La Crostata Golosa Vegana… senza burro e senza uova con la frolla di Marco Bianchi :-) Yummy Vegan Fruit Tart… no butter no eggs


Crostata senza burro e senza uova di Marco Bianchi

Crostata Veg Marco Bianchi

Negli animali l’appetito è regolato dall’istinto, mentre negli esseri umani sono le emozioni incontrollabili ad avere la meglio, anche nelle persone che conoscono bene la scienza alimentareIl nostro rapporto con il cibo è sempre meno influenzato dalla natura e sempre più condizionato dalla cultura e dai mass media. Ovunque guardiamo oggi ci vengono mandati messaggi che riguardano il nostro corpo, oltre che la  nostra persona. Sono messaggi che ci dicono che dobbiamo essere alti, biondi, abbronzati, muscolosi, depilati, sessualmente disponibili, ecc. ecc.  Infatti, molte persone hanno difficoltà a separare i propri sentimenti riguardo il proprio corpo, dal livello di autostima

Un esempio chiaro di come i media possono essere dannosi ci viene dato da Lorella Zanardo nel suo libro, Il Corpo delle Donne: “Il problema grave è che, per la grande maggioranza delle donne non in grado di conformarsi a questi valori tangibili, esiste la possibilità di una pesante ricaduta patologica causata dal non riuscire a corrispondere al modello richiesto dalla cultura dominante; una ricaduta che prende la forma dell’anoressia, della bulimia e della dismorfofobia (la percezione del proprio aspetto esteriore come inadatto, inaccettabile). L’univocità del modello corporeo proposto dalla TV italiana è evidente e i dati sull’aumento esponenziale delle malattie legate alla percezione fisica di sé lo confermano.”

La società occidentale oggi fa dell’aspetto estetico l’arma vincente per eccellere, e i casi di disturbi alimentari stanno aumentando.  Negli ultimi anni questo problema è diventato di dimensione sociale, interessando uomini e donne di tutte le età, non più soltanto gli adolescenti.  Negli ultimi decenni l’offerta alimentare è diventata sempre più vasta e abbondante… troppo! Siamo arrivati addirittura allo spreco, mentre proliferano anche i fast food e piatti pronti. Da una parte abbiamo il problema dei media, ma dall’altra c’è la massiccia offerta di cibo. Trovare un equilibrio tra una scelta di vita sana, e la disponibilità esagerata di ogni tipo di prodotti che ci sono sul mercato oggi, è veramente difficile. 

Di recente, però, c’è un risveglio e una presa di coscienza su ciò che mangiamo, come mangiamo e quando mangiamo. Si stanno diffondendo lentamente supermercati biologici, farm market, reparti specifici nella grande distribuzione, e piccole realtà di quartiere come La boutique del biologico di Simona e Sabrina, in Via Andrea Meldola 99 presso il Mercato Vigna Murata.  Per fortuna questi prodotti non sono più di nicchia.

Facciamo parte di una società che fonda la gestione e la distribuzione del potere sull’informazione visiva.  Non bisogna essere spettatori passivi, ma è necessario ricordarsi che i consumatori siamo noi, consapevoli e capaci di riconoscere e valutare cosa compriamo.  

Noi siamo dell’idea di riempire il cuore e non solo la pancia,  gustando pietanze gustose ma allo stesso tempo sane.  Ecco un esempio di come possiamo goderci una bella fetta di crostata golosa e non dannosa!

Ingredienti

250 gr di farina tipo 2
80 gr di zucchero di canna integrale
60 gr di acqua fredda
60 gr di olio di girasole BIO
1 cucchiaino di lievito per dolci
Scorza di limone non trattata grattugiata

Iniziamo polverizzando lo zucchero che andremo a sciogliere nell’acqua, poi aggiungiamo l’olio. In una ciotola setacciamo la farina, aggiungiamo i liquidi, il lievito e la scorza di limone grattugiato. Impastiamo e mettiamo il composto in frigo per circa un’ora. Accendiamo il forno a 180°, stendiamo la frolla e la farciamo come più ci piace. Disponiamo sopra le strisce e inforniamo per circa 30-35 minuti. Stiamo molto attenti alla cottura, quando si colora… è pronta!

