Caffebook.it – Storie culinarie: Sliced bread :-) Culinary stories: Sliced bread


Sliced bread

Il pane e le sue forme… Sliced bread!

Oggi concludiamo la nostra serie di articolo sul pane… il mese prossimo esploreremo il magico mondo del pranzo! Pranzavano gli antichi? Come si è evoluto il pranzo dagli antichi Romani fino ad oggi?  Lo sapremo nei prossimi articoli.

Perché si dice buono come il pane?

Forse perché non c’è nulla di più genuino, sincero e naturale del buon pane, specialmente quello fatto in casa… e quale profumo riesce a stordirci e scatenare immagini e ricordi più di quello del pane appena sfornato?

Le nostre narici vengono prese d’assalto da quest’aroma inebriante, ci viene l’acquolina in bocca e si scatenano sensazioni in ognuno di noi.

Magari non tutti hanno nei loro ricordi d’infanzia il rituale del fare il pane in casa…

qualcuno di sicuro ha avuto la fortuna di viversi quei magici momenti in cui le donne di casa si riunivano intorno ad un tavolo per impastare insieme. 

Non era un compito gravoso o noioso perché era vissuto con grande gioia.  Era un momento di condivisione e una festa dove si celebrava la vita, a iniziare dal lievito madre che si curava come un bambino, con tanto amore.  

Con tre semplici ingredienti, la farina, l’acqua e il lievito, si crea un’alchimia di forme, sapori, profumi e gusti. 

Solo in Italia, per esempio, esistono una miriade di tipologie di pane, e le panetterie di oggi somigliano a delle boutique dove c’è l’imbarazzo della scelta, vista la varietà e moltitudine.  

Ci sono tipi e nomi di pane che rappresentano antiche tradizioni, eccone alcuni: 

Continua su questo link:

http://caffebook.it/tecnologia/item/612-il-pane-e-le-sue-forme-sliced-bread.html

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Bread and it’s shapes… Sliced bread!

Today we end our articles on bread… next month we will begin to explore the magic world of lunch!  Did ancient civilizations eat lunch? How did the ritual of lunch evolve from the times of the ancient Romans to the present?  We will find out in our next articles.

There is an Italian saying “essere buono come il pane” which is similar to our English saying – to be as good as gold… why do they say that? Maybe because there is nothing more genuine, sincere and natural than good bread… especially homemade bread… and what aroma manages to stun us and unleash images and memories more than freshly-baked bread?  Our nostrils become filled with the inebriating smell, our mouths begin to water and we’re filled with pleasant sensations.

Not everyone has in their childhood memories the break-making ritual… some people surely were lucky enough to live those magic moments, when the women in the family gathered around the table to make bread together.  It wasn’t hard or boring work, it was considered a pleasure, a time of sharing, a celebration of life, starting with the natural yeast or the starter, which was always cared for and loved like a little baby.

With three simple ingredients, flour, water, and yeast, an alchemy of forms, flavours, scents and tastes can be created.  In Italy alone, for example, there are countless types of bread, and bakeries today look like designer stores where there is so much variety that it’s difficult to make an easy choice.  There are types and names of breads that represent old traditions, here are a few:  the brazadei, made with rye and produced in the Valtellina area in the region of Lombardia; the coppia ferrarese which is a crunchy bread made with a strong dough in the Romagna region; the pane di Matera which is a specialty of the Lucania region; the pane umbro di Terni which is well known even in other regions; the pane di Tramatza, a small town in the province of Oristano in Sardinia, which is a white bread shaped like a circle; the pane scuro di Marocca, named after the small town in the province of Massa-Carrara where it originated; the pane valdostano, made with rye; the Muffuletta, a sicilian bread made in the month of July in honour of the feast of Saint Calogero in Agrigento; the pane Munizione (ammunition bread) of the Vercelli area, which gets its name because it was the daily bread ration given to soldiers in the Napoleonic era; the pane di Genzano which is a specialty of the town with the same name located in the Castelli Romani of the Lazio region; the Piè Armesta which is one of the many types of piadine in the Romagna region;  the Puccia, a soft little round roll of the Puglia region, flavoured with olives;  the Biovone all’Alva’ made in the town of Savigliano in the area of Cuneo, traditionally made by farmers with natural yeast;  the rosetta (little rose), a typical bread of the Veneto region, which gets its name from its rose shape, made with flour, water, yeast, lard, oil, egg whites and sugar; then there are the many taralli, grissini and freselle known and produced all over Italy, which have a long conservation time, are crunchy and have a biscuit flavour.

A type of bread, though, that arrived in Italy from overseas is the sliced bread.   In 1928, an American engineer, Otto Frederick Rohwedder, invented a machine that produced, sliced and packaged bread.  This great news made the front pages of the local Missouri Chillicote Constitution-Tribune.  Later on, it was thanks to the multinational company Wonder Bread that this sliced bread gained popularity in 1930. It is widely used here in Italy too now, and we must admit it is extremely practical.  We all know how good simple things can be, and it’s really easy to prepare at home, we’ll explain how. 🙂

Ingredients:

250 grams of strong flour

250 grams of wheat flour

 10 grams of bread yeast

250 millilitres of milk or soy milk

2 tbsps of malt

50 millilitres of olive oil

1 tsp of salt

We mix the yeast in half a glass of water, we make a small crater in the flour and start making our dough, adding the milk slowly.  If you’re lactose intolerant you can use soy milk.  Halfway through, we add the sugar and finally the salt.  When the dough is almost ready, we add the oil and continue kneading until it is nice and smooth.  We put it in a bowl, cover it with plastic wrap, and leave it to rise until it has doubled in size.  Then we take the dough, we flatten it out with our hands, and shape it into a rectangle which we then roll and place in a buttered bread-baking pan.  We cover it with plastic wrap and leave it to rise again.  When it has doubled in size, we brush the top with milk and bake in a pre-heated oven at 180° for 45 minutes.  Once it is done, we leave it to cool really well, at least half a day, before we slice it… stuff it… and bite into it!

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Caffebook.it – Storie culinarie: Il pane nel mondo e i Parker House rolls :-) Culinary stories: Bread in the world and Parker House rolls


Benvenuti al consueto appuntamento con le nostre storie culinarie.

Oggi vogliamo fare un viaggio… nel mondo del pane che viene creato nei vari paesi. 

Ogni Paese vanta una tradizione propria nella forma, nel metodo di panificazione, nel gusto, e ha la sua specialità utilizzando ingredienti e preparazioni differenti, ma i gusti sono sempre unici. Sappiamo che il pane, per quanto sia un alimento semplice, è alla base dell’alimentazione di vari popoli, tranne per coloro che per qualche motivo non possono dedicarsi all’agricoltura, come per esempio gli Esquimesi. 

Nei paesi freddi, infatti, è più diffuso il pane fatto con la farina di segale che è un cereale resistente al freddo, mentre nella parte dell’Europa con clima mite, troviamo il pane fatto con farina di frumento

Bianco, nero, duro, morbido, semplice oppure condito, in un modo o un altro tutti amano questo punto fermo dell’alimentazione dell’uomo.

Il pane del mondo: tutti i tipi, le farine e le preparazioni:

Dalla metà di 19° secolo si diffuse in Germania l’utilizzo della farina di segale, nutriente e saporita, che ha la caratteristica di un’ottima conservabilità.

Uno dei pani tedeschi più famosi è il Bauernbrot, che prevede acqua, farina, lievito e sale, con l’aggiunta di semi di girasole o frutta secca.

In molte zone della Gran Bretagna è largamente diffuso l’utilizzo della farina di avena, che ha un alto contenuto proteico e lipidico, ed è adatto ai paesi dal clima rigido. 

Il Francia troviamo la famosissima baguette, croccante fuori e morbida dentro, diventata anche un simbolo nazionale, realizzata con farina bianca di frumento

In Cina, dove si preferisce il riso al pane, vengono preparati piccoli panini che vengono cotti al vapore. 

