day!

To see how to make these delights just go to page 121 of our book Food & Friends ❤ Italian Style ❤ !

If you haven’t bought it yet, it’s available online at amazon.co.uk and ibs.it !

http://www.amazon.co.uk/s/ref=nb_sb_ss_c_0_19?url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=food+and+friends+italian+style&sprefix=Food+and+Friends+It%2Caps%2C978

http://www.ibs.it/code/9788868311438/ferraiuolo-tina-ordioni-cristiana/food-friends-italian.html

Enjoy both the reading the book and eating the doughnuts!!! 😉

Ciambelle di Barbara

 

Halloween in arrivo!… Il Pumpkin Bread di Chiara


Pumpkin Bread con farina di farro

Il Pumpkin Bread di Chiara

Ormai avrete capito che a noi piace dedicare le nostre ricette a persone a noi care.  Cosa si può dedicare alla dolce e timida Chiara?  Dinamica e sportiva, ama gli animali, la natura, e la vita sana.  Ama comunicare con gli altri tramite la musica, la scrittura e la fotografia. E’ golosa e cerca di alimentarsi in modo sano, specialmente da quando ha scoperto di essere celiaca.  Adora il mare, il suo profumo, il freddo e la neve . . . cose che ci fanno venire in mente appunto il nostro Pumpkin Bread.  Il suo profumo fortemente aromatico, da il meglio di se soprattutto in cottura, infatti, mentre cuoce la casa si riempie di un inconfondibile e persistente aroma speziato. . . che fa tanto autunno. . . ed è una ricetta invernale semplicemente fantastica, proprio come Chiara!

Non lasciamoci ingannare dal nome Pumpkin Bread perché ha un gusto e una consistenza più simile ad un dolce che ad un pane.  E’ popolarissimo negli Stati Uniti dove viene cotto appunto nelle teglie a forma di pane in cassetta, ha meno zucchero dei dolci normali, e viene usato il bicarbonato oltre che al lievito.  Si sta comunque diffondendo anche in Italia, dove oltre al mangiare sano, tutto ciò che concerne la festività autunnale di Halloween sta spopolando.

Ma di cosa si tratta?  E’ un pane-dolce profumato molto semplice da fare, a base di zucca, farina, zucchero, uova, olio e lievito.  E’ ottimo e leggero per la colazione e utilizzando una buona farina gluten-free, abbiamo avuto un ottimo risultato. La zucca che abbiamo usato è un prodotto in scatola americano reperibile nei negozi specializzati e online. In alternativa si può utilizzare la polpa di zucca fresca precedentemente cotta in forno.  Noi abbiamo utilizzato lo zucchero di canna e non quello previsto dalla ricetta.  Nella versione normale (non gluten-free) abbiamo usato la farina di farro.  Come spezia, invece, abbiamo usato la cannella al posto del Pumpkin Pie Spice, introvabile in Italia.

Abbiamo provato varie versioni. . . alla fine abbiamo scelto questa di Laura Vitale, simpatica vlogger italo-americana.

http://www.laurainthekitchen.com/recipes/pumpkin-bread/

Come unità di misura abbiamo lasciato le CUPS perché ormai sono conosciutissime anche in Europa.

Ingredienti per 8 persone:

1 ½ cups di farina di farro o farina gluten-free

½ cup di purea di zucca o mezza scatola

1 cucchiaio di Pumpkin Pie Spice o cannella

½ cucchiaino di lievito in polvere

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

½ cucchiaino di sale

1 ½ cups di zucchero di canna

½ cup di olio vegetale

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

2 uova

Riscaldiamo il forno a 170° e rivestiamo di carta forno una teglia rettangolare (quelle da plumcake).  In una piccola ciotola mischiamo la farina, la cannella, il lievito e il bicarbonato.  In una ciotola più grande sbattiamo le uova, la vaniglia, l’olio, lo zucchero e il sale e alla fine la purea di zucca.  Incorporiamo a questo composto man mano il contenuto della ciotola piccola e quando è tutto ben amalgamato lo versiamo nello stampo.  Lo inforniamo per circa una ora e mezza soprattutto la versione gluten-free perché deve asciugare bene.  La caratteristica della zucca è dare morbidezza agli impasti ecco perché questi preparati necessitano di cotture un pochine più lunghe.

