The Travelling Foodie Tour! Trento


Strudel veloce

When we think of  the city of Trento what comes to mind?  Christmas and the delicious apples!   In Trento, a city with more than 116.000 inhabitants, we can enjoy unforgettable fragrances, colours and lights in one of the most beautiful Christmas markets. During this magical festivity, at this crossways land where Mediterranean and Central European cultures meet, the attention is focused on its ancient Alpine Christmas traditions. The Trento Christmas Market is immersed in a picturesque Renaissance atmosphere where we can feast not only our eyes but also our palate with enticing local genuine food products and wine offered and promoted directly by their producers, while enjoying the traditional music and carols. More than 500.000 visitors each year come within the medieval walls of this city to admire the wooden huts that sell traditional decorations for Christmas trees and nativity scenes, crafts, cakes, local products, original gift ideas and gourmet specialties in a typical food section. In keeping with tradition, at the middle of the main square, a gourmet section is dedicated to the specialties of Trentino. Here we find the apple strudel, the “treccia mochèna” (plaited pastry cake), the “polenta brustolada” (grilled polenta), and other sweet and savoury traditional recipes. There are many more mouth-watering treats including organic cheese and goat cheese, “goulash zuppe” (goulash soup), “speck” (smoked ham), “canederli” (dumplings) and filled pasta, as well as sweets, pastries and hot chocolate. Drinks include the very popular “vin brulè”(mulled Trentino wine) and “parampampoli” (hot toddy) with their steamy aromas rising from the cups and blending with the lights and sounds of genuine folklore. Tree decorating, traditional costumed dancers, carolers and typical alpine musicians can be seen on every corner. Children can ride on Santa’s Train and visit Santa and his Elves’ House where they can receive a token gift in exchange for their Christmas letters. Trento is a city rooted in art and history.  Sightseeing musts are the Castello del Buonconsiglio, the Duomo with its splendid piazza and fountain dedicated to Neptune, the frescoed houses and Council churches, as well as the museums and exhibitions which make Trento a true landmark of Alpine art, culture and traditions.

The Trentino region is one of the most important regions in Europe for the production of apples.  The small farmers entrust the management of the cultivation, the quality control and the marketing to a group of cooperatives and consortiums.  The apple farming is based on organic, biodynamic and integrated production techniques because farmers wish to reduce chemicals as much as possible and use natural biological rhythm in order to give consumers produce that is as genuine as possible while safeguarding the environment.  The most popular qualities of apples produced are Golden Delicious, Stark Delicious, Granny Smith, Royal Gala, Winesap, Morgenduft, Fuji, Braeburn, Renetta and Canada.  Many of these are used in the local cuisine to make the typical desserts and the famous strudel and delicious smorn, which is a sweet omelette made with apples, eggs, flour and sugar.  The original recipe for apple strudel made in the Tirol region calls for flour, oil, salt, eggs, etc. and must be kneaded and rolled out very very very thin . . . in fact so thin that one should be able to read a newspaper through it, as the locals say.  Seeing that we don’t always have so much time in our fast-paced lives, we would like to present you a quick apple strudel.

Ingredients

1 rectangular roll of puff pastry

4-5 apples

1 egg

Raisins, cinnamon and pine nuts, as much as you like

Brown sugar, two handfuls

Powdered sugar for decoration

Lemon juice

We begin by cutting the apples into cubes and sprinkle them with lemon juice which will keep them from gettin dark.  In a large pan we put the cut apples, two handfuls of brown sugar, the cinnamon and the raisins.  We cook on a medium flame for about 15 minutes, just enough time to allow for the apples to soften because the puff pastry doesn’t need much time to bake and we want the apples to be just right.  If we want to do things perfectly, we toast the pine seeds quickly in a separate pan, or else we add them to the apples when they are done.  We heat the oven at 180°, put our puff pastry in a baking pan, put our apples in the middle and close the sides, first the long sides then the short ones.  To keep the sides together, we brush with a  beaten egg, using the rest to brush the entire strudel.  We leave it to bake for about 15 minutes, just the time to make it become golden, and when it is ready we sprinkle lots of powdered sugar on it.  It’s delicious warm, with some vanilla ice cream, but it’s even better cold and accompanied by a nice cup of typical Tirolo punch or even a Jagertee, also called “hunter’s tea”, which is a warm beverage made with black tea, fruit-flavoured grappa or rhum, and herbs.