In Medio Oriente il pane rappresenta una vera e propria posata, ha l’aspetto della nostra piadina, ma è sostanzialmente differente nel gusto ed è morbido perchè prevede lievitazione.  

Il tipo di pane diffuso in Russia è quello nero, mentre in alcuni paesi dell’Est è comune l’uso del miglio

In India si può gustare l’ottimo Naan, fatto con grano e cotto in un speciale forno tandoori, comune anche in parti del Centro e del Sud-Est asiatico.  

In Giappone, famoso è il Curry Bread farcito con curry e fritto, raramente cotto in forno, dalla forma circolare e avvolto con pane grattugiato sfarinato. 

In Brasile fanno dei deliziosi piccoli panini tondi e ripieni di formaggio chiamati Pao de queijo

Il tradizionale Bammy giamaicano è un pane piatto cotto su una piastra rovente, nel quale impasto viene mescolato la manioca, un popolare tubero sudamericano.

In Norvegia si produce il Lefse, una focaccia simile alla tortilla di farina, ma impastata con patate, che viene mangiata ripiena come un involtino, dolce o salata.

In Findlandia, invece, si trova il Dark Rye bread, un pane di segale al 100% che rimane più spesso, alquanto gommoso e dal sapore un pò acidulo. 

In Colombia e in Venezuela ci sono dei buonissimi panini morbidi chiamati Arepas, che somigliano alla tortilla, che vengono farciti con formaggio e carne.

Il Pan Cubano si ispira a quello francese, dalla forma di pagnotta lunga e sottile, al quale impasto viene aggiunto strutto. 

In Eritrea l’Himbasha è un pane leggermente dolce nel quale vengono usati tanti semi di cardamomo.

In molti paesi africani si trova il pane di sesamo e anche il pane di Teff

In America, prima della conquista europea, era diffuso l’uso di granturco o mais, e nelle zone di montagna era, ed è presente, la quinoa. Ci sono tantissimi tipi di pane che si possono gustare in Italia, e ne parleremo nel nostro prossimo articolo. 

Per ora nominiamo uno dei nostri preferiti, il pane di Altamura, dalla fantastica crosta croccante, considerato il re del pane di semola di grano duro. 

Il grano viene mescolato con il lievito naturale a pasta acida, acqua e sale, e lievitata per lungo tempo.  In Italia, a Sant’Angelo Lodigiano, un bellissimo centro agricolo in Lombardia, c’è il Museo del Pane, ospitato presso le sale del Castello Visconteo del 13° secolo. 

Anche nel Museo Etnografico di Nuoro, in Sardegna, si possono ammirare una raccolta dei vari tipi di pane caratteristici dell’Isola.

Come abbiamo visto, questi vari tipi di pane sono molto diversi tra loro, per alcuni è necessario la lievitazione per altri no. 

Continua su questo link:

http://caffebook.it/tecnologia/item/593-tutto-il-pane-nel-mondo-e-il-parker-house-rolls.html

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Welcome to our usual appointment with our culinary stories.

Today we want to take a journey… in the world of the bread that is created in various parts of the world.

  Every country has its own tradition regarding the shape, bread-making method, taste, and its own specialty in the use of ingredients and different preparation, but the flavours are always unique.

We know that, although bread is a simple food, it is fundamental to the nutrition of various populations, except for those who for one reason or another cannot farm, for example the Eskimo.

 

In cold countries, in fact, bread made with rye is more common because this grain resists better in cold climates, while in the temperate European climates we find bread made with wheat flour. 

White, black, hard, soft, simple or flavoured, everyone loves this central element of man’s diet.

From the mid-1900s the use of rye, which is nutritious, tasty and preserves well, spread throughout Germany. 

One of the most famous German breads is the Bauernbrot, made with water, flour, yeast, salt and sometimes the addition of sunflower seeds and dried fruits. 

Oat flour, which has a high protein and lipid content, is widely used in many parts of Great Britain, it being suitable in cold climate countries. 

In France we find the famous baguette, a national symbol, crunchy on the outside and soft on the inside, made with white wheat flour. 

In China, where people prefer rice to bread, small steam-cooked rolls are made. 

In the Middle East bread represents an actual tool used to gather food, and their bread is flat yet soft and leavened. 

The most popular bread eaten in Russia is black bread, while in some of the Eastern countries millet is quite commonly used in bread making. 

In India, but also in some parts of Central and Southeast Asia, we find the delicious Naan bread made with wheat and cooked in the typical tandoori. 

In Japan there is the famous fried Curry Bread which is sometimes baked instead of fried, and is shaped like a ring and covered with breadcrumbs.  

In Brazil one can taste the small, round, delicious rolls filled with cheese called Pao de queijo

Jamaica’s traditional Bammy bread is flat, cooked on a hot griddle and contains cassava, a popular South American tuber. 

In Norway we find Lefse, a bread that resembles a flour tortilla but made with potatoes, eaten either sweet or savoury and stuffed. 

In Finland, instead, there is the Dark Rye bread, which is thick, a bit gummy, slightly sour and delicious. 

In Colombia and Venezuela there are delightfully soft rolls called Arepas that resemble tortillas and are eaten filled with cheese and meat.

The Pan Cubano is made with lard and resembles French bread, shaped like a long, thin loaf.

In Eritrea there is the Himbasha, a slightly sweet bread to which lots of cardamom seeds are added. 

In many African countries there is sesame bread and Teff bread

In America, before the European conquest, cornmeal was used and in the mountainous areas quinoa was, and still is, used today. 

There are many different types of bread that can be enjoyed in Italy, but we will talk more about these in our next article.  For now, we will mention one of our favourites, the Altamura bread, which has a fantastically crunchy crust and is considered the king of durum wheat flour bread. 

The flour is mixed with sourdough natural yeast, water, salt and is left to rise for a long time.  In Italy, in Sant’Angelo Lodigiano, a lovely agricultural city in the region of Lombardia, there is the Museo del Pane (bread museum) hosted in the halls of the 13th century Castello Visconteo. 

There is also the Museo Etnografico di Nuoro (ethnographic museum) in Sardegna, where one can admire a collection of various types of bread that are typical of the island.

As we can see there are many different types of bread, all different, some leavened and some not.  In the western world there is the common use of natural rising agents which is unfortunately used only in homes and by restaurant owners but not used on a wide-scale because this method is slow and needs natural biological processes that are more delicate and complicated than the only biochemical reaction.

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http://caffebook.it/tecnologia/item/479-culinary-stories-bread-in-the-world.html

Lo Zodiaco culinario – Cancro – Mozzarella in carrozza al forno :-) The culinary Zodiac – Cancer – Baked golden-crusted mozzarella sandwich


Mozzarella in carrozza al forno

Il quarto segno dello zodiaco è il Cancro ed è il segno della tenacia, del senso di protezione verso la famiglia, la fedeltà di coppia, del sentimento profondo, ma anche dell’irascibilità, dell’insicurezza, e quando vuole il Cancro si nasconde, proprio come un granchio.  E’ un segno dalla straordinaria sensibilità che deriva dalla sua natura di segno d’Acqua, ma anche dal dominio della Luna che rende le persone, nate sotto questo segno, singolarmente emotive. Sono molto legate alle loro radici, e difficilmente si allontanano troppo dalla famiglia di origine.  Le donne Cancro tendono ad avere un legame molto forte con la mamma, tanto da mettere spesso il partner in secondo piano.  Le persone di questo segno sono legate moltissimo al passato e la loro tendenza ad avere sfiducia nel presente, a sentirsi un po’ smarriti nell’ oggi, fa sì che possono sembrare capricciosi, ma non è così perché in realtà hanno difficoltà a vivere con serenità il presente. Amano la propria casa, la musica, le pantofole, la vita tranquilla e non hanno grandi ambizioni, ma compiono il proprio dovere con uno straordinario senso del dovere.  Riescono a tenere ben separati la loro vita professionale e quella affettiva, assicurandosi così una stabilità famigliare.  Hanno un continuo bisogno di rassicurazione e di conferma, e tendono a mettere alla prova le persone che amano.