E’ buono caldo, freddo e anche tostato. . . è gustosa sia la versione con farina di farro che quella gluten-fre . . . una cosa è certa, questo pane-dolce ci ha veramente conquistate!

Grazie Chiara 🙂

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Chiara’s Pumpkin Bread

By now you all know that we like to dedicate our recipes to people we care about.  What can we dedicate to our sweet and shy Chiara?  She’s dynamic and athletic, she loves animals, natura and healthy living.  She loves communicating through music, writing and photography.  She’s a foodie and likes to eat healthy food, especially since she has found out that she suffers from celiac disease.  She loves the sea and its scent, the cold weather and snow . . . all this can be associated with our Pumpkin Bread.  Its strongly aromatic fragrance can best be smelled while it’s baking and that is exactly when the home gets filled with this unique and persistent spicy aroma. . . that’s so typical of autumn . . . and this is a simply fantastic winter recipe, fantastic like Chiara!

Don’t be misled by the word bread in the name because its taste and consistency is more like those of a cake than a bread.  It is really popular in the United States where it is baked in loaf tins, it has less sugar than normal cakes, and baking powder is used besides yeast.  It is becoming very popular in Italy where more and more people want to eat healthy foods and where all things that are related to the autumn festivity of Halloween is making a splash.

What is it all about?  It’s a fragrant sweet bread that is very simple to make, and its main ingredients are pumpkin squash, flour, sugar, eggs, oil and yeast.  It’s really good for a light yet nourishing breakfast and it’s great when you use a good gluten-free flour.  We used the canned pumpkin made in the USA which can be found in Italy in grocery shops that specialize in foreign foods, or online.  An alternative can be to use fresh squash that is first baked then squashed.  We used brown sugar and not the one listed in the original recipe.  In the regular version (not the gluten-free one) we used spelt flour.  Instead of using Pumpkin Pie Spice, which is not easy to find in Italy, we used cinnamon.

We’ve tried different versions . . . and our choice fell on Laura Vitale’s recipe.  She is a pleasant Italian-american vlogger.  We used cups as they are now well known even in Europe.

Ingredients for 8 servings:
1 ½ cups of spelt flour or gluten-free flour
1/2 cup of pumpkin puree
1 tbsp of Pumpkin Pie Spice or cinnamon
½ tsp of baking powder
½ tsp of baking soda
½ tsp of salt
1 ½ cups of brown sugar
½ cup of vegetable oil
1 tsp of vanilla extract
2 eggs

We preheat the oven at 170° and lay the bottom of a loaf pan with baking paper.  In a small bowl we mix the flour, the cinnamon, the baking powder and the baking soda. In a larger bowl we beat the eggs with the vanilla, the oil, the sugar and the salt then the pumpkin puree.  We add the dry ingredients from the small bowl and once it becomes creamy we pour it in the loaf pan.  We leave it to bake for about an hour and a half, especially if we use gluten-free flour because this needs to dry well.  The pumpkin adds softness to the dough and therefore these types of bread/cakes need to cook a bit longer.

It’s delicious eaten warm, cold and even toasted. . .it’s yummy with the spelt flour and the gluten-free flour alike. . . one thing is for sure, we love this pumpkin bread!

Thanks Chiara 🙂

La soffice brioche con granita alla Siciliana di Ignazio


La leccornia che oggi vi proponiamo, la dedichiamo alla persona carissima che ce l’ha ispirata, Ignazio.  Per le sue belle qualità si fa amare da tutti, come si fa amare la brioche con granita da noi interpretata in versione light.  Come non paragonare Ignazio alla sua terra natìa… la Sicilia? E’ una delle perle del sud, tutta da scoprire, conoscere e vivere, come lui, nato a Sciacca, bellissima cittadina conosciuta per le terme, il carnevale ed il suo mare.