Il suo gusto è molto ma molto buono, malgrado la mancanza di burro e di uova, ma la cosa non ci ha sorpreso perché le ricette di Marco Bianchi non deludono mai!  Noi ci siamo ispirate a una crostata di ricotta di Marco Bianchi, utilizzando la pasta frolla della sua ricetta.

Gli ingredienti elencati sono della ricetta originale, ma noi abbiamo apportato delle piccole modifiche. Abbiamo usato 50 gr di farina di riso togliendoli dai 250 del totale della farina (200 gr di farina 2 e 50 gr di farina di riso) per conferire al dolce maggior friabilità. Abbiamo anche usato nell’impasto un cucchiaino di estratto di vaniglia per un maggiore aroma, e una buona marmellata fatta in casa alle fragole. Che dire… non sembra affatto una crostata light.  Va bene per chi è intollerante alle uova e ai latticini, e per tutti coloro che vogliono sentirsi in forma senza rinunciare al gusto di uno dei dolci che Tina ed io amiamo di più! 🙂

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An animal’s appetite is naturally regulated by its instinct, while in human beings it’s their uncontrollabe emotions da usually take over, even for those people who have a good knowledge of food and nutrition.  Our relationship with food is less and less influenced by nature and more and more conditioned by culture and mass media.  Nowadays, everywhere we turn we receive mixed messages that refer to our body, besides us as people.  Messages that tell us that we must be tall, blonde, tanned, muscular, waxed, sexually open, etc. etc.  In fact, many people find it quite difficult to separate their feelings towards their body image from their level of self-esteem

A clear example of how the media is harmful is given to us in Lorella Zanardo‘s book,  Il Corpo delle Donne: “The serious problem is that, for the majority of women who are incapable of comforming to these tangible values, there’s the possibility of a heavy pathological relapse caused by their impossibility to match the paragons required by the dominant culture; a relapse that can be anorexia, bulimia and dysmorphophobia (the perception that one’s body is inadequate, unacceptable).  The unequivocal body image suggested by the Italian TV is obvious and the data available on the staggering increase of illnesses connected to one’s physical self-perception confirm this.”

Western society shows that physcial attractiveness is the key to success, and consequently eating disorders are increasing.  In recent years, this problem has increased on a social level and is not only limited to adolescents, but includes men and women of all ages.  In the last few decades, the food available on the market has increased abundantly… too much!  We now waste food, and the number of fast foods and ready-to-eat meals are on the rise.  On one hand, there is the problem of the media, but on the other hand there is the massive supply of food available.  It is truly difficult to find a balance between the desire to live a healthy life and the excessive availability of products of all types that are in all food stores and shops today. 

There has, however, been an awakening of consciousness about what we eat, how we eat and when we eat.  There are more and more stores that sell organic foods, farm markets, specific departments in large retailers, and little local neighbourhood shops, such as Simona and Sabrina’s La boutique del biologico in Via Andrea Meldola 99 in the Mercato Vigna Murata in Rome.  Fortunately, these products are no longer a niche market. 

We live in a society that bases the management and distribution of power on visual information.  We can’t be passive spectators, it is important that we all remember that we are the consumers, we’re well aware of what is best for us and we are capable of recognizing and evaluating what we purchase.

We believe that it is possible to fill our hearts, and not only our stomachs, while enjoying tasty meals that are also healthy.  Here’s an example of how we can have a nice slice of fruit tart that is delicious yet not “dangerous”!

Ingredients

250 gr of  stone ground flour
80 gr of raw cane sugar
60 gr of cold water
60 gr of organic sunflower seed oil
1 tsp of baking powder for desserts
Grated lemon peel

We begin by diluting the sugar in water, then we add the oil.  We put the sifted flour in a bowl, add the liquid ingredients, the baking powder and the lemon.  We mix well and place the bowl in the fridge for about one hour.  We heat the oven at 180°, we roll out the shortcrust pastry, then we put our favourite jam on it.  We then place some strips of pastry on top e bake for about 30-35 minutes.  Depending on your oven, make sure to take it out when it turns a golden brown… it’s ready!