Nati sotto il segno del Cancro sono romantici e quando amano danno il massimo proteggendo e coccolando il partner, chiedendo in cambio dedizione e fedeltà.  La loro timidezza e sensibilità estrema sono le caratteristiche che li fanno sembrare flemmatici, misteriosi, taciturni e difficili, ma questo è perché loro vivono fra due mondi: quello esterno che considerano pericoloso, e quello interno pieno di memorie e sentimenti.  Amano viaggiare, stare al mare, e circondarsi degli amici fidati che di solito frequentano dall’ infanzia.  La loro spiccata sensibilità fa sì che sono in grado di capire gli stati d’animo delle persone care, cosa che è molto apprezzata.  Gli uomini del Cancro sono fantasiosi e la loro donna ideale è molto femminile. Le donne del Cancro sono tradizionaliste e preferiscono uomini romantici. 

Le persone nate sotto questo segno si adattano molto bene in diverse professioni e dimostrano di essere molto portate per il lavoro in proprio perché hanno coraggio e costanza.  Sono però anche predisposti per lavori nel campo dell’artigianato, nel campo medico e infermieristico, e archeologico. 

Per quanto riguarda l’alimentazione, il Cancro ha spesso problemi di stomaco dovuto al fatto che è emotivo e a volte ansioso, quindi è preferibile un’alimentazione leggera, con pochi condimenti e spezie.  Dovrebbe prediligere pasti lenti, tranquilli, ricchi di proteine vegetali ma anche latticini, cavoli e agrumi.  Noi abbiamo pensato di dedicargli la nostra Mozzarella in carrozza al forno… un pasto leggero da gustare in tutta serenità in qualsiasi momento della giornata.  🙂

Ingredienti per 2 persone:

4 fette di pane casareccio a lievitazione naturale

1 mozzarella da 250 grammi

2 alici sott’olio

2 uova

1 pizzico di sale

2 cucchiai di olio EVO

Pane grattugiato sufficiente per la panatura

La nostra mozzarella in carrozza fatta al forno, è ugualmente golosa anche se diversa dalla ricetta tradizionale, che prevede la frittura di ogni fetta di pane, la farcitura, e la seconda frittura. Per realizzarla iniziamo tagliando a fette la mozzarella e le mettiamo da parte.  Prendiamo 2 fette di pane, mettiamo sopra la mozzarella e l’alice e copriamo con l’altra fetta di pane.  In una terrina sbattiamo le uova, aggiungendo un pizzico di sale, e immergiamo le fette prima da una parte e poi dall’ altra.  Le sgoccioliamo e le passiamo nel pane grattugiato cercando di fare aderire molto bene la panatura anche ai bordi.  In una teglia mettiamo la carta forno, adagiamo le nostre mozzarelle in carrozza, passiamo sopra un filo d’olio e inforniamo alla massima temperatura.  Quando sono ben dorate in superficie, le giriamo e poco dopo le possiamo gustare calde, fragranti e leggere! 

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The fourth sign of the zodiac is Cancer, a sign known for its perseverance, sense of family protection, loyalty in love, deep feelings, but also for its quick temper, uncertainty and ability to close up like a crab in its shell when needed.  Cancer people have an extraordinary sensitivity that comes from Cancer being a water sign, but also due to the impact the moon has on people, making them very emotional.  They are deeply attached to their roots and rarely move too far away from their family of origin.  Cancer women tend to have a very strong attachment to their mothers, a times putting their partner in second place.  The people born under this star sign are very much attached to the past and have a tendency to feel doubtful about the present, which often makes them feel a bit at a loss.   This can make them seen capricious, but they aren’t, they just have trouble living in the present with serenity.  They have a constant need to be reassured and tend to often put their loved ones to the test.  They love music, their home, their slippers, the peaceful life and don’t have great ambitions.  They do, however, carry out their duties with an extraordinary sense of duty.  They have the ability to keep their professional and private lives separate, and this gives them a good sense of balance in both. 

People born under this sign are romantic and give it their all in a romantic relationship, protecting and pampering their partner while asking for total devotion and loyalty in return.  Their shyness and extreme sensitivity at times makes them seem laid-back, mysterious, quiet and difficult, but this is only because they live in their two worlds:  the exterior one which they consider dangerous, and the interior one made of memories and feelings.  They love to travel, go to the sea, and surround themselves with their loyal friends whom they’ve probably known since childhood.  Their strong sensitivity allows them to quickly pick up on the moods and frame of mind of their loved ones, a thing that is very much appreciated by all.  Cancer men are inventive and their ideal woman is very feminine.  The women of this sign are traditional and prefer men who are romantic. 

Cancer people in general adapt extremely well to different professions and are very capable entrepreneurs thanks to their courage and perseverance.  They do well in handicrafts, in the medical and nursing fields, as well as in archaeology. 

With regard to nutrition, people born under this sign tend to have stomach problems due to their emotional and often anxious nature.  They should choose simple, light foods with little condiments and spices.  They should eat slowly, serenely, and enjoy meals rich in vegetable protein but also milk products, cauliflower and citrus fruits.  We’ve decided to dedicate our Mozzarella in carrozza al forno (baked mozzarella in a carriage) – Baked golden-crusted mozzarella sandwich, which is light and can be enjoyed calmly in any moment of the day.  A very easy-to-make sandwich which is similar to grilled cheese and cheese on toast, with an Italian twist. 🙂

Ingredients for 2 people:

4 slices of homemade natural yeast bread

1 mozzarella that weighs about 250 grams

2 anchovies

2 eggs

1 dash of salt

2 tbsps of extra virgin olive oil

Breadcrumbs

This version of the mozzarella in carrozza baked instead of fried, is just as good as the original recipe, which calls for each slice of bread being fried, stuffed, and fried again.  We cut the mozzarella into small slices e set them aside. We get the two slices of bread, put the mozzarella and the anchovies on them and cover them with the other slices of bread.  We beat the eggs in a bowl, add some salt, then dip the sandwiches, first on one side then the other. We let them drip a bit then put them in the breadcrumbs, allowing for this to stick well on all sides of the bread.  We then put the sandwiches on a baking dish, sprinkle with a bit of olive oil and bake at high temperature until golden.  We turn them so they can bake well on both sides and then eat them nice and warm, fragrant and light! 

 

 

 

 

 

 

 

Caffebook.it – Storie culinarie: Il pane ai cereali :-) Culinary stories: Wheat bread


Benvenuti al consueto appuntamento con le nostre storie culinarie.

Continuiamo il nostro racconto sulla storia di questo alimento tanto antico quanto importante.

Pane ai cereali

Come dicevamo nel precedente articolo, gli antichi Romani erano molto abili nel fare il pane.  Purtroppo questa maestria si perse durante le tante invasioni barbariche, fino al Medioevo, periodo in cui le panetterie di una certa importanza, si potevano trovare solo nei monasteri.  Da documenti storici leggiamo che già dal 1200 erano previste norme che riguardavano l’approvigionamento e la macinazione del grano, la gestione delle acque usate dai mulini, e la vendita del pane, con dazi e tasse fissati dai governatori delle città e degli stati. Queste tasse aumentarono sempre di più, fino a toccare un tetto massimo nel 1600.  Oltre al peso di pagare questa cifra impopolare per avere pane sulla propria tavola, il popolo subiva l’ingiustizia di vedere che c’erano molti privilegiati esenti da questa tassa: il clero, gli impiegati e operai della zecca, presidenti e consiglieri dello stato, varie famiglie private e così via. 

Fu durante il Rinascimento che si iniziarono a produrre diversi tipi di pane, in base al ceto sociale. 