Granita di fragole con soffici brioche

E’ un giovanotto 😉 brizzolato, dagli occhi luccicanti nei quali, chi sa guardare, può leggere un animo gentile e cristallino, come il mare della Sicilia, dagli incredibili colori, trasparenza delle acque e bellezza dei suoi fondali che primeggiano sugli altri mari.  Lui è bello come il  sole della Sicilia, e affascinante come la sua terra che ha un’attrazione magica arricchita dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le sue antiche origini. Ignazio è dinamico, efficiente, abile, virtuoso, educato e colto… doti che gli avrebbero permesso di fare una lunga e brillante carriera nel campo diplomatico ma che lo rendono comunque uno specialista nel settore del turismo.  Ha un’alta preparazione nella sua professione, e la sua conoscenza profonda della natura umana, unita al suo ampio bagaglio culturale, fan sì che viaggiare con lui  diventa una esperienza istruttiva e stimolante.   E’ una fonte inesauribile di informazioni pratiche e non, e chi si rivolge a lui trova sempre una soluzione a un problema e un aiuto valido.

E’ leale ed affidabile, come lo è la genuinità dei prodotti della cucina siciliana, tra cui gli oli extra-vergine di oliva, le succose arance rosse, la dolce uva di Canicattì, i pomodori di Pachino, i capperi di Pantelleria, i fichi d’India, le olive, i formaggi e tanto altro.  Tutte eccellenze della gastronomia siciliana che la rendono famosa nel mondo.   Ignazio è di una dolcezza infinita, come le nostre brioche, ma questa sua caratteristica si può solo scoprire piano piano, un passo alla volta, conoscendolo.  E’ umile e garbato, e per chi non lo conosce, può sembrare quasi distante e freddo, come la nostra granita, ma conoscendolo scopri quanto è affettuoso e  gioioso.

L’esuberanza e il calore della Sicilia condiscono anche la sua buona cucina, che con le sue specialità ci racconta la passione e la cura che il suo popolo ha nei riguardi della buona tavola e dei sapori genuini.   La stessa passione e cura che Ignazio mette nei suoi rapporti con le persone che ama, e chi ha la fortuna di essere amato da lui può essere sicuro che quando dà il suo cuore lo dà per sempre.  L’amore di Ignazio per la sua terrà è nulla a confronto, come dice una famosa canzone, dell’amore che ha per la persona amata.  Come nulla può confrontarsi con le prelibatezze  della ben nota pasticceria Siciliana, dove la ricotta e la pasta di mandorla regnano sovrane… squisitezze di cui lui va tanto ghiotto.

Ecco perché abbiamo voluto dedicare questa dolcezza al nostro Ignazio, la nostra versione light della soffice brioche con la granita di fragole.  Quella originale contiene  lo strutto nell’impasto, noi invece abbiamo usato la nostra ricetta, con l’aggiunta delle uova, dei Panini al latte di Viviana che si trova nel nostro libro, Emozioni Culinarie, a pagina 75.  E’ un impasto che non ci tradisce mai, perché rimane sempre morbido, ed è tanto versatile che noi lo utilizziamo in vari modi.

Ingredienti:

500gr di farina manitoba

500gr di farina 00

25gr di lievito di birra

400ml circa di latte (secondo l’assorbenza della farina)

1 cucchiaio di malto

100ml di olio di oliva

½ cucchiaio di sale

4 uova più uno per spennellare

Cominciamo con lo sciogliere il lievito in un po’ di acqua tiepida e, nel frattempo, misceliamo e setacciamo le due farine. Non versiamo tutta la farina nell’impastatrice,  ma ne teniamo un po’ in serbo perché l’aggiungeremo alla fine dell’impasto.  Avviamo la macchina e aggiungiamo il lievito sciolto, il latte tiepido poco alla volta, le uova una alla volta, il malto e l’olio.  Volendo preparare l’impasto a mano, la procedura è identica.