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Trento a Natale

Se pensiamo a Trento cosa ci viene in mente?  Il Natale e le deliziose mele! A Trento, comune di più di 116.000 abitanti, possiamo scoprire i profumi ed i colori delle feste in uno dei più bei mercatini di Natale. E’ un momento di festa in questa terra di confine tra la cultura mediterranea e quella mitteleuropea alla scoperta delle antiche tradizioni del Natale alpino. Il Mercatino di Trento è immerso nell’atmosfera rinascimentale del centro storico ed è possibile acquistare e gustare, direttamente dai produttori, i prodotti tipici della cucina e dell’enologia del Trentino mentre si ascoltano le tradizionali musiche e canti natalizi. Più di 500.000 visitatori arrivano ogni anno fra le mura medievali della città per ammirare le sue casette in legno immerse nello storico scenario delle antiche mura cittadine. Offrono i tradizionali addobbi per l’albero di Natale ed il presepe, oggetti d’artigianato, dolci e squisite specialità locali, articoli per un regalo d’atmosfera: dall’arredamento all’oggettistica in tutte le sue forme, dai tessuti ai giocattoli, fino alle splendide e famose decorazioni natalizie impossibili da trovare altrove. All’interno del Mercatino c’è anche una speciale sezione dedicata ai sapori nella quale è possibile gustare, non solo con gli occhi ma anche con il palato, specialità gastronomiche come lo strudel, la “treccia mochèna”, la “polenta brustolada”, le antiche ricette della tradizione trentina e tirolese, sia dolci che salate . Altre delizie sono i formaggi, il “goulash zuppe”, lo speck, i “canederli”, i dolci, dolcetti e cioccolato caldo.Tra le bevande si possono assaggiare il famoso “vin brulè” trentino ed il “parampampoli” con il vapore delle tazze che sale profumato tra le luci ed i suoni del folklore più genuino. Gli addobbi degli abeti, giri di danze nei tipici costumi, canti alpini e cori natalizi sono a ogni angolo delle vie. Per i bambini c’è il Trenino di Babbo Natale e nella Casetta di Babbo Natale e degli Elfi del Bosco possono ricevere un simpatico omaggio in cambio delle letterine natalizie. Trento è città d’arte e di storia. Tra i principali luoghi da visitare ci sono il Castello del Buonconsiglio, il Duomo e la sua splendida piazza con la fontana del Nettuno, le case affrescate e le chiese del Concilio, i musei e le mostre che fanno di Trento un interessante polo di riferimento culturale.

Il Trentino è una delle più importanti regioni europee per quanto riguarda la produzione di mele di qualità.  La coltivazione, il controllo della qualità e la commercializzazione delle mele coltivate dai piccoli agricoltori trentini sono affidate ad un gruppo di cooperative e consorzi.  La coltivazione è per lo più basata su tecniche di produzione biologica, biodinamica o integrata perché i coltivatori sono attenti alla drastica riduzione dei trattamenti chimici e ai ritmi biologici naturali per dare ai consumatori prodotti il più possibile genuini, allo stesso tempo salvaguardando e rispettando l’ambiente.   Le qualità più coltivate sono Golden Delicious, Stark Delicious, Granny Smith, Royal Gala, Winesap, Morgenduft, Fuji, Braeburn, Renetta e Canada.  Tante di queste sono usate nella cucina trentina per fare i tipici dolci, il famosissimo strudel e il gustoso smorn che è una frittata dolce a base di mela, uova, farina e zucchero.  La versione originale dello strudel di mele tirolese, prevede un impasto a base di farina, olio, sale, uova ecc. Va lavorato e steso in una sfoglia sottile sottile… ma talmente sottile che dicono da quelle parti che ci si dovrebbe potere leggere il giornale, se appoggiato sotto.  Visto che non sempre si ha tanto tempo a disposizione, vogliamo proporvi uno strudel di mele veloce.