In Italia nel 1600 la miseria imperversava, c’era grande penuria di cibo, e i poveri pativano grandi disagi.  Per loro c’era il pane scuro, che si creava impastando crusca, segale, miglio e altri semi. C’era poi il pane arricchito con l’olio e spezie per chi poteva permetterselo.  

Anche dall’arte capiamo quanto è sempre stato importante il pane.

Basta guardare gli affreschi, i quadri, i bassorilievi e gli oggetti in cui vengono raffigurate scene che rappresentano le fasi di lavorazione e di vita domestica, dove il pane è protagonista. Vediamo scene di semina, di raccolta, di macinazione, di creazione, di cottura del pane nonché degustazione di pani di ogni tipo.  Con l’arrivo della stampa, poi, è arrivata anche la divulgazione di testi che trattano di questo alimento e della sua importanza sia economica che sociale.

Nei periodi di calamità naturali, gli allagamenti dei campi si alternavano a grande siccità distruggevano i raccolti e portavano le popolazioni a situazioni di grande carestia. 

Verso la fine del 1800………

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http://caffebook.it/tecnologia/item/573-storie-culinarie-il-pane-ai-cereali.html

 

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Welcome to our usual appointment with our culinary stories.

 Our story about this ancient and truly important food, bread, continues. 

As we said in our previous article, the ancient Romans were very skilled at making bread, but unfortunately this mastery got lost during the numerous barbarian invasions, up until the Middle ages, a time in which the only bakeries of any importance were found in monasteries.  As we can read in historical documentation, there were rules regarding the supply and milling of wheat, the management of water mills and the sale of bread, with excise duty and taxes decided by the governors of the cities and states, as far back as the 1200s.  These increased more and more, reaching a peak in the 1600s.  Besides the weight of having to pay these taxes in order to put bread on their tables, the people had to suffer the injustice of seeing that there were a vast number of privileged people who were exempt from payment:  the clergy, employees of the mint, presidents and counsellors of the state, various private families, and so on.

Various types of bread began to be produced during the Renaissance, according to the people’s social status. 

In Italy, in the 1600s, poverty was rampant and there was shortage of food.  The poor were able to make a dark bread by mixing bran, rye, millet and other seeds, those instead who could afford it, added some olive oil and spices to flavour their bread.  The importance of bread is also depicted in art, and we see this when we look at the frescoes, the paintings, the bas-relief and the objects created over the centuries. 

Bread is often represented as the protagonist and the various phases of its production and family life is shown.  

We can admire scenes of sowing, reaping, milling, creation and baking of bread, as well as its sampling.  With the printing press, various publications that spoke about this food and its economic and social importance were made available to people.  During the times of natural calamities, floods and droughts destroyed the harvests and brought famine. 

In Italy, towards the end of the 1800s………..

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http://caffebook.it/tecnologia/item/477-culinary-stories-wheat-bread.html

 

Caffebook.it – Storie Culinarie: il pane al farro :-) Culinary Stories: spelt bread


 

Benvenuti al consueto appuntamento con le nostre storie culinarie.

Oggi vogliamo iniziare a raccontarvi la storia di un alimento conosciuto, in una forma o un’altra, in tutto il mondo.  Non crediamo che esista un paese dove non si consuma o dove non si conosce una qualsiasi forma di pane, fatta con farina di frumento oppure altri cereali, lievitato oppure no. E’ un alimento molto semplice, che per tantissimi anni è stato fondamentale per sfamare molti popoli, ed è molto antico. Nei libri di storia si può leggere che fece la sua comparsa nel Neolitico con la nascita dei primi insediamenti e dell’agricoltura, che portarono alla creazione di strumenti, utensili e tecniche agricole. I cereali divennero basilari per l’alimentazione dell’uomo e con il tempo si raffinarono le tecniche per la sua coltivazione e macinazione. Sono stati trovati reperti di semi di cereali fossili e utensili nelle aree archeologiche delle antiche civiltà della Mesopotamia, dell’Egitto, del Centro Europa, del Nord Europa, e anche in Grecia e in Italia, come anche incisioni e bassorilievi che raccontano dell’esistenza del frumento.  Si può presumere che il primo pane fu la focaccia non lievitata, fatta di farina impastata con acqua, cotta su sassi roventi. La storia ci insegna che gli Egizi, grandi agricoltori, furono praticamente i primi grandi panettieri e usavano la tecnica che oggi chiamiamo la “lievitazione naturale” perché creavano pani gonfi e fragranti aggiungendo all’ impasto, di chicchi macinati e acqua, anche un pezzo d’impasto avanzato. Questo pezzetto dal sapore acido, che veniva custodito con cura, oggi lo chiamiamo lievito naturale.  I segreti di panificazione degli Egizi furono poi trasmessi agli Ebrei che attribuivano al pane profondi significati religiosi, infatti i fornai erano considerati persone di grande prestigio. Si parla del pane nella Bibbia, ed è conosciuta la sua sacralità nell’ uso nei rituali religiosi.  Gli antichi Greci, per i quali il pane era associata alla fecondità della terra, perfezionarono la tecnica d’impasto e cottura.  Con grande creatività aggiunsero ai loro pani varie spezie ed aromi, creando una notevole varietà.   Gli antichi Romani consideravano i cereali, e in particolare il farro, una parte molto importante della loro alimentazione, e la farina che ottenevano dalla sua macinazione era ottima per la panificazione.  Il farro veniva usato anche come polenta, zuppa e per fare focacce. Producevano anche farina bianca e allestivano forni pubblici dove si preparava e vendeva pane agli abitanti della città. 

Fu proprio nell’antica Roma,…

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http://caffebook.it/tecnologia/item/542-storie-culinarie-il-pane-al-farro.html

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Welcome to our usual appointment with our culinary stories.

Today we want to begin with the story of a food that is well known, in one form or another, all over the world.  We don’t think that there is a country where bread is not eaten, or at least known in some form, made with wheat or other cereals, risen or not.  It is an ancient and very simple food which for many years was extremely important to feed entire populations. We can learn from history books that it existed in the Neolithic, with the creation of the first settlements and with farming, that then led to the creation of tools, utensils and farming techniques. Grains became a basic food in man’s daily diet and with time the farming and grinding techniques improved.  Archaeological evidence shows the existence of seed and utensil fossils in the areas of ancient civilizations in Mesopotamia, Egypt, Central Europe, Northern Europe, and also in Greece and Italy. Incisions, bas-relief and engravings that tell the story of the existence of wheat have also been found. We can assume that the first type of bread ever made was a sort of unleavened flat bread created by mixing flour with water and cooked on red-hot stones.  History books tell us that the Egyptians were great farmers, they were practically the first bread makers and used a technique that today we call natural leavening process. They made fluffy and fragrant breads adding a bit of left-over dough to the flour and water. This little bit of bitter-flavoured dough was saved carefully and today we call it natural yeast .  The Egyptians then passed their bread-making secrets on to the Jews who attributed a great religious importance to bread, therefore, Jewish bakers were considered people of great prestige.  We read about bread in the Bible and its sacredness is well known in religious rituals.  The ancient Greeks, for whom bread was associated with land’s fertility, perfected the art of bread making.  They used their great creativity and added various spices and herbs to their bread, thus creating a remarkable variety.

The ancient Romans considered grains, and particularly spelt,…

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http://caffebook.it/tecnologia/item/264-culinary-stories-spelt-bread.html

I cornetti de Il Corniolo :-) Il Corniolo’s cornetti (or croissant?)


Cerchiamo il silenzio puro, la pace, la tranquillità, i profumi del bosco e dei prati? Vogliamo ammirare un campo di girasoli e filiere di frutti di bosco, un piccolo orto e grandi vasi di alberi di agrumi?  Vogliamo una piscina dove rilassarci lontani dal caos della città? E magari la sera vogliamo il buio totale per poter vedere le lucciole svolazzare?  Sembra impossibile ma non lo è!  Vogliamo svegliarci la mattina con il canto degli uccellini alle prime luci del giorno e trovare una tavola apparecchiata per la colazione con prodotti speciali… pane con lievito madre integrale, marmellate fatte in casa e cornetti divini?  Sembra impossibile ma non lo è perché questo luogo esiste e si chiama Il Corniolo!  Si trova in Umbria vicino Perugia,  città fondata dagli Etruschi, ricca di storia, arte, monumenti, nonché sede culturale e universitaria.