Come sempre, quando si preparano i lieviti, il sale va aggiunto alla fine.  Finita la lavorazione, mettiamo l’impasto in una ciotola e lo copriamo con un panno umido, tenendolo al riparo dalle correnti d’aria, per almeno 3–4 ore. A fine crescita, versiamo la pasta sulla spianatoia e iniziamo la “formatura” delle brioche.  Prendiamo la massa nella mano sinistra e con il pollice e l’indice facciamo uscire, quasi a strozzatura, una pallina d’impasto della misura di una pallina da tennis. Prendiamo con la mano destra la pallina così formata e l’adagiamo sulla placca infarinata. Le palline saranno ben distanziate fra loro.  Allo stesso modo formiamo delle palline più piccole che adagiamo su ogni brioche formando il cosiddetto “tuppo”.

Le lasciamo lievitare di nuovo per almeno un’ora, sempre coperte con un panno umido, fino a quando non avranno raddoppiato la loro dimensione. Accendiamo il forno al massimo della temperatura, le spennelliamo con l’uovo sbattuto insieme ad un po’di latte, poi le inforniamo per 7 minuti circa, fino a quando avranno assunto il loro caratteristico colore dorato.

La granita è semplice da preparare e la possiamo realizzare con vari tipi di frutta… melone, more, pesche, albicocche… ma limone, mandorle e gelso sono gli ingredienti più famosi della granita Siciliana… noi abbiamo la nostra versione con delle deliziose fragole.

Ingredienti:

500gr di fragole

200gr di acqua

150gr di zucchero

1 cucchiaio di succo di limone

Iniziamo mettendo a bollire l’acqua con lo zucchero fino a quando questo non si è sciolto. Una volta che lo sciroppo si è raffreddato, lo frulliamo insieme alle fragole che avremo lavato e tagliato, e aggiungiamo il succo di limone. Versiamo il composto in una ciotola che riponiamo nel congelatore. Ora, a distanza di mezz’ora e per tre volte, dobbiamo tirare fuori il composto e girarlo cercando di amalgamare il tutto molto bene.  Questo è necessario per evitare la formazione dei cristalli di ghiaccio.  Quando vogliamo gustare la nostra granita, la tiriamo fuori dal congelatore qualche minuto prima.  E’ uno spettacolo anche per gli occhi vedere questa meraviglia buona, rinfrescante e golosa servita in bicchieri alti e con l’aggiunta di un ciuffetto di panna.

In questo Luglio caldissimo, non potevamo non riproporre questa delizia rinfrescante che, gustata insieme alle nostre gustose brioche, porta le nostre papille gustative alle stelle… brillanti come il nostro caro Ignazio!

Grazie Ignazio 🙂

La Brioche di Parigi . . . bon appétit!


La brioche di Parigi

Ecco la nostra seconda ricetta vacanziera!