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

4-5 mele

1 uovo

Uvetta, cannella e pinoli a piacere

Zucchero di canna – due manciate

Zucchero a velo vanigliato per decorare

Succo di un limone

 

Iniziamo tagliando le mele a dadini non troppo piccoli, e le irroriamo con il succo di limone per non farli annerire.  In una larga padella mettiamo le mele tagliate, due manciate di zucchero di canna, la cannella e l’uvetta.  Accendiamo la fiamma e facciamo cuocere il composto per circa un quarto d’ora, giusto il tempo per rendere le mele un pochino più tenere, visto che la pasta sfoglia non ha bisogno di una cottura prolungata.  Se vogliamo fare i precisi, in una seconda padella possiamo tostare leggermente i pinoli, oppure li aggiungiamo al ripieno quando è cotto. Accendiamo il forno a 180° e in una larga teglia srotoliamo la pasta sfoglia, lasciandola sulla propria carta forno.  Mettiamo il ripieno nel centro, e chiudiamo la sfoglia unendo i quattro lati, prima i lati lunghi poi quelli laterali.  Per fare aderire meglio la pasta, è bene spennellarla con un uovo sbattuto utilizzeremo su tutta la superficie del dolce.  Inforniamo e lasciamo cuocere per circa un quarto d’ora, fino a quando il nostro strudel assumerà un bel colore dorato.   Una volta cotto lo spolveriamo con abbondante zucchero a velo vanigliato.  E’ buono caldo, accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia, ma è ottimo anche freddo con una bella tazza del tipico punch Tirolese o un bel Jagertee, ovvero “tè del cacciatore” bevanda calda a base di tè nero, grappa alla frutta oppure rum, e speziato alle erbe.

 

 

 

I pancake di Emiliano… (con farina di farro)


Pancake

Ecco un’altra delizia vacanziera! 🙂

Nel libro Emozioni Culinarie si legge . . . “Quant’è vero che l’apparenza inganna… e quanto è importante non fermarsi alle apparenze. Per fortuna sono una persona che va’ sempre oltre la prima impressione. Alcune volte ho sbagliato, mentre altre ho avuto modo di fare conoscenze meravigliose.  Alcune persone, infatti, a prima vista sembrano completamente diverse da come sono invece in realtà.” . . . “A prima vista non si direbbe che quel bel ragazzo con il capello lungo e la barba incolta, dai modi semplici e gentili, quasi riservati, fosse anche altro. Estroverso, eclettico, talentuoso, con quel pizzico di narcisismo ed egocentrismo che, uniti alla sua grande sensibilità, lo rendono unico ed è lui… Emiliano!  La musica è il suo mondo e lui è Musica!”

Ma vi chiederete . . . cosa c’entra con i pancake???

“Ci siamo ritrovati in una delle nostre serate dopo–coro a parlare di cibi stranieri e, fra le nostre colazioni preferite, oltre ai muffin, c’erano i pancake! Emiliano è un buongustaio, ma non è proprio un adepto della cucina. Siccome c’è sempre da imparare, sia dalle persone esperte dei fornelli sia da quelle che non lo sono, fu lui che mi diede lo spunto per un ottimo pancake. Ovviamente, anche in questo caso non era la prima volta che provavo a farli, ma la versione creata con Emiliano fu la più soddisfacente e quella che più si avvicinava all’originale.”