It tastes really good, even though it has no butter and no eggs, but we aren’t surprised because Marco Bianchi’s recipes are never a disappointment!

We were inspired by Marco Bianchi’s ricotta tart, and used his shortcrust pastry recipe to make our tart.  The ingredients listed are from the original recipe but we made a few changes.  We used 50 gr of rice flour  and 200 gr of stone ground flour in order to make our tart more crumbly.  We used a teaspoon of vanilla extract in the dough and a homemade strawberry jam.  What more is there to say… it doesn’t look like a low cal tart.  It’s great for people who are intollerant to eggs and lactose, and for all those who want to eat healthy without turning down the chance of enjoying a cake like this, one of Tina’s and my very favourites! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

Milva’s apple tart . . . E’ sempre tempo per una crostata golosa . . . conoscete quella di Milva?


Se avete letto Emozioni Culinarie! … “Di Milva non ho soltanto un’ottima ricetta per la crostata di mele. Di lei conservo un bellissimo ricordo dei nostri interessanti incontri sulla genitorialità. Mi ha trasmesso emozioni e sensazioni, oltre a nozioni, che mi hanno arricchito e migliorato come genitore. Lei, da brava psicologa e counselor, aveva organizzato un corso al quale ho partecipato insieme ad altre mamme. Mi ha insegnato molto e di questo le sarò sempre grata. Una sera, al termine di uno dei nostri incontri, ci siamo soffermate a parlare delle nostre passioni più segrete. Fu così che, oltre al suo lato professionale, scoprii che aveva un’anima gastronomica. Ci scambiammo numerose ricette, ma la più intrigante fu la sua crostata di mele. Ho sempre amato i dolci con le mele, e ne ho provati di tutti i tipi. Il connubio della pasta frolla con le mele e la cannella, però, è a mio gusto la combinazione perfetta. La sua consistenza la rende gradevole al palato, il suo profumo durante la cottura inebria la mente, e il melange di colori della gamma dei bruni rende questa crostata una meraviglia.” 

La cannella è una spezia tanto amata quanto detestata.  Noi l’amiamo tanto e ne facciamo largo uso, non solo nei dolci ma l’aggiungiamo alle bevande, soprattutto da quando abbiamo scoperto le sue proprietà benefiche.  Favorisce il processo digestivo prevenendo la fermentazione addominale. Ha un effetto stimolante e allevia gli stati di spossatezza derivanti da malattie come l’influenza e la dissenteria.  E’ antisettica per le vie respiratorie ed apporta benefici in caso di raffreddore ed alitosi.  Il suo uso è anche consigliato come disinfettante ed ha proprietà antiglicemiche.

Le sue origini sono raccontate nel nostro libro . . . “Pare che l’origine della cannella sia antichissima, addirittura risalente alla Cina e all’Egitto alcuni millenni avanti Cristo, dove era considerata curativa. Molte leggende circondano la sua origine. Una racconta che questa spezia fu usata dalla fenice per costruire il suo nido, e un’altra che fosse originaria del Nilo, il fiume che gli antichi credevano figlio dei giardini dell’Eden. La cannella si ricava dal fusto e dai ramoscelli di un albero sempreverde che, un volta liberati del sughero esterno e trattati, assumono il classico aspetto di una piccola pergamena arrotolata. Ha un aroma persistente, è di colore marrone, al tatto è liscia ed è conosciuta come ‘cannella regina’. Si trova in commercio sotto forma di bastoncelli cilindrici, oppure in polvere. Le stecche sono certamente più pregiate e più profumate, adatte in cottura e per decorare. Per gli altri usi è più pratica la polvere. Ai giorni nostri, l’isola di Ceylon è il maggior esportatore di cannella del mondo, ma questa versatile spezia viene coltivata anche in Brasile, Giamaica, Giava e Seychelles. Esiste anche un altra varietà coltivata in Vietnam, Sumatra e Indonesia. È di qualità inferiore, rispetto a quella del Ceylon. Ha un aroma più delicato, il colore tende al grigiastro, al tatto è più rugosa e più spessa, ed è conosciuta come cannella cinese oppure ‘cinnamomo’. Questo spiega perché a volte la cannella che acquistiamo è più o meno profumata.”