Nel libro Emozioni Culinarie si legge “Chi di noi non ha avuto nel suo cassetto dei sogni un viaggio a Parigi? È una città che affascina per svariati motivi: la sua arte e la sua stupenda architettura; i suoi tanti piccoli quartieri caratteristici che danno l’impressione di essere in un piccolo paesino, mentre invece ci si trova in una grande città; le luci sulla Senna di notte, con i tipici bateaux mouches che la navigano; la grandezza della Torre Eiffel che si può vedere da ogni angolo della città; quella sua aria un po’ retrò e un po’ osé.  Una peculiarità della città di Parigi è il suo stile architettonico, che mantiene un’uniformità nel complesso, che va oltre i luoghi da cartolina. Lo si vede non solo nelle mete turistiche, ma anche nelle strade, nelle piazze, negli edifici antichi, nobiliari e moderni. Alla metà del XIX secolo, fu grazie all’intervento del barone Haussman che, sotto la guida dell’imperatore Napoleone III, fece di questa città una perla d’Europa. Fu una delle rivoluzioni urbanistiche mai conosciute fino a quel momento; decisa per motivi igienici e politici, cambiò in maniera radicale l’aspetto medievale della città. Furono creati numerosi parchi e giardini, e imposte regole rigide sull’altezza e lo stile architettonico dei palazzi. Particolare fu la tecnica di far diramare diversi viali da un monumento di grande interesse. L’esempio più rappresentativo è la Place de l’Étoile (dal francese “stella”), da cui si diramano addirittura dodici viali, il più celebre dei quali è l’Avenue des Champs–Élysées.  È facile innamorarsi di Parigi…”

“È buona semplice, è buona tostata, è buona accompagnata con la marmellata, con la crema di cioccolata e, per i palati più bizzarri, anche con i formaggi francesi. I profumi e i sapori di luoghi lontani possono far viaggiare con la fantasia… anche se mi trovo a fare colazione nella mia piccola cucina, con il mio caffellatte e la brioche, mi sento come se fossi nel salone degli specchi di Versailles!”

Per saperne di più leggere il libro a pagina 154.

Grazie Parigi . . . mon amour! 🙂

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The Paris Brioche . . . bon appétit!

Here is our second vacation-inspired recipe!

In our book you can read, “Who hasn’t dreamed of going to Paris at least once in their life?  It might not be everyone’s cup of tea, but it definitely is fascinating for so many reasons: its art that is visible in its vast number of museums, galleries, exhibits, monuments and tourist attractions;  its captivating architecture and iconic buildings; its picturesque neighbourhoods where you get the impression of being in a small village while, instead, you are in a capital city;  its magical lighting that emphasizes its beauty, thus its reputation as the City of Lights;  its open excursion boats, called  bateaux mouches, that provide visitors a view of the city along the river Seine;  its awe-inspiring landmark, the Eiffel Tower, that rises 300 metres tall and can be seen from any part of the city.   One must visit this vibrant city in order to admire the spectacular monuments, the layout of its over 6000 streets, the shape of its squares, the beautifully manicured parks, the noble palaces and buildings where the presence of different epochs coexist in harmony in its architecture styles, the quaint open terraces of the thousands of bars, cafés and restaurants.  It was thanks to Baron Georges Eugene Hausmann’s intervention, under the guidance of Emperor Napoleon III, that this city, which had been untouched since the Middle Ages, became the gem of Europe during the second half of the 1800s.  He led the project that created new roads, sewage systems, public parks, public monuments and the city underwent an urban revolution that had never been seen before.  The project included the creation of a north-south axis in the city, molding it into a geometric grid with wider streets running east and west, north and south.  Strict ground rules were set for the architectural standard and style of the buildings to create visual unity, and the city was divided into arrondissements or districts.  An interesting technique was used where the streets branch out from major monuments and a clear example of this is the Place de l’Étoile with its twelve streets, the most famous of which is the Avenue des Champs-Élysées.  Haussmann wanted a symmetry and geometric unity for Paris, with a more austere and modern style for the façades of the buildings, with balconies and elaborate stonework.  The old half-timbered houses became a rarity and only a few of these, dating back to the 15th century and restored in the 1970s, can be seen in the Marais district today.  That’s how La Ville-Lumière came out of the Dark Ages and entered the new modern era!”

“The brioche is delightful plain, fantastic toasted, tasty combined with marmalade or jam.  It is exquisite with chocolate cream and even with French cheese. The aroma and flavour of faraway places can make you wander with your imagination… while I sit there in my little kitchen having breakfast with my coffee and brioche, I can imagine being in the Hall of mirrors in Versailles!”

To learn more about this just read our book!

