L’angel food cake di Paola T.


Un augurio a tutte le amiche che si chiamano Paola! 🙂  Oggi abbiamo scelto un dolce che a noi piace tanto.  Si chiama Angel Food Cake o cibo degli Angeli.

Foto 15 angel cake

E’ soffice e misterioso come gli angeli.  Nel libro Emozioni Culinarie si legge:  “Esistono gli angeli? Leggendo una definizione della parola “angelo” ho dedotto che in molte tradizioni religiose si tratta di un messaggero, un essere spirituale al servizio di Dio, ma allo stesso tempo anche al servizio dell’uomo durante il suo percorso sulla Terra. Mi chiedo, gli angeli sono esseri pieni di luce che abitano in cielo o sono anche tra noi? Non lo so, ma una cosa è certa, io ne ho incontrato uno. Si può anche essere scettici, ma per me è stato così. È un essere terreno che parla con voce saggia e sicura e ha un nome: Paola!”

E ancora: “Gli angeli sanno dare amore che trasmettono con un sorriso dal cuore. Si mostrano per ciò che sono e donano senza aspettarsi nulla. Cambiano la nostra vita in modo positivo. Con Paola è stato così, per me e per una mia carissima amica d’infanzia e sua figlia.  È una donna dagli occhi chiari, penetranti e lucenti, in un viso incorniciato da capelli lunghi e morbidi. Psicologa molto intuitiva e saggia, trasmette forza e coraggio con le sue parole. È una guida sicura per chi si affida a lei. Ho avuto la fortuna di conoscerla durante una festa di compleanno.”

Il racconto continua e leggendolo si scopre perché Paola T. per noi è un angelo… fino ad arrivare alla frase finale: “L’angel food cake è bianca come la neve, delicata come una goccia di rugiada, soffice come un petalo di rosa, e dolcissima come Paola.”

Gli ingredienti sono semplici e per creare questo dolce paradisiaco basta seguire la procedura a pagina 119 del libro:

Angel Food Cake

15 albumi
8gr di cremor tartaro
200gr di zucchero semolato
1 cucchiaio di estratto di vaniglia naturale liquido
150gr di farina 00
1 pizzico di sale

Grazie Paola! 🙂

Gli Scone di Edinburgo


Avete organizzato le vacanze?  Se non avete mai visitato la Scozia, è un posto assolutamente da vedere.  E’ uno dei paesi più suggestivi e belli d’Europa. Affascina per la sua storia, i suoi numerosi castelli, i suoi paesaggi, le sue tradizioni e tanto altro.

Eccoci di nuovo con una interessante proposta internazionale.

Scones

Nel libro Emozioni Culinarie c’è un racconto dedicato proprio a uno dei nostri paesi preferiti… la Scozia!  🙂 “Visitare la Scozia è stata per me un’esperienza magnifica… ci ho lasciato il cuore! Il clima non è dei migliori, ma è passato in secondo piano rispetto a tutto ciò che ho conosciuto e apprezzato.  Il fascino della storia di questo paese si rivive visitando i suoi castelli, molti dei quali sono ancora abitati dai discendenti delle nobili famiglie cui appartenevano quando furono costruiti.  Il paesaggio è verde, di una tonalità difficile da descrivere, ma molto vicino al verde smeraldo. I laghi, in scozzese loch, sono
numerosi e misteriosi. La popolazione è cordiale e gentile, ospitale e simpatica con un alto senso civico che favorisce un buon livello di vita del cittadino. Tutte queste qualità le ho riscontrare in una coppia di amici, Peter e Jessie, nativi di Edimburgo e conosciuti a Roma…”

Che bei ricordi ho di Jessie – “Aveva un caschetto biondo, gli occhi azzurri, era piccola, minuta, amava i colori pastello e l’abbigliamento Made in Italy. Il suo grembiule, però, era tipicamente britannico… come le delizie che ci preparava. Fra queste c’erano gli scone!” … “Per chi non li conosce, sono dei piccoli panini soffici all’interno e friabili all’esterno, solitamente mangiati a colazione o per il tè delle cinque. Il loro aroma è burroso e si usa consumarli tagliati a metà e farciti con un’ottima marmellata, magari ai frutti di bosco, meglio se fatta in casa. Se si apprezza la versione fatta con le uvette, sopra ci si può aggiungere della panna montata.  Questo pane scozzese pare abbia preso il nome dalla famosa ‘Pietra del destino’ (detta scone, appunto), il luogo dove i re scozzesi venivano incoronati.”