Crostata di mele

Per preparare la crostata di mele, la prima cosa da fare è . . . ” andare a pagina 123 del libro Emozioni Culinarie! . . . e buon appetito! 🙂

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It’s always time for a yummy tart . . . do you know Milva’s?

If you’ve read our book, it says “I have wonderful memories of Milva, a fantastic psychologist and counsellor, who organized with Tina a series of very interesting meetings, where she worked with us to enhance our knowledge and attitudes regarding parenting.  We shared emotions, feelings and learned so many things that have enriched me and made me a better parent.  We discussed issues such as discipline, sibling rivalry, promoting self-reliance, communicating effectively with our children, and school-related problems.   The most important trait of a healthy family is the ability to communicate, but sometimes it seems that parents and children speak different languages.  Milva helped us acquire those skills needed  to help us facilitate clear and direct communication with our children and I will always be grateful to her for this. She is undoubtedly a woman of many talents, and she also inspired me to create an excellent apple tart.  At the end of one of our meetings, a few of us stayed behind to talk about our favourite activities and hobbies.  That is when I discovered Milva’s love for cooking and, of course, we exchanged several recipes.  The one that intrigued me the most was her apple tart because I have always loved apple desserts and have tried many different types, but the combination of shortcrust pastry with apples and cinnamon is the best.  The texture is a delight for the palate, the smell while it bakes baffles the mind, and the different colours it takes on once it is out of the oven, make it a pleasure to the eyes.”  

Some people have a love-hate relationship with cinnamon.  We love it and use it a lot in our recipes, and not only in our desserts, but we add it to beverages too, especially since we’ve discovered how good it is for our health.  It helps the digestive system preventing fermentation in the abdomen, it can stimulate the metabolism and give us a boost when we feel low, especially after a touch of the flu or dysentery. It is an antiseptic for the respiratory system and is beneficial when you have a cold or alitosis.  It is also used as a disinfectant and helps fight glycemia.

You can read about its origins in our book, “Cinnamon is a fascinating spice which has delighted our senses for centuries with its curly shape and its unmistakable aroma.  It is said that it was used thousands of years before Christ by the Chinese, the Egyptians, the Arabs, and finally by the Europeans when traders brought it to Europe in the early 16th century.  It was used as a perfuming agent during embalming, as a preservative of meat, as a healing agent, it was burned during funerals, and by the 13th century it was used in ointments, perfumes and cooking.  Many legends surround the origin of cinnamon, one in particular says it was used by the phoenix to build its nest while another says that it originated from the region of the Nile, the river that ancients believed was the offspring of the Garden of Eden. It comes from an evergreen tree that grows in hot, moist climates. The inner bark is removed from the upper branches and it curls into sticks, also called quills.  The ground cinnamon, which is more practical, comes from large pieces of older bark that is found on the lower parts of the tree which is usually stronger and more flavourful.  Cinnamon comes from Cinnamomum verum, called  true cinnamon tree or Ceylon cinnamon tree, and is more expensive and has a mild, sweet flavour, and Cinnamomum Cassia, called Chinese Cassia or Chinese Cinnamon, from which the most common type is produced that has a more delicate aroma, the colour tends towards grey, and is thicker.  It was discovered in the early 1500s in Ceylon, what is present day Sri Lanka, the biggest exporter of cinnamon in the world today, but this versatile spice is also cultivated in Brazil, Jamaica, Java, Seychelles, Vietnam, Sumatra and Indonesia.  In Italy it is called cannella, which means little tube, and one thing is certain, I always use a lot of it!”

Crostata di mele

“To prepare our apple tart, the first thing to do is  . . . ”  – read our book and Enjoy!  🙂