“I pancake, frittelle o, come dalla traduzione letterale del nome “torte da padella”, sono imparentate con la crêpe francese, con la tortilla spagnola, e con la frittella russa, ma non sono sottili bensì spessi circa 12–20 mm. Furono queste popolazioni, immigrate negli Stati Uniti, a farne il cibo dei pionieri del West. Questi ultimi li adottarono come principale alimento di una prima colazione soprattutto campagnola, boscaiola e montanara, ma pur sempre tipicamente americana.” . . . “I britannici e gli irlandesi li consumano tradizionalmente durante il martedì grasso, detto Pancake Tuesday o anche Shrove Tuesday.” 

Eccovi la ricetta in versione alternativa . . . che troverete nel libro insieme alla versione tradizionale a pagina 72:

Ingredienti:

250gr di farina di farro

200ml circa di latte vegetale

1 cucchiaio di olio vegetale

1 uovo

3 cucchiai di zucchero di canna integrale

mezza bustina di lievito per dolci

2 cucchiaini da caffè di cannella e/o vaniglia

Grazie Emiliano 🙂

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Emiliano’s pancakes (with spelt flour)

Here’s another holiday treat! 🙂

In our book you can read . . . “Looks can be deceiving, that’s a truth, and it’s so important that we don’t judge a book by its cover, as the saying goes. Fortunately, I am a person who doesn’t stop at the first impression and always goes beyond, whether it’s a person or a book cover.  At times I’ve been wrong, but overall this has allowed me to make wonderful friends.  At a first glance some people seem completely different from who they really are and we can be fooled by a person’s appearance.”  –  “Our choirmaster, a handsome, sweet and gentle-mannered young man is not only an extremely talented musician, pianist, composer and singer, but he is also a good cook.  He is eclectic, a bit narcissistic and egocentric, but these characteristic, combined with his great sensitivity, make him a truly incredible person.  Music is his world and he IS music because when he performs, you don’t simply listen to him, he is also a pleasure to watch.”

You might be asking yourself why we connect him to pancakes???

“After our chorus lessons we all often talked about our travels to foreign countries and the music and cuisine of those places.  Emiliano, Tina and I discovered that one of the things we have in common is our love for breakfast… and our favourite breakfast is a plate full of pancakes covered in yummy syrup!  We shared pancake recipes, since the three of us were looking for the perfect pancake and had been experimenting, as usual.   He came up with a very good version so I elaborated on it and dedicate this to him.”

“Pancakes are related to the French crêpe, the Spanish tortilla and the Russian fritters which are about 12-20 mm high. The immigrants from these cultures brought these foods with them to the United States and they became a staple for the pioneers, evolving with time into what is today part of the typical American breakfast.  The British traditionally eat them on Shrove Tuesday, also called Pancake Tuesday, the holiday that represents the last day for celebration and feasting before the period of fasting required during the Lenten season. It is customary, in the Anglo-Saxon countries, to organize competitions on this day where the participants run with a pancake on a pan and try to flip it at least three times during the race. This tradition seems to have its roots in the 15th century where a legend says that a woman who was intent on preparing pancakes for the town feast, realized that the church bells were ringing to gather the followers for confession. As she realized that she was going to be late for mass, she decided to finish cooking her pancakes while running on her way to church with her apron still on. Pancakes are now also part of the Italian culture and are eaten for breakfast, brunch or snack.” 

Pancakes

Here is an alternative recipe to the one we included in our book:

Ingredients (for four people):

350 grams of self-rising flour

300 millilitres of milk

80 grams of melted butter

2 eggs

80 grams of sugar

2 tsps cinnamon and/or vanilla

  • Whole wheat version (for four people)

250 grams of whole wheat flour

200 millilitres of plant milk

1 tbsp of vegetable oil

1 egg

3 tbsps of cane sugar

8 grams of baking powder for desserts

2 tsps of cinnamon and/or vanilla

 

Thank you Emiliano 🙂

 

Milva’s apple tart . . . E’ sempre tempo per una crostata golosa . . . conoscete quella di Milva?