Gli ingredienti sono semplici:
500gr di farina 00
200gr di burro
200ml circa di latte
4gr di bicarbonato
4gr di cremor tartaro
1 pizzico di sale
Uvetta a piacere
Marmellate varie e panna montata per la farcitura

La procedura si trova a pagina 47 del libro…provate a farli, ne vale la pena!

Grazie Jessie 🙂

La Chiffon Cake, il dolce abbraccio della Mamma!


Chiffon Cake

Oggi vogliamo fare gli auguri a tutte le Mamme . . . a quelle che lo sono, a quelle che lo vorrebbero essere, a quelle che presto lo saranno, a quelle che fanno da mamma a bimbi anche non loro, a quelle che fanno da mamma ai piccoli pelosetti a quattro zampe . . . insomma a tutte le donne che sono mamme nel cuore e nell’anima.

Nel nostro libro Emozioni Culinarie si legge – ” . . . Fare la mamma non è facile, e non viene spontaneo a tutte le donne. Le idealizzazioni di cui si ha piena la testa, prima di avere un bambino, non sono sempre vere. Infatti, non si ama a comando o per istinto, alcune volte accade, altre no.  . . . Fare la mamma è come iniziare un lungo cammino dove si conosce la partenza ma non l’arrivo. Camminando, camminando…ci si può sentire sperdute, sole e, nonostante ci si metta tutta la buona volontà, di errori se ne fanno. Non si riceve un manuale al momento di una nascita, e può accadere che non sempre si abbia un modello positivo di madre da seguire. In passato, la condivisione di questa esperienza era vissuta in una situazione familiare più grande e alquanto diversa da quella attuale. Nei momenti di difficoltà si poteva contare sull’aiuto sia materiale sia psicologico delle zie, nonne, e sorelle, e imparare dalle loro esperienze.”

E si legge anche dei molteplici ruoli di una mamma – “La vita moderna porta la donna a dover imparare a essere “multitasking”…la mamma in particolare è “maestra” quando insegna a vivere e amare, è “chef ” quando prepara i cibi per la sua famiglia, è “intrattenitrice” quando legge le favole ai suoi figli, è “cantante” quando canta la ninna nanna, è “organizzatrice di eventi” quando c’è da festeggiare, è “infermiera” quando ci si ammala, è “autista” quando accompagna i bambini alle molteplici attività e, infine, è “psicologa” quando ascolta. L’amore materno è una presenza rassicurante, dolce e protettiva a qualsiasi età. È confortante, un po’ come la cioccolata! E quale altro dolce si può associare a lei se non la chiffon cake?” 

Il resto del racconto si può leggere a pagina 21 del libro ma oggi facciamo un regalo e includiamo qui la nostra ricetta:

Come si prepara

Ingredienti:
6 uova intere e 3 albumi
8gr di cremor tartaro
290gr farina 00
1 bustina di lievito
300gr di zucchero semolato
190ml di acqua
120gr di olio di semi
1 presa di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia liquido

Per iniziare, dispongo davanti a me due ciotole, una per montare gli albumi e l’altra per il resto degli ingredienti. Peso la farina e aggiungo il lievito, li setaccio facendoli cadere lentamente, come la neve, nel recipiente. Faccio un piccolo cratere nel centro e aggiungo, in quest’ ordine: lo zucchero, i tuorli d’uovo, l’acqua, l’olio, la vaniglia e il sale. La particolarità di questo dolce sta proprio nel fatto che questi ingredienti non vanno subito mescolati, ma lasciati stare per un po’, giusto il tempo per montare gli albumi a neve. Accendo il forno che intanto si riscalda, poi verso le chiare nell’altra ciotola e inizio a montarle con uno sbattitore elettrico, prima lentamente poi aumentando la velocità. Appena iniziano a montare, aggiungo il cremor tartaro, fondamentale per stabilizzare gli albumi, poi continuo fin quando la viscosità dell’uovo diventa spumosa, ferma e… bianca come la neve. 

Lascio da parte questa ciotola e mi accingo a mescolare, sempre con lo sbattitore, il composto preparato prima partendo dal centro, con molta delicatezza, incorporando gli ingredienti prima a media velocità poi aumentando man mano che il composto s’infittisce. Quando sarà tutto amalgamato e montato, aggiungo la neve che ho creato dalle chiare. Lo verso nello stampo, che non va né imburrato né infarinato, e lo inforno per 50 minuti a 160° e per altri dieci minuti a 175°. Una volta terminata la cottura, estraggo il dolce dal forno e lo capovolgo.  Lo lascio riposare per almeno due ore, fino al completo raffreddamento poi, con l’aiuto di un coltello a lama piatta, lo stacco con delicatezza dalle pareti dello stampo, partendo prima dalla circonferenza e arrivando alla base asportabile.  