Il Corniolo è un posto speciale, perché è speciale chi lo cura e lo ama, la Signora Franca. Mi è rimasto nel cuore durante un mio soggiorno nel mese di Giugno, come mi sono rimasti nel cuore i suoi cornetti, sfogliati con solo 150 grammi di burro. Grazie agli insegnamenti della Signora Franca ho imparato a farli, e abbiamo voluto replicarli per voi!

Ingredienti
500 grammi di farina forte
50 grammi di zucchero
150 grammi di lievito madre oppure 20 grammi di lievito di birra
275 grammi di liquido di latte e 2 piccole uova mischiati insieme
Scorza di limone e arancia
1 cucchiaino di sale
25 grammi di burro
150 grammi di burro per la sfogliatura

La sera prepariamo l’impasto brioche.  Sciogliamo il lievito, aggiungiamo la farina piano piano, poi le uova con il latte, gli aromi e infine il sale. Impastiamo bene e alla fine incorporiamo il burro tagliato a dadini mettendolo un poco alla volta. Quando l’ impasto sarà ben lavorato e liscio, lo poniamo in una ciotola con coperchio, e lo lasciamo lievitare in frigo per tutta la notte. Al mattino stendiamo il burro tra due fogli di pellicola, in una sfoglia sottile.  

Stendiamo l’impasto e mettiamo sopra la sfoglia di burro.  Facciamo una piega a quattro e lo lasciamo in un vassoio coperto con pellicola, per una mezz’ora in frigo. Dopo lo riprendiamo, lo stendiamo sempre con dei colpetti di mattarello, e prima di piegarlo in tre, per non fare uscire il burro, ci passiamo sopra il mattarello per 2 o 3 volte.

Dopo averlo piegato a tre, lo rimettiamo in frigo.  Ripetiamo questa operazione per altre due volte.  Dopo l’ultima piega e il riposo di mezz’ora, lo stendiamo in un lungo rettangolo e ricaviamo dei triangoli a forma isoscele. Li arrotoliamo partendo dalla base e li mettiamo a lievitare fino al raddoppio.

Noi abbiamo utilizzato il lievito madre quindi la seconda lievitazione è durata tante ore, dalla mattina alla sera.  Chi usa il lievito di birra, il tempo sarà minore.  Una volta lievitati li abbiamo spennellati con il latte e infornati a 180° fino a che non hanno assunto il loro caratteristico colore.  Il profumo è inebriante… una bella esperienza oserei dire… come è stato il mio soggiorno a Il Corniolo e l’avere conosciuto la Signora Franca! 🙂

 

http://www.agriturismocorniolo.it/en

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Do we want silence, peace, tranquillity and the clean smell of woods and fields?  Do we want to admire a field of sunflowers or mixed berries or vegetables and planted citrus fruit trees?  Do we want a pool where we can relax away from the city chaos? … and maybe total darkness where we can enjoy watching fireflies at night?… it’s not impossible!  Do you want to wake up in the morning hearing birds chirping at dawn and find a breakfast table set just for you with special products like homemade bread, jams and divine cornetti… because all this is absolutely possible at Il Corniolo!  It’s in Umbria, near Perugia, a city founded by the Etruscans, rich in history, art and monuments, a cultural and touristic destination, as well as home to a renowned university.  

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Il Corniolo is a very special place because the owner who loves it and cares for it is special… Signora Franca. I had the pleasure of meeting her during my holiday at her farmhouse in June, and I’m very fond of her, as I am fond of her delicious cornetti, prepared with only 150 grammes of butter.  You might be wondering what the difference is between a cornetto and a croissant.  Well, basically it’s all in the lamination process and the amount of butter used. French croissants have more butter and the folding and rolling process allows for the rolled dough to have many layers of butter in it, making the final result crispy and flaky. Italian cornetti are not laminated as much, jhave less butter, can contain more sugar, and the final result is more similar to enriched bread or cake.  Thanks to Signora Franca, who taught me her recipe and her technique, we’ve decided to prepare them together… and here they are!

Ingredienti
500 grammes of strong flour
50 grammes of sugar
150 grammes of starter or 20 grammes of regular bread yeast
275 millilitres of milk and 2 small eggs beat together
Grated lemon and orange peels
1 tsp of salt
25 grammes of butter
150 grammes of butter for the pastry

We prepare the dough the night before.  First we melt the yeast in a bit of water at a room-temperature, then we slowly add the flour, the eggs and milk, the grated fruit and lastly the salt.  We knead well and finally mix in the diced butter, a bit at a time.  When this is all mixed and the dough is smooth, we place it in a bowl with a lid and leave it in the fridge all night.  The next morning, we flatten out the butter with a rolling pin, hitting it a few times gently, not rolling it, while it is in plastic wrap.  

We roll out the dough and place the rolled out butter on it, we fold it in four and leave it on a tray, covered with plastic wrap, and place it in the fridge for half an hour.  After that, we take it out, flatten it gently with the rolling pin then roll the rolling pin over it 2 or 3 times with just enough pressure to prepare it for folding without letting the butter seep out. 

After we’ve folded it 3 times, we put it back in the fridge.  We do this two more times. After the last half-hour rest and folding process, we roll it out into a rectangle and cut isosceles triangles which we then roll starting from the base, and we leave them to rise until double the size.

We use our starter so the second phase of rising lasts many hours, from morning to evening, but if you use regular yeast it will take less time.  Once the cornetti have risen, we brush some milk on them and place them in the oven at 180° to bake until golden.  The smell from the oven is inebriating… a great experience I would say… just like my holiday at Il Corniolo and having made friends with Signora Franca! 🙂

 

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Caffebook.it – Storie Culinarie: le fette biscottate :-) Culinary Stories: double-toasted bread


Benvenuti al quarto appuntamento con le nostre storie culinarie.

Abbiamo parlato della merenda e della colazione degli italiani, e oggi vi proponiamo le fette biscottate, quelle fette di pane di forma quadrata cotte due volte in forno, come dice appunto il suo nome.  Non sono né dolci né salate e si accompagnano benissimo a qualsiasi marmellata, miele, crema spalmabile, ma anche ai formaggi cremosi, oppure gli affettati.  Si trovano ormai in commercio in tante varianti, integrali, all’avena, alla segale, arricchite con cacao, con orzo, riso o altri cereali soffiati.  La loro origine risale all’ottocento e furono create in una comunità mennonita prussiana per risparmiare ed evitare sprechi, oltre che per creare un prodotto che si potesse conservare per molto tempo.  I mennoniti si sono poi stabiliti in varie parti del mondo, portando con loro le proprie tradizioni culinarie, e questo pane biscottato ben presto si diffuse diventando un prodotto di largo consumo.

Dal punto di vista alimentare, le fette biscottate sono più caloriche del pane perchè il processo di tostatura fa evaporare molta acqua, quindi a parità di peso danno un apporto energetico maggiore.  Sono pratiche, appetibili, e croccanti,  e una fetta biscottata standard fornisce circa 30 kcal.  Sono arrivate sulle tavole italiane negli anni 70, quando iniziò timidamente a fare sentire la sua presenza nella colazione italiana, anche lo yogurt, cibo della tradizione dell’Est Balcanico, che grazie al miglioramento della condizione economica e l’aumento dell’educazione alimentare, divenne anch’esso sempre più diffuso.  In quel periodo ci furono cambiamenti a tavola e cominciò un’onda salutista, mentre nelle piazze ci furono le prime contestazioni sociali.  Ci fu anche il desiderio del ritorno alla natura, alla qualità della vita e della famiglia.  Infatti, anche gli spot pubblicitari mandavano in onda scene di vita quotidiana della famiglia felice intorno al tavolo che gusta una buona colazione tutti insieme.   Nel vocabolario italiano spuntò il concetto del “light” e nella nostra colazione entrarono le fette biscottate che prima di allora erano poco diffuse.  In passato si chiamavano biscotti della salute, di origini piemontesi, ed erano un tipo di pane dolce, tagliato a fette e cotto due volte in forno.  Erano ricchi di ingredienti come il burro, le uova, il latte e il miele, e il riferimento alla “salute” era dovuto al fatto… 

Continua su questo link:

http://caffebook.it/tecnologia/item/465-storie-culinarie-le-fette-biscottate.html

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Welcome to our fourth appointment with our culinary stories.