Thanks Paris . . . mon amour! 🙂

Il Danubio a modo nostro


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Il suo nome può fare venire in mente luoghi lontani, ma le origini del danubio sono da ricercare nell’antica cultura culinaria partenopea.  Ha un impasto molto soffice ed è un misto tra una brioche, un baba’ e un casatiello.  La sua particolarità consiste nell’essere formato da una serie di palline che racchiudono un goloso ripieno nel loro interno.  Si può realizzare sia dolce che salato.  L’impasto classico prevede burro e uova ma noi preferiamo la nostra versione più leggera.

Ingredienti

500 gr farina (W350 o Manitoba)

300 ml circa di latte tiepido

100 ml di olio di oliva

12 gr di lievito di birra

mezzo cucchiaio di sale

mezzo cucchiaio di zucchero o malto

Iniziamo sciogliendo il lievito nel latte, man mano aggiungiamo la farina, e quando l’impasto assumerà l’aspetto di una pastella aggiungiamo lo zucchero.  Uniamo la restante farina e il sale alla fine.  Lavoriamo molto bene l’impasto fino a quando non sarà più appiccicoso.  A questo punto aggiungiamo l’olio e continuiamo a lavorarlo.  Quando è pronto lo mettiamo in una ciotola coperta da pellicola, fino al suo raddoppio.  Riprendiamo poi l’impasto, lo rovesciamo su una spianatoia e formiamo tanti piccoli panini di circa 30 grammi ognuno.  Imburriamo uno stampo rotondo, prendiamo un panino alla volta e poniamo al suo interno il ripieno, lo chiudiamo molto bene e con la parte chiusa sotto lo mettiamo nello stampo.  Andranno messi un po’ distanziati, in modo che con la seconda lievitazione dovranno unirsi.  Una volta lievitati, spennelliamo il danubio con un uovo intero e il latte e lo cuociamo a 180° fino a doratura.

Cosa mettiamo nel ripieno?  Beh, quello che più ci piace . . . è ottimo con provola e speck, gorgonzola e noci, mortadella e stracchino, provolone e salamino piccante . . . la cosa importante è non utilizzare ingredienti umidi altrimenti il risultato non sarà perfetto.

Ottimo in versione dolce ripieno con crema di nocciole o marmellata! 🙂

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Our version of the Danubio

The name might sound like it comes from a faraway land, but in reality the danubio is a typical recipe from the south of Italy.  The dough is soft and is similar to a brioche, a babà and a casatiello.  Its peculiarity is that it is made up of many little balls of dough that are filled with either sweet or savoury fillings.  It originally calls for butter and eggs but we prefer to make a lighter version.

Ingredients

500 grams of strong flour or Manitoba

300 millilitres of warm milk

100 millilitres of olive oil

14 grams of bread yeast

1/2 tbsp of salt

1/2 tbsp of sugar or malt

First we put the yeast and the flour in a large bowl, then we add the milk and when this is all mixed well we add the sugar and the salt.  We knead the dough until it is soft and smooth then we add the oil and continue to knead. We leave it to rise in the bowl covered with plastic wrap, until it doubles in size. We then take our dough and put it on the work table and create little balls or rolls about 30 grams each.  We grease a baking pan and place each roll in it after we have put inside each one the filling of our choice.  We seal each one well and place the sealed part on the bottom of the pan.  There needs to be a bit of space between each roll so that they can stick together while placed to rise for the second time before putting them in the oven. Once they’ve risen, brush the tops with a beaten egg mixed with milk and bake at 180° until golden.

What should we put inside the rolls as a filling?  Well, whatever you like . . . they are great with provola cheese and smoked ham, gorgonzola and walnuts, mortadella (boloney) and cream cheese, provolone cheese and spicy salame. . . the most important thing is that you don’t use wet ingredients or else the dough becomes too moist and the final result won’t be perfect.

The sweet version filled with hazelnut cream or jams is fabulous! 🙂