Se avete letto Emozioni Culinarie! … “Di Milva non ho soltanto un’ottima ricetta per la crostata di mele. Di lei conservo un bellissimo ricordo dei nostri interessanti incontri sulla genitorialità. Mi ha trasmesso emozioni e sensazioni, oltre a nozioni, che mi hanno arricchito e migliorato come genitore. Lei, da brava psicologa e counselor, aveva organizzato un corso al quale ho partecipato insieme ad altre mamme. Mi ha insegnato molto e di questo le sarò sempre grata. Una sera, al termine di uno dei nostri incontri, ci siamo soffermate a parlare delle nostre passioni più segrete. Fu così che, oltre al suo lato professionale, scoprii che aveva un’anima gastronomica. Ci scambiammo numerose ricette, ma la più intrigante fu la sua crostata di mele. Ho sempre amato i dolci con le mele, e ne ho provati di tutti i tipi. Il connubio della pasta frolla con le mele e la cannella, però, è a mio gusto la combinazione perfetta. La sua consistenza la rende gradevole al palato, il suo profumo durante la cottura inebria la mente, e il melange di colori della gamma dei bruni rende questa crostata una meraviglia.” 

La cannella è una spezia tanto amata quanto detestata.  Noi l’amiamo tanto e ne facciamo largo uso, non solo nei dolci ma l’aggiungiamo alle bevande, soprattutto da quando abbiamo scoperto le sue proprietà benefiche.  Favorisce il processo digestivo prevenendo la fermentazione addominale. Ha un effetto stimolante e allevia gli stati di spossatezza derivanti da malattie come l’influenza e la dissenteria.  E’ antisettica per le vie respiratorie ed apporta benefici in caso di raffreddore ed alitosi.  Il suo uso è anche consigliato come disinfettante ed ha proprietà antiglicemiche.

Le sue origini sono raccontate nel nostro libro . . . “Pare che l’origine della cannella sia antichissima, addirittura risalente alla Cina e all’Egitto alcuni millenni avanti Cristo, dove era considerata curativa. Molte leggende circondano la sua origine. Una racconta che questa spezia fu usata dalla fenice per costruire il suo nido, e un’altra che fosse originaria del Nilo, il fiume che gli antichi credevano figlio dei giardini dell’Eden. La cannella si ricava dal fusto e dai ramoscelli di un albero sempreverde che, un volta liberati del sughero esterno e trattati, assumono il classico aspetto di una piccola pergamena arrotolata. Ha un aroma persistente, è di colore marrone, al tatto è liscia ed è conosciuta come ‘cannella regina’. Si trova in commercio sotto forma di bastoncelli cilindrici, oppure in polvere. Le stecche sono certamente più pregiate e più profumate, adatte in cottura e per decorare. Per gli altri usi è più pratica la polvere. Ai giorni nostri, l’isola di Ceylon è il maggior esportatore di cannella del mondo, ma questa versatile spezia viene coltivata anche in Brasile, Giamaica, Giava e Seychelles. Esiste anche un altra varietà coltivata in Vietnam, Sumatra e Indonesia. È di qualità inferiore, rispetto a quella del Ceylon. Ha un aroma più delicato, il colore tende al grigiastro, al tatto è più rugosa e più spessa, ed è conosciuta come cannella cinese oppure ‘cinnamomo’. Questo spiega perché a volte la cannella che acquistiamo è più o meno profumata.”

Crostata di mele

Per preparare la crostata di mele, la prima cosa da fare è . . . ” andare a pagina 123 del libro Emozioni Culinarie! . . . e buon appetito! 🙂

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It’s always time for a yummy tart . . . do you know Milva’s?