We’ve talked about the Italian breakfast and snacks, so today we want to talk about the small, square, double-toasted breakfast bread called fette biscottate (twice-baked slices). They’re neither sweet nor savoury and go really well with jams, honey, spreads, but also with creamy cheeses or cold cuts.  They can be found in many varieties, with whole wheat, oatmeal, rye, with cocoa, malt, rice and other types of puffed cereal. They date back to the 1800s and were actually created by a Prussian Mennonite community in order to avoid waste and have a product that could be kept for long periods of time. The Mennonites then emigrated to various parts of the world, taking with them their culinary traditions, and these double-toasted or twice-baked bread slices soon became very popular in the world.

From a nutritional point of view, they have more calories than bread because the toasting process makes the water content evaporate, so when compared to the same amount of bread the energy supply is greater.  They are very practical, appetizing and crunchy, and one fetta biscottata is 30 kcals.  They arrived on the Italian breakfast tables in the 70s, along with the slowly spreading use of yogurt, a traditional food from the Balkans.  All this was thanks to the improvement in the economic condition of the people and the increase in their knowledge of foods and related nutritional values. There were many social changes going on in Italy at that time, and not only regarding food. There was a desire for a return to nature, for a better quality of life and in particular a better family life.  Even TV commercials started showing scenes of happy families sitting around the table enjoying a breakfast together, or in parks doing outdoor activities as a family.  The word “light” appeared in the Italian vocabulary, as a way to describe less caloric foods.  The fette biscottate, which up to then had been called biscotti della salute, or health biscuits, became a staple food for breakfast.  The so-called health biscuits were or northern Italian origin and were a type of sweet bread that was traditionally sliced and baked twice in the oven and enriched with butter, eggs, milk, honey and were, therefore, considered healthier. They were first put on the Italian market…

 

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http://caffebook.it/tecnologia/item/279-culinary-stories-fette-biscottate-twice-baked-slices-with-khorasan-flour.html

 

Lo Zodiaco culinario – Acquario – Girelle salate :-) The culinary Zodiac – Aquarius – Savoury twirls


Photo a cura di: http://www.astrel-instruments.com/#!gallery/ctwz

Da oggi si parte per un’avventura nel mondo dello Zodiaco!

Facendo un giro sui vari siti internet, e cercando il significato della parola astrologia, si legge:  deriva dal greco antico astrologhía astêr/asteros stella+ lógos discorso, arte divinatoria basata sulla credenza che gli astri possono avere un’influenza sul carattere delle persone;  un complesso di credenze prive di fondamento scientifico che ritiene che le posizioni e i movimenti dei pianeti possono avere una influenza sugli eventi umani; un insieme di concetti, teorie e metodologie fondate sul convincimento che la posizione degli astri possa condizionare i fatti terrestri;  lo studio delle posizioni e i movimenti dei pianeti e di altri corpi celesti, traducendoli in previsioni di eventi, oroscopi, ed inclinazioni individuali e comportamentali…

L’astrologia è un’arte divinatoria antica e controversa, e secoli di progresso scientifico non ne hanno diminuito l’interesse. Che ci si creda all’oroscopo oppure no, che ci sia una curiosità occasionale, le statistiche dicono che gli affezionati, più o meno abituali, sono circa la metà del popolo italiano.  Lo erano re, imperatori, capi di stato e celebrità del mondo dello spettacolo.  Persone che non prendevano una decisione o un appuntamento senza prima consultare il proprio astrologo di fiducia, e questo succede ancora oggi.  Non c’è nulla di male a divertirsi leggendo il proprio oroscopo, stando attenti però a non lasciarsi influenzare.  Perchè c’è tanto interesse per le previsioni o i profili caratteriali di una persona?  Può essere il desiderio di definire la propria personalità o quella degli altri? 

Beh, anche noi vogliamo divertirci proponendovi di volta in volta un segno zodiacale al quale vogliamo dedicare una nostra ricetta. 

Iniziamo con il segno dell’Acquario:  E’ considerato il segno degli ideali umanitari, gli Acquari cercano di migliorare la vita degli altri con il loro intelletto, e credono nella giustizia sociale.   Hanno bisogno di libertà, sono sognatori e anticonformisti.  Mostrano un grande senso di rispetto per l’amicizia, che per loro è un valore fondamentale, forse anche più dell’amore.  Sanno stare bene da soli, non soffrono di solitudine, ma non disdegnano la folla.  Sono onesti, fedeli, e a volte si spingono all’ eccesso, cosa che gli crea sbalzi di umore.  Possono essere a volte permalosi.  Cercano sempre le novità.  In amore sono gelosi e possessivi, anche se non vogliono ammetterlo, e sentono un forte bisogno di contatti umani, ma spesso hanno difficoltà a legarsi.  Sono persone piene di interessi, amano la lettura e adorano viaggiare.  Sono schietti nei sentimenti, e non nascondono le proprie intenzioni, per quanto possano essere talvolta imbarazzanti.  

Dal palato delicato, prediligono il salato, amano il cibo ma non troppo le ore trascorse nel preparalo!  Quindi all’Acquario dedichiamo le Girelle Salate da fare con poca fatica, ma che danno tanta soddisfazione.

Girelle salate di pasta sfoglia

Ingredienti:

1 rotolo rettangolare di pasta sfoglia

Ripieno: 

gorgonzola e radicchio oppure speck e provola oppure passata di pomodoro e origano… o qualsiasi ripieno che ci piace

Srotolare il rotolo di pasta sfoglia e condirlo come una pizza con il ripieno scelto.  Con un coltello infarinato, dopo averlo arrotolato, lo tagliamo a fette, spesse circa due centimetri.  Adagiamo le girelle su una placca ricoperta di carta forno, e le inforniamo a 200° fino a che non avranno assunto un colore leggermente dorato.   Golosi bocconcini adatti per un buffet, una festa tra amici, o come aperitivo accompagnato da un ottimo prosecco! 🙂

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Today we’re starting a new adventure in the world of the Zodiac!

Surfing the web and looking for the meaning of the word astrology we found out:  it comes from the ancient Greek astrologhía astêr/asteros meaning star and lógos meaning word/reason, the study of the motions and the positions of celestial bodies in the belief that these have an influence on the course of  human lives and behaviour;  the belief, without a scientific foundation, that sees the positions and movements of planets as being able to influence human events; concepts, theories and methodologies based on the belief that the position of the stars can condition terrestrial facts; the study of the position and movement of the planets and other stars translating them into predictions of events, horoscopes and individual behavioural inclinations…

Astrology is an ancient and controversial form of divination, and centuries of scientific progress haven’t diminished the interest people have in it.  Whether you believe in your horoscope or not, whether you have a slight curiosity about it, statistics say that more or less half of the Italian population is a habitual horoscope reader.  Kings, emperors, heads of state and entertainement celebrities have been interested in their horoscopes, and many wouldn’t make major decisions or appointments without first having consulted their personal astrologist.  This still happens today. There’s nothing wrong with having fun reading one’s horoscope as long as you don’t get too influenced by it.  Why is there so much interest in the predictions and character profiles of a person?  It might be the desire to define one’s own personality or that of others?