Spolvero questo capolavoro con abbondante zucchero a velo, ma se lo voglio rendere ancora più goloso, lo completo con una colata di cioccolato fondente fuso. Ne taglio una fetta e la gusto. La sua morbidezza, unita al sapore cioccolatoso, mi ricorda tanto le coccole della mamma!

Auguri Mamme! 🙂

************************************************************************

The Chiffon Cake is like a sweet motherly hug!

Today we want to extend our best wishes to all Mothers . . . to those women who are mothers, to those who wish to become mothers, to those who soon will be mothers, to those who are mothers of children who aren’t theirs, to those who are mothers of little four-legged pets . . . in other words to all those women who have motherhood in their heart and soul.

In our book you can read – “. . . It certainly isn’t easy to be a mother and new mothers do not always feel an instant love toward their newborn child.  Maternal bonding is a gradual experience that strengthens with spending time, loving and caring for the newborn baby.  So many ideas fill our heads before having a child, some of these are not always realistic, and not every woman has a strong maternal instinct.” – ” The experience of motherhood is like going on a long journey where you know how it begins but not how it ends.  Along the way we might feel lost, alone, confused and no matter how hard we try, mistakes are made. When a child is born we are given a manual and sometimes we don’t even have a positive mother figure to look up to for advice.  In the past society was much different and families shared tasks involved in the upbringing of a child.  In moments of difficulty there was always someone we could count on for any type of help and moral support.  There were aunts, grandmothers, sisters, friends and neighbours who could share their own experiences with the new mother. “

We can also read about the different roles that a woman takes on when she becomes a mother, “Modern lifestyles brings a woman to quickly learn how to multitask… a mother, for example, becomes a “teacher” when she teaches her child about life and love;  a “chef” when she prepares meals for her family; an “entertainer” when she reads bedtime stories and fairytales to her children; a “singer” when she sings lullabies to her baby;  an “event planner” when she organizes the many bithday parties; a “nurse” when her child gets bruised or ill; a “driver” when she taxis her children around to the different after-school activities; and finally she becomes a “psychologist” when she lovingly listens to the problems and heartbreaks of her children and teens. Motherly love is reassuring, sweet and protective at any age. It’s comforting, a bit like chocolate!  What other dessert could we compare her to if not a chiffon cake?”

The rest of the story is in our book but we wish to include here our recipe as you would read it in the book:

How to make it:

Ingredients:

6  eggs and 3 egg yolks

8 grams of  cream of tartar

290 grams of flour

16 grams of baking powder

300 grams of sugar

190 millilitres of water

120 grams of vegetable oil

1 pinch of salt

1 tsp of vanilla extract

“I begin by preparing my two bowls, one in which I will beat the yolks and the other for the rest of the ingredients. I weigh the flour and add the baking powder, I sift them and make them slowly fall into the bowl as if it were snow. I then make a little crater in the middle in which I put, in this order, the sugar, the egg whites, water, oil, vanilla and salt.

A very important aspect of this dessert is that the ingredients mustn’t be mixed all together at once but they need to sit for a while, the time it takes to whip up the egg whites. I heat the oven while I pour the egg whites in the other bowl and start beating them with an electric beater, slowly increasing the speed as I mix.  When the eggs are beaten stiff, I add the cream of tartar, which is essential to stabilize the whites, then I continue beating until the texture of the eggs becomes foamy, stiff and as white as snow.

I put this bowl aside and I start to mix, with the beater, the ingredients I prepared earlier starting from the middle very delicately then combining all the ingredients at a medium speed, slowly increasing it when the mix thickens.  Once it is all blended and beaten, I add the “egg snow” and pour it in the mould which doesn’t need to be greased with butter nor covered in flour.  I bake it for 50 minutes at 160° and for another ten minutes at 175°.

Once it’s ready,  I take the cake out of the oven and flip it upside down, letting it cool off for at least two hours.  When it has completely cooled, I use a flat-bladed knife and delicately move the cake away from the sides of the mould and then I remove the base.  I sprinkle this masterpiece with plenty of powdered sugar, but in order to satisfy even the pickiest gluttons, I pour melted dark chocolate all over it. It’s ready to be served . . . I cut a slice, I taste it . . . uhmmm its softness, mixed with the chocolate, envelopes me and it feels so much like my mother’s soft cuddly hugs.”

Chiffon Cake

Happy Mother’s day! 🙂