If you’ve read our book, it says “I have wonderful memories of Milva, a fantastic psychologist and counsellor, who organized with Tina a series of very interesting meetings, where she worked with us to enhance our knowledge and attitudes regarding parenting.  We shared emotions, feelings and learned so many things that have enriched me and made me a better parent.  We discussed issues such as discipline, sibling rivalry, promoting self-reliance, communicating effectively with our children, and school-related problems.   The most important trait of a healthy family is the ability to communicate, but sometimes it seems that parents and children speak different languages.  Milva helped us acquire those skills needed  to help us facilitate clear and direct communication with our children and I will always be grateful to her for this. She is undoubtedly a woman of many talents, and she also inspired me to create an excellent apple tart.  At the end of one of our meetings, a few of us stayed behind to talk about our favourite activities and hobbies.  That is when I discovered Milva’s love for cooking and, of course, we exchanged several recipes.  The one that intrigued me the most was her apple tart because I have always loved apple desserts and have tried many different types, but the combination of shortcrust pastry with apples and cinnamon is the best.  The texture is a delight for the palate, the smell while it bakes baffles the mind, and the different colours it takes on once it is out of the oven, make it a pleasure to the eyes.”  

Some people have a love-hate relationship with cinnamon.  We love it and use it a lot in our recipes, and not only in our desserts, but we add it to beverages too, especially since we’ve discovered how good it is for our health.  It helps the digestive system preventing fermentation in the abdomen, it can stimulate the metabolism and give us a boost when we feel low, especially after a touch of the flu or dysentery. It is an antiseptic for the respiratory system and is beneficial when you have a cold or alitosis.  It is also used as a disinfectant and helps fight glycemia.

You can read about its origins in our book, “Cinnamon is a fascinating spice which has delighted our senses for centuries with its curly shape and its unmistakable aroma.  It is said that it was used thousands of years before Christ by the Chinese, the Egyptians, the Arabs, and finally by the Europeans when traders brought it to Europe in the early 16th century.  It was used as a perfuming agent during embalming, as a preservative of meat, as a healing agent, it was burned during funerals, and by the 13th century it was used in ointments, perfumes and cooking.  Many legends surround the origin of cinnamon, one in particular says it was used by the phoenix to build its nest while another says that it originated from the region of the Nile, the river that ancients believed was the offspring of the Garden of Eden. It comes from an evergreen tree that grows in hot, moist climates. The inner bark is removed from the upper branches and it curls into sticks, also called quills.  The ground cinnamon, which is more practical, comes from large pieces of older bark that is found on the lower parts of the tree which is usually stronger and more flavourful.  Cinnamon comes from Cinnamomum verum, called  true cinnamon tree or Ceylon cinnamon tree, and is more expensive and has a mild, sweet flavour, and Cinnamomum Cassia, called Chinese Cassia or Chinese Cinnamon, from which the most common type is produced that has a more delicate aroma, the colour tends towards grey, and is thicker.  It was discovered in the early 1500s in Ceylon, what is present day Sri Lanka, the biggest exporter of cinnamon in the world today, but this versatile spice is also cultivated in Brazil, Jamaica, Java, Seychelles, Vietnam, Sumatra and Indonesia.  In Italy it is called cannella, which means little tube, and one thing is certain, I always use a lot of it!”

Crostata di mele

“To prepare our apple tart, the first thing to do is  . . . ”  – read our book and Enjoy!  🙂

I nostri cinnamon rolls alla farina di kamut


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Come promesso durante la presentazione del nostro libro, Emozioni Culinarie, ecco a voi i cinnamon rolls!  E’ una ricetta da noi reinterpretata utilizzando la farina di kamut. Delle proprietà del kamut abbiamo già parlato in alcune nostre precedenti ricette in questo blog.  Questi deliziosi rotolini alla cannella hanno origini svedesi, si sono largamente diffusi in tutto il mondo, soprattutto nei paesi anglosassoni e da li il loro nome cinnamon rolls.