Well, whatever the reason may be, we want to have fun presenting you each time a zodiac sign to which we will dedicate a recipe of ours.

Let’s begin with Aquarius:   It is considered the sign of humanitarian ideals, the Aquarians try to improve the life of others through their intellect and they firmly believe in social justice. Their freedom is important to them, they are dreamers and are quite unconventional.  They show a great respect for friendship, which is so precious to them, almost even more than love.  They are comfortable being on their own, don’t get lonely, but they don’t disdain crowds either. They are honest, trustworthy, and at times push themselves to the limit, which can causes them to become moody. They can be touchy at times.  They are always searching for new things to do and see.  In love they can be jelous and possessive, even if they will never admit it.  They have a deep need for human contact, despite they find it difficult to be tied down.  They have many interests in life and enjoy reading and travelling most of all.  They are very open with their feelings and don’t hide them, even if at times this can cause them embarassament. 

They have a fine palate, they prefer savoury foods and love to cook things that will not keep them in the kitchen too long.  We’ve decided to dedicate the Girelle Salate to the Aquarians.  Our savoury twirls that can be made quickly and that are so satisfying. 

Girelle salate di pasta sfoglia

Ingredients:

1 rectangular roll of puff pastry

Filling: 

gorgonzola and radicchio or speck and provola or tomato puree and oregano or whatever we prefer…

We lay the puff pastry out on our work table and spread whatever filling we’ve chosen on top of it.  We then roll it and cut it into slices about two centimetres wide, using a knife sprinkled with flour.  We put the twirls on a baking pan and bake at 200° until golden.  They are delicious for a buffet meal, a party, or even to accompany a cold glass of prosecco at an aperitif with friends! 🙂

Weekend dal Maestro Antonino Esposito… e Sorrento… Seconda Puntata


I famosi pesettiPizza stesaPizza margherita e pizza ndujaPane al kamut

This is what happens after almost two months from the lesson with Maestro Antonino!  Cristiana and her new friend Arturo (the starter) are often together in the kitchen cooking up a storm.  She takes very good care of him (her husband is getting a bit jelous) and sometimes she even talks to it. We want to share with you a few of the photos of the many goodies she has made so far… pizza, bread, all types of focacce that make her family, and her friends’ families, very happy.  It’s not up to us to give you the recipes, we suggest you buy Maestro Antonino’s books… a must for enthusiasts.

Arturo il lievito madreSorrento

Hotel Gardenia SorrentoStaff Hotel Gardenia

Cristiana didn’t only dedicate that October weekend to the lesson, she also stayed on to visit Sorrento.  There aren’t enough adjectives to describe this town!  It’s one of the most famous international tourist favourites, land of colours, of mermaids, and orange and lemon groves, and a town where kindness and hospitality are a combination that is handed down from one generation to the next. If you just spend a moment to enjoy a sunset and the emotions it gives you when you gaze in the direction of Ischia or Procida islands, you will be amazed by the variety of colours and the beauty of the landscape. If you look at Sorrento from the sea, the great ridge of tuff rock changes colour every hour of the day, and if you let your mind go back in time, with a bit of imagination, you can see the Roman ships loaded with goods and busy sailors, besides the wonderful villas built for the Roman emperors along the coasts. Many civilizations have lived in this area: the Etruscans, the Greeks (who gave the city its urban layout) and the Romans. The beginning of the 18th century saw a time of cultural, economic and social rebirth for the whole Sorrento peninsula. Not too much later tourists started flocking to this area and it was included in the list of places to visit for every young European noble of the time who wanted to complete his cultural, historical and literary education. Important guests such as Byron, Keats, Scott, Dickens, Goethe, Wagner, Ibsen and Nietzsche came to stay in Sorrento looking for sunshine and inspiration. At the same time there was an intensification of traditional activities such as agriculture and sea trade, while the tourism industry became what it is currently, the most important sector of the economy of the area. Today it is a modern city which offers high-standard accommodations, a wide selection of restaurants, famous Italian fashion brands, and its renowned traditional inlaid wood craftsmanship. It hosts important cultural and musical events, and is the ideal starting point for visiting the important tourist sites of the area: Capri, Ischia, Naples, Herculaneum, Pompeii, Positano, Amalfi. Man levelled its most impervious areas, transforming them in the famous terraced gardens which reach towards the sea, on which oranges, lemons, olives and vineyards are cultivated. These are a delight to both the eyes and the nostrils when, in springtime, the stirring scent of oranges rises in the air. For those who wish to get a taste of what true Sorrento hospitality is all about, stay at the delightful Hotel Gardenia in Corso Italia, where you will be welcomed with professionalism and congenialità by the friendly owner, Gaetano, his lovely family, and the staff!  How can one forget a weekend like this? 🙂

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Ecco cosa accade dopo quasi due mesi dalla lezione con il Maestro Antonino!  Cristiana e il suo nuovo amico Arturo (il lievito madre) si ritrovano spesso in cucina a creare tante delizie.  Lei lo cura con amore e dedizione (il marito sta diventando un tantino geloso) e capita anche che qualche volta lei gli parla. Abbiamo voluto postare alcune foto delle tante preparazioni fatte fino ad ora… pizza, pane, focacce di ogni tipo che allietano la sua famiglia e quelle degli amici. Non sta a noi fornirvi le ricette, ma vi consigliamo vivamente di procurarvi i libri del Maestro Antonino… bibbia per tutti gli appassionati.  Quel famoso weekend di Ottobre, Cristiana non lo dedicò solo alla lezione, ma si fermò anche per visitare Sorrento.

Quante definizioni sono state attribuite a questa località!  E’ una delle più affermate mete del turismo internazionale, terra dei colori, delle sirene, e dei giardini di agrumi. Graziosissima cittadina dove gentilezza ed ospitalità sono un binomio che si tramanda di generazione in generazione.  Ci si può soffermare ad osservare quanto può essere suggestivo un tramonto, e perdersi con lo sguardo in direzione di Ischia o Procida, rimanendo stupefatti dalla varietà dei colori e dalla bellezza dei luoghi.  Guardando Sorrento dal mare, si vede il maestoso costone tufaceo che cambia colore ad ogni ora del giorno, e ci si può lasciare andare con la mente indietro nel tempo, e con un pizzico di immaginazione si possono rivedere le navi romane cariche di mercanzie e di marinai operosi, come anche le maestose ville costruite per gli imperatori romani sui litorali. Molte civiltà sono passate di qui: gli Etruschi, i Greci (che diedero alla città la pianta urbana), ed i Romani. Ai primi del ‘700 iniziò un periodo di rinascita culturale, economica e sociale per l’intera penisola sorrentina, che raggiunse l’apice nel corso dell’ottocento. Nacque e si consolidò la vocazione turistica di questa località che venne inserita nella lista dei luoghi più significativi d’Italia, dove ogni nobile rampollo europeo dell’epoca, voleva completare la sua formazione culturale, storica e letteraria. Ospiti illustri quali Byron, Keats, Scott, Dickens, Goethe, Wagner, Ibsen e Nitzsche vennero a soggiornare a Sorrento, in cerca di sole e d’ ispirazione. Allo stesso tempo si intensificarono le attività lavorative più tradizionali come l’agricoltura, il commercio marittimo e l’industria turistica che attualmente rappresenta il settore portante dell’economia sorrentina. Oggi Sorrento è una moderna cittadina con oltre un centinaio di accoglienti esercizi alberghieri, con un’ampia scelta di ristoranti ed esercizi commerciali di ogni genere, famosa anche per la sua grande tradizione artigiana del legno intarsiato. La città e’ sede di grandi manifestazioni culturali e musicali, ed è un ottimo punto di partenza per tutte le località turistiche dei dintorni: Capri, Ischia, Napoli, Ercolano, Pompei, Positano, Amalfi. L’uomo ha creato nelle zone più impervie le famose terrazze, gradoni di terra degradanti verso il mare dove sono coltivati aranci, limoni, ulivi e viti. Questi giardini deliziano gli occhi e le narici quando in primavera un profumo inebriante di zagara invade l’aria. Per chi volesse conoscere un assaggio di autentica ospitalità sorrentina, può fermarsi nel  delizioso Hotel Gardenia situato in Corso Italia, dove si viene accolti con professionalità e simpatia dal proprietario, Gaetano, dalla sua splendida famiglia, e dallo staff!  Come si fa a dimenticare un weekend così? 🙂

Charlotte and Charlene’s homemade button burghers!


Mini button burghers (1)foto 2

Friendship knows no boundaries and no distances, and when it’s sincere it lasts forever.  This is what happened to Tina and Charlotte when they met by chance in 1998.  Charlotte came with her husband on holiday to Italy and Tina was their tour director.  During their travels around Italy, a country that Charlotte adores, their initial liking became a beautiful friendship when they realized how much they had in common.  Since then, the ocean that divides them hasn’t been an obstacle and they’ve managed to celebrate more than one special occasion together.   Tina and Charlotte both love life, family, conviviality and being around people they love.  They prefer autumn and American music from the 50s and 60s, and they both love animals . . . Charlotte adores her little cat Lilly Mae while Tina adores her little dogs Joey and Tiffany.  Charlotte is a very sensitive and generous person who gets along with everyone, adults and children, and never misses a chance to help others, even knitting away for hours to create lovely things to sell at charity events.   One of the special occasions celebrated together in Italy was her daughter Charlene’s birthday.  Charlene is a radiant, strong and sensitive woman who loves Italy, just like her mom.  She is a dear person, full of life, with a gorgeous smile that wins everyone over, and she always looks for the positive side of people and situations.  She is a very generous woman who loves her family and friends, but she is most of all the caring mother of her beautiful daughter Megan whom she adores and who holds the key to her heart.   A person like this could not help but love nature, flowers, plants and animals, most of all her magnificent dog Chloe.  Her innate generosity brings her to be quite busy organizing events not only for friends and family but also for charity, in fact, she is very much involved in volunteer work.

What can we dedicate to two fantastic and congenial women like them if not our recipe for our scrumptious, soft and yummy button burghers? They are ideal for parties, picnics, and any other event where family and friends are involved.   To make our mini rolls you need:

Ingredients:

500 grams of strong flour or Manitoba

300 millilitres of warm milk

100 millilitres of olive oil

14 grams of bread yeast

1/2 tbsp of salt

1/2 tbsp of sugar or malt

Sesame seeds to your liking

First we put the yeast and the flour in a large bowl, then we add the milk and when this is all mixed well we add the sugar, the rest of the flour and the salt.  We knead the dough until it is soft and smooth then we add the oil and continue to knead. We leave it to rise in the bowl covered with plastic wrap, until it doubles in size. We then take our dough and put it on the work table and create little balls or rolls that weigh more or less 30 grams each.  We grease a baking pan and place each roll in it with enough space between each one and leave them to rise again.   Once they have risen we brush a bit of beaten egg mixed with milk on each roll, sprinkle some sesame seeds on top, and bake them at 250° briefly, until golden.  A little suggestion, in order to keep the rolls soft, before lighting the oven place a small container of water in it and leave it there during baking.

Once our rolls have cooled, if we’ve resisted the temptation of eating them fresh out of the oven, we fill them with our grilled mini burghers made with a mix of minced beef and pork, salt, pepper and any garnish of choice.  We used Cheddar cheese, lettuce, thin slices of tomatoes and pickles, mustard and ketchup.  They are little treasure chests of deliciousness . . . enjoy!

Thanks Charlotte and Charlene! 🙂

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Charlotte and family in Capri

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L’Amicizia non conosce confini né distanze, e quando il sentimento è sincero dura nel tempo. E’ stato così per Tina che conobbe per caso Charlotte nel 1998 quando venne in vacanza in Italia insieme al marito.  Tina era la loro tour director e durante il tour in giro per l’Italia, paese di cui Charlotte è innamorata, la simpatia iniziale sfociò in una bella amicizia nel momento in cui scoprirono di avere molte cose in comune.  Da allora l’oceano che le divide non è stato mai un problema.  Sono riuscite a festeggiare insieme più di una occasione speciale.  Come Tina, anche Charlotte ama tanto la vita, la famiglia, la convivialità e il circondarsi di persone alle quali vuole bene.  Entrambe adorano l’autunno e la musica americana degli anni 50/60.  Amano entrambe gli animali, Charlotte la sua piccola gattina Lilly Mae, Tina invece i suoi piccoli cagnolini Joey e Tiffany.  Charlotte ha un animo sensibile e generoso, si rapporta bene con tutti, grandi e piccini, e non perde occasione per aiutare il prossimo, anche sferruzzando di tutto e di più da vendere a scopo benefico.  Un’ occasione speciale festeggiata insieme in Italia, è stata proprio il compleanno della figlia Charlene, donna solare, forte e sensibile, che come sua madre ama l’Italia.  Una creatura piena di vita, frizzante, con un sorriso smagliante che conquista tutti, e trova sempre il lato buono nelle persone e le situazioni.  Charlene è una donna dall’animo generoso che ama la famiglia e gli amici, ma è soprattutto la mamma premurosa della sua bellissima figlia Megan che occupa il primo posto nel suo cuore.  Una creatura così non poteva non amare la natura, i fiori, le piante e gli animali, soprattutto la sua magnifica cagnolina Chloe.  La sua innata generosità la porta in prima linea ad organizzare eventi, non solo per gli amici e la famiglia, ma anche a scopo benefico, infatti è molto impegnata nel volontariato.

Cosa si può dedicare a due fantastiche e simpatiche donne così se non i nostri meravigliosi, sofficiosi e golosi button burghers? Sono ideali per le feste in famiglia, picnic e i ritrovi tra amici. Per realizzare i mini panini occorre:

Ingredienti:

500 grammi di farina (W350 o Manitoba)

300 millilitri circa di latte tiepido

100 millilitri di olio di oliva

12 grammi di lievito di birra

mezzo cucchiaio di sale

mezzo cucchiaio di zucchero o malto

semi di sesamo a piacere

Iniziamo sciogliendo il lievito nel latte, man mano aggiungiamo la farina, e quando l’impasto assumerà l’aspetto di una pastella aggiungiamo lo zucchero. Uniamo la restante farina e il sale alla fine.  Lavoriamo molto bene l’impasto fino a quando non sarà più appiccicoso.  A questo punto aggiungiamo l’olio e continuiamo a lavorarlo.  Quando è pronto, lo mettiamo in una ciotola coperta da pellicola, fino al suo raddoppio.  Riprendiamo poi l’impasto, lo rovesciamo su una spianatoia e formiamo tanti piccoli panini di circa 30 grammi ognuno.  Li poniamo su una teglia ricoperta di carta forno, leggermente infarinata e li mettiamo di nuovo a lievitare.  Andranno messi un po’ distanziati  e una volta lievitati, li spennelliamo con un uovo intero sbattuto con un po’ di latte, spargiamo sulla superficie dei semi di sesamo, e li cuociamo a 250° per poco tempo, fino a doratura.  Un piccolo consiglio, per mantenerli morbidi, prima di accendere il forno, ci mettiamo dentro un piccolo contenitore con dell’acqua che lasciamo lì durante la cottura.  Una volta raffreddati, se abbiamo resistito alla tentazione di mangiarne qualcuno caldo appena uscito dal forno, li farciamo con i nostri mini hamburger cotti alla griglia, fatti con un misto di carne di manzo e maiale tritato, sale, pepe, con l’aggiunta delle verdure e salse preferite.  Noi li abbiamo farciti con il formaggio Cheddar, una foglia di lattuga, una sottile fetta di pomodoro, un pezzetto di cetriolo, senape e ketchup.  Sono dei piccoli scrigni di bontà . . . buon appetito!

Grazie Charlotte e Charlene! 🙂

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