Ingredienti per l’impasto per 12 rolls servono:

500 gr di farina di kamut

5 cucchiai di zucchero di canna

una bustina di lievito di birra

4 uova

50-60 ml circa di latte

120 gr di burro

un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

200 gr di zucchero di canna

abbondante cannella

150 gr di uvetta (facoltativo)

Ingredienti per la glassa:

un albume d’uovo

300 gr circa di zucchero a velo

Iniziamo setacciando la farina, aggiungiamo il lievito di birra, lo zucchero, le uova, il sale e alla fine pian piano il latte quanto basta per ottenere un impasto liscio e morbido.  Lo lavoriamo molto bene e aggiungiamo il burro freddo tagliato a dadini un pò alla volta.  In questa fase della lavorazione, l’impasto diventerà appiccicoso ma non aggiungiamo farina perché ben presto tornerà ad essere liscio man mano che lo si lavora.

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Finito di lavorare lo poniamo in una ciotola coperta da pellicola e lo lasciamo lievitare fino al raddoppio.  Finita questa fase riprendiamo il nostro impasto, lo rovesciamo sulla tavola leggermente infarinata e lo stendiamo con l’aiuto di un matterello nella forma di un grande rettangolo.  Ci spargiamo sopra abbondante zucchero di canna e cannella massaggiando leggermente.  Amando l’uvetta, ne abbiamo messa molta, ovviamente precedentemente ammollata.

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Alla fine arrotoliamo delicatamente il tutto e avvolgiamo il rotolo ottenuto nella pellicola.  Per ottenere delle fette compatte e regolari, lo poniamo in freezer per 20 minuti circa.  Successivamente lo togliamo dalla pellicola e lo tagliamo in 12 fette.  Poniamo le nostre fette, secondo il gusto personale, in una pirofila imburrata ben vicine, oppure distanziate su una leccarda imburrata.  Li spennelliamo con un pò di latte così mantengono la loro morbidezza.

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Accendiamo il forno e cuociamo i nostri cinnamon rolls a 180° per 25 minuti.  Nel frattempo prepariamo la glassa incorporando una chiara d’uovo allo zucchero a velo.  Appena i cinnamon rolls sono pronti, li togliamo dal forno e ci versiamo sopra la glassa.  Caldi o freddi, con il caffè o un buon thè, sono sempre una delizia per il palato! 🙂

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Our cinnamon rolls with khorasan flour

As promised during our book launch, here is the recipe for our cinnamon rolls!  We gave it our personal touch using khorasan flour which we’ve talked about in other recipes in this blog.  These delicious little rolls of dough originated in Sweden and have become popular all over the world, especially in the anglo-saxon countries where they got this name.

Ingredients for the dough to make 12 rolls:

500 grams of khorasan flour

5 tbsps of cane sugar

7 grams of bread yeast

4 eggs

50-60 millilitres of milk

120 grams of butter

a pinch of salt

Ingredients for the filling:

200 grams of cane sugar

lots of cinnamon

150 grams of raisins

Ingredients for the glazing:

1 egg white

300 grams of powdered sugar

First we sift the flour, then we add the yeast, the sugar, the eggs, the salt and then slowly the milk, just enough to make it all soft and smooth.   We mix it well then add the cold diced butter.  While we knead the dough it becomes sticky but it’s best not to add flour because as the butter melts the kneading becomes easier and the dough gets smoother.

When we’re done we leave the dough in a bowl, covered with plastic wrap, until it doubles its size and when it’s ready, we put it on our work table, sprinkle a bit of  flour and roll it out with our rolling pin into a large rectangle.  We sprinkle a lot of sugar on it, cinnamom and lots of raisins which we soaked in water.  We roll it well and put plastic wrap around it.  In order to get even, regular slices, we put it in the freezer for 20 minutes then we remove the plastic wrap and cut our 12 slices.

We put these slices in a greased baking pan the way we prefer, either close together or well spaced.  We brush the tops with milk so they will stay soft. They must be baked at 180° for 25 minutes so in the meanwhile we prepare the glazing by mixing the egg white and the powdered sugar.  When our cinnamon rolls are ready, we take them out of the oven, pour the glazing over them and let them sit for a while before serving.  They are excellent warm or cold, with coffee or a hot cup of tea, either way they are always a delight for our palate! 🙂